Bella ciao

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Bella ciao
Artista
Autore/iSconosciuto
GenereCanzone popolare
StilePopolare
Esecuzioni notevoliHardwell, Hugel, Steve Aoki, Klischée, Maria Farantouri, Milva, Modena City Ramblers, Marlene Kuntz, Giorgio Gaber, Swingle Singers, Arcusgi, Yves Montand, Lidija Percan, Manu Chao, Canzoniere delle Lame, Goran Bregović, Talco, Marco Calliari, Tom Waits, Tosca, Gims, Enrico Capuano, Francesco Guccini, Leo Gassmann
Campione audio

Bella ciao è un canto popolare italiano dedicato ai partigiani della resistenza italiana.

Secondo l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) Bella ciao "divenne inno ufficiale della Resistenza solo vent’anni dopo la fine della guerra [...] è diventato un inno quando già da anni i partigiani avevano consegnato le armi". Secondo altri fu proprio di alcune formazioni della Resistenza, ma forse mai o poco cantato nella versione oggi nota, prima della fine della guerra.

Gli stessi estensori della proposta di legge di Bella ciao come inno istituzionale del 25 aprile evidenziano che la canzone, nella forma che oggi tutti conosciamo, non è presente in nessun documento anteriore agli anni 1950 tanto da non comparire in nessuna raccolta di canti partigiani di quegli anni, come il Canta partigiano edito da Panfilo a Cuneo nel 1945, le varie edizioni del Canzoniere italiano di Pasolini o le riviste (come Folklore nel 1946) "Se la canzone è riconducibile, in forma embrionale, ad alcuni canti popolari […] la forma definitiva che tutti conosciamo compare invece diversi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale".

Alcuni sostengono che la prima pubblicazione del testo oggi cantato sia avvenuta nel 1953 sulla rivista La Lapa, per poi essere pubblicato su l'Unità nel 1957.

Quel che è certo è che la sua conoscenza si è diffusa soltanto dopo il Festival di Spoleto del 1964 a cui molti attribuiscono la prima versione della ballata come la conosciamo ora e che oggi viene cantata associandola idealmente al movimento partigiano.

Pur essendo un brano italiano legato a vicende prettamente nazionali, è diffuso in molte parti del mondo come canto di resistenza e di libertà.

Storia

Origine del testo

La Bella ciao partigiana riprende nella parte testuale la struttura del canto dell'Ottocento Fior di tomba che Costantino Nigra riporta in numerose versioni tra i Canti popolari del Piemonte, pubblicati per la prima volta nel 1888, tra i quali uno inizia con il verso Sta mattina, mi sun levata. Nigra riporta anche una variante veneziana che inizia con Sta matin, me son levata. Le varie versioni raccontano la storia di una donna che vuol seguire per amore un uomo, anche se ciò comporterà la morte e l'essere seppellita, tanto le genti che passeranno diranno "che bel fiore" o "che buon odore" a seconda della versione. A proposito della canzone, Nigra, sempre nel suo libro del 1888, osservava:

«Il fiore che deve crescere sulla tomba della bella, morta per amore, è il tema d’una canzone che è forse la più cantata in tutta Italia. Questo tema è talmente popolare presso di noi, che in molti casi s’aggiunge, come finale, ad altre canzoni che non ci han nulla a che fare.»

L'origine di questo tema si ritrova in una canzone francese attestata (in diverse varianti) già nel XV secolo che, seppur mutata leggermente a ogni passaggio geografico, sarebbe stata assorbita dapprima nella tradizione piemontese con Fior di Tomba, poi in quella trentina con il titolo Il fiore di Teresina, poi in quella veneta con il titolo Stamattina mi sono alzata, successivamente nella Bella ciao delle mondine e del partigiano.

Sia musicalmente, sia nella struttura dell'iterazione (il "ciao" ripetuto), deriva anche da un canto infantile diffuso in tutto il Nord: La me nòna l'è vecchierella, rilevato da Roberto Leydi, di cui si riporta l'inizio:

«La me nòna, l'è vecchierèlla

la me fa ciau, la me dis ciau, la me fa ciau ciau ciau.»

Alcuni hanno ipotizzato il legame con un canto delle mondine padane, mentre invece altri, come Cesare Bermani, sostengono che la Bella ciao delle mondine padane sarebbe stata composta dopo la guerra (dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri).

Storiografia

Non ci sono indizi della rilevanza di Bella ciao tra le brigate partigiane e neppure della stessa esistenza della versione del partigiano antecedente alla prima pubblicazione del testo nel 1953. Non ci sono tracce nei documenti dell'immediato dopoguerra né è presente nei canzonieri importanti: «Non c'è, ad esempio, nel Canzoniere Italiano di Pasolini e nemmeno nei Canti Politici di Editori Riuniti del '62. C'è piuttosto evidenza di una sua consacrazione popolare tra il '63 e il '64, con la versione di Yves Montand e il festival di Spoleto, quando Il Nuovo Canzoniere Italiano la presentò al Festival dei Due Mondi sia come canto delle mondine sia come inno partigiano. Una canzone duttile, dunque, e talmente "inclusiva" da poter tenere insieme le varie anime politiche della lotta di liberazione nazionale (cattoliche, comuniste, socialiste, liberali, ecc.) ed esser cantata a conclusione del congresso DC che elesse come segretario l'ex partigiano Zaccagnini».

Come è riportato nel testo di Roberto Battaglia Storia della Resistenza italiana era Fischia il vento, sull'aria della famosa canzone popolare sovietica Katjuša, che divenne l'inno ufficiale delle Brigate partigiane Garibaldi.

Anche il noto giornalista, ex partigiano e storico della lotta partigiana, Giorgio Bocca affermò pubblicamente:

«Bella ciao … canzone della Resistenza, e Giovinezza … canzone del ventennio fascista … Né l'una né l'altra nate dai partigiani o dai fascisti, l'una presa in prestito da un canto dalmata, l'altra dalla goliardia toscana e negli anni diventate gli inni ufficiali o di fatto dell'Italia antifascista e di quella del regime mussoliniano … Nei venti mesi della guerra partigiana non ho mai sentito cantare Bella ciao, è stata un’invenzione del Festival di Spoleto.»

(Luigi Morrone, La vera storia di Bella ciao, che non venne mai cantata nella Resistenza, "La Nostra Storia", Corriere della Sera, 10 luglio 2018.)

Affermazioni, queste, poi certificate da Carlo Pestelli nel suo libro Bella ciao. La canzone della libertà, nel quale ricostruisce in modo dettagliato le origini e la diffusione della canzone Bella ciao.

Anche gli storici della canzone italiana Antonio Virgilio Savona e Michele Straniero hanno affermato che Bella ciao non fu cantata o fu poco cantata durante la guerra partigiana, ma venne diffusa nell'immediato dopoguerra.

Gli storici Cesare Bermani e Ruggero Giacomini, sostengono che versioni di Bella ciao siano state cantate da alcune brigate durante la Resistenza.

Secondo Bermani era l'inno di combattimento della Brigata Maiella in Abruzzo, cantato dalla brigata nel 1944 e portato al Nord dai suoi componenti che dopo la liberazione del Centro Italia aderirono come volontari al Corpo Italiano di Liberazione. La ragione per cui non se ne aveva adeguata notizia, osserva Bermani, starebbe in un errore di prospettiva storica e culturale: l'idea che la Resistenza, e quindi il canto partigiano, fossero un fenomeno esclusivamente settentrionale. Tuttavia viene fatto notare che l'ipotesi non è supportata da evidenze perché esistono molti documenti scritti dai partigiani della Brigata Maiella, comprese le canzoni che cantavano, e in nessuno di loro compare il minimo accenno a Bella ciao, mentre compaiono altre canzoni; allo stesso modo, nel libro autobiografico di Nicola Troilo, figlio di Ettore, fondatore della brigata, c'è spazio anche per le canzoni che venivano cantate, ma nessun cenno a Bella ciao. Per di più dal diario del partigiano Donato Ricchiuti, componente della Brigata Maiella caduto in guerra il 1º aprile 1944, si apprende che fu proprio lui a comporre l'inno della Brigata Maiella che si chiamava: Inno della lince. Bermani in ogni caso concorda che la sua diffusione nel periodo della lotta partigiana fosse minima anche se, sempre nella sua opinione e senza portare evidenze documentali che la sostengano, la cantavano anche alcuni reparti combattenti di Reggio Emilia e del modenese, ma non era la canzone simbolo di nessun'altra formazione partigiana. Ragion per cui Cesare Bermani afferma che Bella ciao sia "l'invenzione di una tradizione" e che:

«A metà anni Sessanta, il centrosinistra al governo ha puntato su Bella ciao come simbolo per dare una unità posteriore al movimento partigiano.»

Secondo Giacomini l'esistenza di una versione di Bella ciao come canto della Resistenza italiana sarebbe attestata nel maceratese. Nell'opuscolo La rappresaglia tedesca a Poggio San Vicino, pubblicato nel luglio 1945 e scritto da don Otello Marcaccini, parroco di Poggio San Vicino (MC), il prelato commemora le vittime della rappresaglia tedesca avvenuta il 1º luglio 1944 e riporta:

«La vita per i patrioti è gaia ma pur sempre vigilante e rischiosa. Si macellano bovini, si acquista vino che viene distribuito anche alla popolazione a basso prezzo. Ora gli abitanti di Poggio S. Vicino, prima per plausibili ragioni diffidenti, assistono come meglio i Partigiani e prendono parte attiva alle loro vicende ora liete ora dolorose. I bambini poi sono sempre in mezzo a loro, rendono piccoli servizi, si entusiasmano e ripetono le loro canzoni di battaglia:

"se io morissi da Patriota / Bella ciao, ciao, ciao".

Sempre secondo Giacomini, un'altra attestazione di Bella ciao come canto della Resistenza italiana si avrebbe in una lettera datata 24 aprile 1946 scritta dalla russa Lydia Stocks ad Amato Vittorio Tiraboschi, comandante della zona di Ancona della Brigata Garibaldi-Marche e, successivamente, della V Garibaldi-Ancona. Lydia Stocks dopo l'8 settembre fuggì da un campo di internamento femminile in provincia di Macerata e raggiunse i partigiani sul monte San Vicino, dove conobbe Douglas Davidson, comandante di distaccamento, e il comandante Tiraboschi (nome di battaglia "Primo"), a cui facevano riferimento tutti i gruppi partigiani della zona del San Vicino.

«Quando penso di tutto ciò, ho voglia di piangere perché ancora ricordo tutto quello che abbiamo provato, tutti quelle giovani ragazzi che andavano a morire con il canto Bella ciao. E poi venivano feriti e morti, che non dimenticherò mai finché vivrò, perché ho amato con tutto il mio cuore tutti quelli ragazzi e amerò sempre. Per me l'Italia è stata una seconda Patria e lo amo il popolo Italiano con tutti i suoi difetti. Quanto sarò felice se la Italia di nuovo sarà in piedi, ma senza i Fascisti... Non tanti che possano comprendere tutto questo, ma Voi, sì, perché avete sofferto con noi.»

Annalisa Cegna, direttrice dell'Istituto storico della Resistenza di Macerata, si è dimostrata piuttosto cauta riguardo alla tesi di Giacomini: "Un solo documento non è sufficiente per avere garanzie storiche. Come studiosa andrei cauta ad affermare che la canzone "Bella ciao" sia nata nel Maceratese."

Testo

Il seguente testo è quello più diffuso della versione partigiana, con alcune varianti:

«Una mattina mi son svegliato

o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e le genti che passeranno
mi diranno che bel fior.

E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà.»

Origine della musica

Aiuto
Bella ciao (info file)
Bella ciao eseguita dall'Orchestra Rappresentativa delle Guardie Serbe (ROG)
Bella ciao eseguita dall'Orchestra Rappresentativa delle Guardie Serbe (ROG)

La musica, di autore sconosciuto, è stata fatta risalire, in anni passati, a diverse melodie popolari. Una versione della Bella ciao delle mondine fu registrata dalla cantante Giovanna Daffini nel 1962. Nel 1964 la stessa Daffini, presentata dal Nuovo Canzoniere Italiano, la canta al Festival di Spoleto in due versioni: quella "originale" delle mondine del 1962 e una seconda versione, che lei sostiene sia stata adattata dai partigiani durante la resistenza.

Una possibile origine della melodia è stata individuata da Fausto Giovannardi a seguito del ritrovamento di una melodia yiddish (canzone Koilen) registrata da un fisarmonicista Klezmer di origini ucraine, Mishka Ziganoff, nel 1919 a New York. Secondo lo studioso Rod Hamilton, della The British Library di Londra, Koilen sarebbe una versione di Dus Zekele Koilen (due sacchetti di carbone), di cui esistono varie versioni risalenti agli anni 1920. L'inizio della melodia, che nella versione cantata del partigiano dice "Una mattina mi son svegliato", è effettivamente identico a quello di Bella ciao, mentre il resto è diverso.

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La Bella ciao delle mondine

Come sopra riportato, alcuni sostengono che la Bella ciao partigiana sia stata preceduta dalla Bella ciao delle mondine, che lo storico Cesare Bermani reputa invece posteriore. Di seguito il testo di Bella ciao delle mondine.

«Alla mattina appena alzata

o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
alla mattina appena alzata
in risaia mi tocca andar.

E fra gli insetti e le zanzare
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e fra gli insetti e le zanzare
un dur lavoro mi tocca far.

Il capo in piedi col suo bastone
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
il capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar.

O mamma mia o che tormento
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o mamma mia o che tormento
io t'invoco ogni doman.

Ed ogni ora che qui passiamo
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ed ogni ora che qui passiamo
noi perdiam la gioventù.

Ma verrà un giorno che tutte quante
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà.»

In questo contesto si nota come l'espressione "bella ciao" indichi la giovinezza che si perde e sfiorisce nel lavoro.

«Stamattina mi sono alzata,
stamattina mi sono alzata,
sono alzata - iolì
sono alzata - iolà
sono alzata prima del sol...»

Diffusione

La fortuna di questo canto, che lo ha fatto identificare come canto simbolo della Resistenza italiana e dell'unitarietà contro le truppe naziste come elemento fondante della Repubblica Italiana, consiste nel fatto che il testo lo connota esclusivamente come canto contro "l'invasore", senza riferimenti (per stare alla ormai classica tripartizione di Claudio Pavone) alla Resistenza come "guerra di classe" o come "guerra civile" (come invece è nel canto più cantato dai partigiani, quella Fischia il vento dove invece sono presenti i riferimenti al "sol dell'avvenire" e alla "rossa bandiera").

Non vi sono elementi concreti, né fonti a sostegno di coloro che affermano che la popolarità internazionale di Bella ciao si diffuse negli anni 1950, in occasione dei numerosi "Festival mondiali della gioventù democratica" che si tennero in varie città fra cui Praga, Berlino e Vienna; al contrario, la mancanza di fonti al riguardo fa ritenere che questa affermazione sia una costruzione posteriore. La canzone raggiunse una grandissima diffusione di massa negli anni sessanta, soprattutto durante le manifestazioni operaie e studentesche del Sessantotto.

Oggi la canzone è molto diffusa tra i movimenti di Resistenza in tutto il mondo, dove è stata portata da militanti italiani. Ad esempio è cantata, in lingua spagnola, da molte comunità zapatiste in Chiapas. A Cuba è cantata nei campeggi dei Pionieri, mettendo la parola guerrillero al posto della parola "partigiano". È conosciuta e tradotta anche in cinese.

A partire dal 1968 questa canzone è stata ripresa come propria da movimenti di sinistra e di estrema sinistra, soprattutto giovanili, anche se in origine era riconosciuta come appartenente a tutta la Resistenza, senza distinzioni di parte. Una versione sessantottina aggiungeva una strofa finale che recitava: "Era rossa la sua bandiera… come il sangue che versò" (nel tempo svariate sono comunque le cosiddette strofe finali inventate). Essa ancora oggi ispira autori italiani e stranieri, ed è utilizzata in numerose occasioni non direttamente collegate alla Resistenza storica quanto piuttosto ad una generica idea di resistenza ad una forma di oppressione del potere.

Incisioni

Di seguito, alcune tra le numerose incisioni, italiane ed estere, del brano:

Note

  1. ↑ ANPI, Bella Ciao, su https://www.anpi.it, 25 dicembre 2012. URL consultato il 22 dicembre 2024.
  2. 1 2 La vera storia di “”Bella ciao”, che non venne mai cantata nella Resistenza, su lanostrastoria.corriere.it. URL consultato il 16 agosto 2021 (archiviato il 20 gennaio 2021).
  3. ↑ Giacomini, pag.28.
  4. ↑ La vera storia di “”Bella ciao”, che non venne mai cantata nella Resistenza, su lanostrastoria.corriere.it. URL consultato il 16 agosto 2021.
  5. ↑ Come ha fatto Bella Ciao a diventare l'inno dei movimenti di mezzo mondo, su L'Espresso, 12 novembre 2019. URL consultato il 21 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2021).
  6. 1 2 lalli, Bella ciao come 'inno istituzionale' del 25 aprile: la proposta, su Adnkronos, 6 giugno 2021. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  7. ↑ lalli, Bella ciao come 'inno istituzionale' del 25 aprile: la proposta, su Adnkronos, 6 giugno 2021. URL consultato il 22 settembre 2021.
  8. ↑ Paolo Conti, «Bella Ciao», perché il canto popolare è diventato simbolo della Resistenza ed è approdato in Ucraina, su Corriere della Sera, 21 aprile 2022. URL consultato il 25 aprile 2022.
  9. ↑ Bella ciao per Giorgio Bocca “Un’invenzione del Festival di Spoleto”, su ILFORMAT, 2 maggio 2020. URL consultato il 16 agosto 2021.
  10. ↑ J. Tomatis, Cinquant'anni di Bella ciao, su Doppiozero, 9 giugno 2014. URL consultato il 16 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2021).
  11. ↑ Figli di "Bella Ciao", quel concerto leggendario 50 anni dopo, su la Repubblica, 20 agosto 2014. URL consultato il 16 agosto 2021.
  12. ↑ "Bella ciao" è davvero il canto della Resistenza: ecco com'è nato, su la Repubblica, 28 aprile 2020. URL consultato il 19 settembre 2021.
  13. ↑ Stamattina mi sono alzata: Fiore di Tomba, su Terre Celtiche Blog, 14 settembre 2020. URL consultato il 19 settembre 2021.
  14. ↑ Canzoni contro la guerra: anonimo - Bella Ciao, su antiwarsongs.org. URL consultato il 20 settembre 2021.
  15. ↑ Fiore di Tomba, la versione piemontese, su Terre Celtiche Blog, 14 settembre 2020. URL consultato il 20 settembre 2021.
  16. ↑ Fior di tomba. Versioni e origini (PDF), su piemunteis.it.
  17. ↑ Costantino Nigra, Fior di Tomba. Versioni e origini. In "Canti popolari piemontesi" (PDF), su piemunteis.it, 1888.
  18. ↑ La pernette: Origine, histoire et restitution critique d'une chanson populaire romane, su persee.fr. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  19. ↑ Bella ciao, su tapazovaldoten.altervista.org. URL consultato il 19 settembre 2021.
  20. 1 2 Cesare Bermani, «Guerra guerra ai palazzi e alle chiese...» Saggi sul canto sociale, Odradek, 2003.
  21. ↑ Come ha fatto Bella Ciao a diventare l'inno dei movimenti di mezzo mondo, su lespresso.it, 12 novembre 2019. URL consultato il 18 marzo 2025.
  22. ↑ "Bella ciao, con un solo documento non si fa la storia", su Il Resto del Carlino, 8 aprile 2021. URL consultato il 14 gennaio 2025.
  23. ↑ UNA DICHIARAZIONE D'AMORE (PDF), su anpi.it, ANPI. URL consultato il 3 maggio 2018 (archiviato il 24 novembre 2020).
  24. ↑ Registrazione fatta dai musicologi Gianni Bosio e Roberto Leydi nel 1962. Giovanna Daffini: "Alla mattina appena alzata", dal CD: Giovanna Daffini: L'amata genitrice (1991)
  25. ↑ La vera storia di “”Bella ciao”, che non venne mai cantata nella Resistenza, su lanostrastoria.corriere.it. URL consultato il 2 febbraio 2022.
  26. 1 2 Bella ciao, su antiwarsongs.org, Canzoni contro la guerra. URL consultato il 19 febbraio 2009 (archiviato il 24 ottobre 2015).
  27. ↑ Filmato audio Bella ciao - l'origine yiddish della melodia, su YouTube, mades07, 25 aprile 2008. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  28. ↑ Jenner Meletti, Da ballata yiddish a inno partigiano, il lungo viaggio di Bella ciao, su repubblica.it, La Repubblica, 12 aprile 2008. URL consultato il 19 febbraio 2009 (archiviato l'8 gennaio 2012).
  29. ↑ Da ballata yiddish a inno partigiano, il lungo viaggio di Bella ciao, su repubblica.it, 12 aprile 2008. URL consultato il 19-02-2009 (archiviato l'8 gennaio 2012).
  30. ↑ Filmato audio Этот мешочек с углём Dus Zekele mit Koilen 1922 г., su YouTube, 11 mar 2012. URL consultato il 9 giugno 2021.
  31. ↑ Bella Ciao (delle Mondine), su antiwarsongs.org, Canzoni contro la guerra. URL consultato il 22 maggio 2018 (archiviato il 22 maggio 2018).
  32. ↑ Ecomuseo delle terre d'acqua: Bella ciao, su schole.it (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2007).
  33. ↑ Claudio Pavone, tre conflitti in una Resistenza, su La Stampa, 8 dicembre 2016. URL consultato il 28 novembre 2022.
  34. ↑ Various - Canti Della Resistenza Italiana 2, 1963. URL consultato il 25 aprile 2025.
  35. ↑ Filmato audio Yves Montand, Bella Ciao, su YouTube, Google LLC. URL consultato il 25 aprile 2025.
  36. ↑ Dettaglio articolo/intervista Categoria: Gaber in TV, su giorgiogaber.org, Giorgio Gaber. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato il 1º ottobre 2013).
  37. ↑ O bella ciao/let's dance, su discografia.dds.it, Discografia Nazionale della Canzone Italiana. URL consultato il 2 dicembre 2019 (archiviato il 19 gennaio 2019).
  38. ↑ I Gufi - Topic, Bella Ciao (1943-1945), 14 marzo 2014. URL consultato il 25 aprile 2025.
  39. ↑ Concita De Gregorio, Santoro canta "Bella ciao", in La Repubblica. URL consultato l'8 settembre 2008 (archiviato il 5 ottobre 2008).
  40. ↑ Il Cda Rai: stop a Bella ciao e Giovinezza. Morandi: niente politica, fidatevi di noi, in Il Corriere della Sera, 20 novembre 2004. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato il 10 dicembre 2012).
  41. ↑ Aldo Cazzullo, «Per una Francia diversa» Hollande canta Bella Ciao, in Il Corriere della Sera, 4 maggio 2012. URL consultato il 2 dicembre 2019 (archiviato il 29 novembre 2020).
  42. ↑ Clima, "Bella ciao" diventa un inno per l'ambiente: il coro dei bambini torna virale, in L'Espresso, 15 marzo 2019. URL consultato il 17 marzo 2019 (archiviato il 24 settembre 2019).
  43. ↑ 15 marzo, le note di “Bella ciao” diventano un inno per il clima, Askanews, 15 marzo 2019. URL consultato il 2 dicembre 2019 (archiviato il 20 novembre 2019).
  44. ↑ Scontri Istanbul, i manifestanti cantano “Bella Ciao”, su tv.ilfattoquotidiano.it, Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 2 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2013). Il Fatto Quotidiano
  45. ↑ Turchia, cantano 'Bella ciao' le mille voci della protesta, in La Repubblica. URL consultato il 15 giugno 2013 (archiviato il 17 giugno 2013).
  46. ↑ Filmato audio Je Suis Charlie, Christophe Aleveque - Bella Ciao - #JeSuisCharlie, su YouTube, Google LLC, 11 gennaio 2015. URL consultato il 2 dicembre 2018.
  47. ↑ Antonella De Biasi, "Bella ciao", le montagne e il cuore dei curdi, in patriaindipendente.it. URL consultato l'8 ottobre 2019 (archiviato l'8 ottobre 2019).
  48. ↑ Il 25 aprile con le combattenti curde che cantano Bella Ciao, su globalist.it, globalist. URL consultato l'8 ottobre 2019 (archiviato l'8 ottobre 2019).
  49. ↑ Sudanese revolution song[collegamento interrotto], su nosel.info, NOsel. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  50. ↑ Barcellona, la rivolta catalana in aeroporto: in migliaia cantano "Bella ciao" - Video, su Open, 14 ottobre 2019. URL consultato il 30 ottobre 2019 (archiviato il 30 ottobre 2019).
  51. ↑ Rivolta in Cile, i manifestanti intonano «Bella ciao», su Video: ultime notizie - Corriere TV. URL consultato il 30 ottobre 2019 (archiviato il 30 ottobre 2019).
  52. ↑ LOS HEREDEROS DEL COMPAS - BELLA CIAO - MILONGA VERSION - 2018. URL consultato il 25 settembre 2019 (archiviato il 24 maggio 2020).

Bibliografia

Voci correlate

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