| Bellena frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Fontevivo |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°51′23.4″N 10°12′06.2″E |
| Altitudine | 53 m s.l.m. |
| Abitanti | 80 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 43010 |
| Prefisso | 0521 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Bellena (Blena in dialetto parmigiano) è una frazione del comune di Fontevivo, in provincia di Parma.
La località dista 2,13 km dal capoluogo.
La località sorge in posizione pianeggiante alla quota di 53 m s.l.m., sulla sinistra del fiume Taro. Il territorio, in gran parte coltivato, è attraversato da numerosi canali artificiali, i più antichi dei quali scavati dai monaci cistercensi in epoca medievale.
Il territorio, in origine paludoso a causa della presenza di numerosi fontanili, fu bonificato a partire dall'XI secolo da parte dei monaci cistercensi dell'abbazia di San Bernardo di Fontevivo; in quel periodo fu edificata la primitiva chiesa di San Lorenzo.
In seguito Bellena e la vicina Bianconese furono assegnate in feudo ai conti Sanvitale di Fontanellato, che ne mantennero i diritti fino alla loro abolizione sancita da Napoleone nel 1805.
Nel 1934 l'Agip individuò a Bellena un importante giacimento di gas naturale, di cui avviò lo sfruttamento nel 1940; nel 1952 l'attività risultava già in esaurimento, per cessare completamente negli anni seguenti.

Edificata originariamente entro l'XI secolo, la chiesa fu chiusa al culto alla fine del XV secolo in quanto pericolante; completamente ricostruita in stile rinascimentale prima del 1525, fu ristrutturata in forme barocche nel 1743; al suo interno è presente un coro settecentesco in legno intarsiato.

Edificata verso la fine del XVIII secolo probabilmente su progetto dell'architetto Lotario Tomba, la villa neoclassica si sviluppa su una pianta a U all'interno di un vasto parco cinto da mura; la monumentale facciata tripartita è caratterizzata dalla porzione centrale delimitata da due lesene doriche d'ordine gigante, a sostegno del frontone triangolare spezzato di coronamento, contenente lo stemma della nobile famiglia che commissionò l'edificio; all'interno il salone del piano nobile è decorato con affreschi, raffiguranti al centro della volta a padiglione l'Aurora che scaccia la Notte, eseguita da Carlo Angelo Dal Verme nel 1795.