| Bello Figo | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Trap Dirty rap Comedy hip hop Musica demenziale |
| Periodo di attività musicale | 2010 – in attività |
| Etichetta | Warner Music Italy |
| Album pubblicati | 7 |
| Studio | 7 |
Bello Figo, pseudonimo di Paul Yeboah, noto in passato anche come Bello Figo Gu, Bello FiGu e Gucci Boy (Kumasi, 1º agosto 1992), è un rapper, cantante e youtuber ghanese naturalizzato italiano.
È nato nel 1992 a Kumasi in Ghana, e nel 2004 si è trasferito a Parma con la famiglia. Nel 2007 ha iniziato a pubblicare video musicali auto-prodotti sul suo canale YouTube. In principio il suo pseudonimo era Gucci Boy, poi cambiato in Bello Figo dopo aver ricevuto una lettera di reclamo inviatagli dall'azienda Gucci. I suoi video musicali, pubblicati solo su YouTube, hanno totalizzato milioni di visualizzazioni (ad esempio, la canzone Non pago affitto, una parodia del brano Laffy Taffy dei D4L, aveva raccolto oltre 33 milioni di visitatori a dicembre 2025) e hanno reso Bello Figo un fenomeno di Internet in Italia.
Dopo le prime canzoni, caratterizzate soprattutto da testi demenziali colmi di volgarità e sessismo, dal 2016 lo stile è parzialmente cambiato con i brani Sono bello come profugo, parodia di Hot Nigga di Bobby Shmurda e Referendum costituzionale, parodizzante Off The Lot di X.O., nei quali si affermano temi politici, attraverso uno stile basato su ironia, autoironia e satira delle argomentazioni stereotipate degli attacchi agli immigrati in Italia, spesso descritti come parassiti e delinquenti. Oltre a questi stereotipi, ha irriso diverse figure politiche. Per questo motivo, sempre nel 2016 è stato definito dalla rivista musicale Rolling Stone, come “l’artista più politicizzato d’Italia”, e, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, è stato oggetto di diverse controversie e perfino minacce violente, anche di matrice razzista, da parte di gruppi e soggetti vicini all’estrema destra italiana; ciò portò alla cancellazione di alcuni dei suoi concerti per paura di ritorsioni e disordini pubblici (a Brescia, a Borgo Virgilio, a Legnano e a Roma).
Ad aprile 2018 è autore del libro autobiografico Swag negro, edito da Rizzoli.
Nel dicembre 2019, Bello Figo è stato citato in giudizio dall'Università di Pisa e dal suo Rettore, Paolo Mancarella, occasione nella quale quest'ultimo ha dichiarato all’Agenzia Giornalistica Italia che l’Ateneo pisano avrebbe fatto tutto il possibile per tutelare il proprio onore e la propria reputazione. La decisione era scaturita dalla pubblicazione, sul canale YouTube ufficiale del cantante, di una canzone intitolata Trombo a facoltà, pubblicata il 6 dicembre 2019. Il brano, accompagnato da un videoclip girato in un’aula del Dipartimento di economia dell’Università, è stato realizzato senza che il personale dell’Ateneo ne fosse informato né avesse concesso alcun tipo di autorizzazione.
L'11 maggio 2020 ha pubblicato il suo terzo album musicale su Spotify e YouTube, dal titolo Terra Transsese in estate.
Il 20 maggio 2024 ha firmato per Warner Music Italy.
Bello Figo è spesso descritto come esponente del trap e del cosiddetto trash rap, uno stile volutamente scadente e tecnicamente approssimativo, caratterizzato da basi minimali, una voce stonata, uso evidente di auto-tune e testi sgrammaticati.
La sua poetica si basa su una forte ironia performativa e sulla parodia: assume in sé stereotipi legati all’immigrazione, alla povertà e alla sessualità e li esaspera fino a trasformarli in una satira pungente, per molti fastidiosa. Nel tempo, il suo repertorio è passato da temi più volgari, sessuali e a tema sociale, a contenuti apertamente politici: con brani come Sono bello come profugo, Non pago affitto e Referendum Costituzionale, l’artista usa l'ironia per trattare temi come razzismo, populisti e stereotipi sugli immigrati.
Secondo Federico Mello, la sua arte non è semplicemente provocazione gratuita, ma un “détournement” della retorica dominante: riproduce in modo mimetico il linguaggio dei discorsi discriminatori per farne emergere l’assurdità, e, più che una parodia banale, compie un’operazione culturale di rovesciamento e critica sociale.