| San Beregiso d'Andage | |
|---|---|
| Nascita | ca. 670 |
| Morte | ca. 725 |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Ricorrenza | 2 ottobre |
Beregiso d'Andage (Emptinne, 640 circa – Saint-Hubert, 725 circa) è stato un religioso e abate franco, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Le notizie sulla vita di Beregiso derivano principalmente dalla Vita sancti Beregisi abbatis, opera composta nel 937 e scritta, secondo lo storico belga Alain Dierkens, da Frédéric di Gorze (?-942), abate di Saint-Hubert fino alla morte. Nato a Emptinne, piccola frazione del paese di Hamois, praticamente nulla si conosce riguardo ai genitori di Beregiso, la cui tradizione ha tramandato soltanto il nome della madre, Berilla, e la fama di cui godevano in quanti uomini molto pii. Educato presso l'abbazia di Sint-Truiden, antico e prestigioso monastero benedettino, Beregiso fu ordinato sacerdote in giovane età, mentre qualche anno dopo venne chiamato a Liegi presso la corte di Pipino di Herstal (bisnonno di Carlo Magno), maggiordomo di palazzo dell'Austrasia, diventando il cappellano elemosiniere ufficiale.
Intorno agli inizi dell'VIII secolo, Beregisio fondò un'abbazia presso il torrente Andage, nel cuore delle Ardenne. Secondo una tradizione successiva, Plectrude, moglie di Pipino il giovane, attraversando le Ardenne di ritorno da un lungo viaggio, trovò nella foreste una pergamena scritta con lettere d'oro. Il maggiordomo di palazzo, turbato dal ritrovamento prodigioso, mostrò la pergamena a Beregiso affinché la interpretasse. Il cappellano di corte, di cui Pipino si fidava ciecamente, asserì che essa era un messaggio venuto direttamente dal cielo che indicava che Dio stesso aveva scelto quel luogo affinché vi fosse fondata un'abbazia retta da uomini col compito di evangelizzare e prendersi cura delle anime della zona. Dopo aver ascoltato l'interpretazione di Beregiso, Pipino lo inviò nelle Ardenne, nei pressi del torrente Andage, perché fondasse tale abbazia e ne divenisse abate.
Storicamente accertate sono comunque le ingenti donazioni che Pipino di Herstal e sua moglie versarono per la fondazione dell'abbazia. Alla sua fondazione, Beregiso, seguito da diversi monaci, ne divenne effettivamente abate, ruolo che gli permise di stilare la propria regola monastica. Durante il suo abbaziato, il complesso monastico prosperò grazie alle cospicue donazioni da parte dei signori locali. Di particolare rilievo è infatti la donazione, avvenuta nel 725, di un ampio vigneto nella zona di Treviri, che permise all'abbazia di ripopolare e far sviluppare il vicino paese di Saint-Hubert.
Secondo i documenti conservati nell'archivio dell'abbazia, Beregiso morì intorno al 725, dopo essere stato abate per circa una ventina d'anni. Circa un secolo dopo la sua morte, l'abbazia passò sotto la direzione dei benedettini, i quali riuscirono ad attirare un gran numero di pellegrini trasferendo presso il monastero le reliquie di sant'Uberto di Liegi. L'abbazia cessò le proprie attività nel 1796, anno in cui i rivoluzionari francesi (che all'epoca occupavano il Belgio) requisirono ai monaci la basilica di Saint-Hubert e il complesso cenobitico circostante.