Bergimus

Bergimus, il cui nome italianizzato è Bergimo, è una divinità della tribù celtica dei Cenomani.

Sono state ritrovate nella zona del bresciano are votive al culto di questa divinità.

Incerta la funzione che avesse Bergimus, un'ipotesi puramente speculativa basata sull'etimologia del nome della divinità potrebbe vederlo nel ruolo di "protettore delle case" (dall'etimo celtico berg, ossia capanna) . Anche il suo aspetto non è chiaro: in alcune rappresentazioni appare vestito con la toga, la tonaca e i capelli alla romana; ciò ha fatto pensare a qualche studioso come Bernard de Montfaucon che non possa trattarsi di Bergimus.

È stato ipotizzato un collegamento tra il nome della città di Bergamo e quello di Bergimus. Tuttavia, essendo il nome della città di Bergamo di etimo incerto, non è possibile essere più precisi su questo punto.

Note

  1. ↑ Mommsen, al volume V del “Corpus Inscriptionum Latinarum”, riporta le seguenti iscrizioni:
    CIL, V, 4200 piccola ara, a Brescia: BERGIM(O) M(ARCVS) NONIVS M(ARCI) F(ILIVS) FAB(IA) SENECIANVS V(OTVM) S(OLVIT) = Marco Nonio Fabio, figlio di Marco scioglie un voto a Bergimus.
    CIL, V, 4201 ara, a Brescia: L(VCIVS) VIBIVS VISCI L(IBERTVS) NYMPHODOTVS BERGIMO VOTVM C(AIO) ASINIO GALLO C(AIO) MARCIO CENSOR(INO) CO(N)S(VLIBVS) L(VCIO) SALVIO APRO C(AIO) POSTV[M]IO COSTA IIVIRIS QVIN[Q]VENNALIBVS = Ninfodoto, liberto di Lucio Vibio Viscio, fa voto a Bergimus, essendo consoli Caio Asinio Gallo e Caio Marco Censorino e duoviri quinquennali Lucio Savio Apro e Caio Postumio Costa.
    CIL, V, 4202 frammento di ara a Brescia (perduto): [GENIO COL(ONIAE)] BRIXI[AE ET] BERG[IMO] SACR[VM] ALPINI[VS] = Alpinio ha consacrato al Genio della Colonia di Brescia e a Bergimus.
    CIL, V, 4981 lastra ad Arco di Trento: SEX(TVS) NIGIDIVS FAB(IA) PRIMVS AEDIL(IS) BRIX(IAE) DECVR(IO) HONORE GRAT(VS) D(ONVM) D(EDIT) EX POSTVLATION(E) PLEB(IS) ARAM BERGIMO RESTIT(VIT) = Sesto Nigidio Fabio, Primo decurione edile di Brescia, a titolo gratuito, per decreto dei decurioni e su richiesta della plebe, restaurò un'ara a Bergimus.
  2. ↑ Andrea Rubbi, Dizionario di antichità sacre e profane, pubbliche e private, civili e militari comuni ai greci ed ai romani giusta il metodo di Samuele Pitisco, Venezia, 1794, p. II, 135.
  3. ↑ Theodor Mommsen, “Corpus Inscriptionum Latinarum”, apud Georgium Reimerum, Berolini 1877. A pag. 548: “Bergomum … cum quo vocabulo componi potest deus Bergimus titolorum agri brixiani”. Vale a dire: "Bergamo: a questo vocabolo può essere associato il dio Bergimus, del quale abbiamo dediche nell'area bresciana".

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