Bertilia hantamensis ((J.C.Manning & Goldblatt) Cron, 2013) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae). È l'unica specie del genere Bertilia (Cron, 2013).
Il nome del genere è stato dato in onore del botanico Rune Bertil Nordenstam (1936-) che ha enormemente contribuito alla conoscenza sistematica delle Asteraceae e delle Senecioneae.
Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici John Charles Manning (1962-), Peter Goldblatt (1943-) e Glynis V. Cron nella pubblicazione "South African Journal of Botany. Pretoria" (S. African J. Bot. 88: 15) del 2013. Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Glynis V. Cron nella stessa pubblicazione.
Habitus. Bertilia hantamensis ha un habitus di tipo erbaceo annuale. Le superfici delle piante possono essere sia glabre (in alto) che pubescenti (in basso). L'altezza varia da 12 a 30 cm.
Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma e possono essere fibrose. I rizomi sono striscianti o legnosi.
Fusto. La parte aerea è eretta e ramosa principalmente vicino alla base.
Foglie. Le foglie sono soprattutto basali e disposte in modo alternato (appassiscono precocemente). Sono picciolate con forme della lamina da oblanceolate-intere (alla base) fino (in alto) a ellittiche e pennatifide. I margini sono grossolanamente dentati (in basso) e lobati (in alto). Dimensione delle foglie: larghezza 5 – 30 mm; lunghezza 20 – 70 mm.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte capolini solitari. I capolini sono terminali peduncolati di tipo radiato e sono formati da un involucro, con forme campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee, da 10 a 13 con forme oblungo-ovate e lunghe 6 - 8,5 mm, sono disposte in modo embricato di solito su una sola serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è piatta. Dimensione dell'involucro: 6 – 13 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali o a volte funzionalmente maschili.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è da strettamente ellissoide a fusiforme; la superficie è percorsa da diverse coste longitudinali e può essere glabra per peli mucillaginosi. Possono essere presenti delle ali o degli ispessimenti marginali. Non sempre il carpoforo è distinguibile. Il colore del frutto può essere nero o bruno. Il pappo, pluriseriato, è formato da numerose setole snelle, bianche e connate alla base.
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
La specie di questa voce è distribuita in Sudafrica.
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Senecioninae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). In base ai dati filogenetici la sottotribù, all'interno della tribù, occupa il "core" della tribù e insieme alla sottotribù Othonninae forma un "gruppo fratello".
I seguenti caratteri sono indicativi per la sottotribù:
La struttura della sottotribù è molto complessa e articolata (è la più numerosa della tribù con oltre 1200 specie distribuite su un centinaio di generi) e al suo interno sono raccolti molti sottogruppi caratteristici le cui analisi sono ancora da completare. Il genere della specie di questa solo recentemente è stato segregato dal genere Emilia e, dalle analisi filogenetiche molecolari, è risultato associato (un clade ben sostenuto) ad altri tre generi: Bolandia, Stilpnogyne e Mesogramma. In particolare nella filogenesi risulta formare con Bolandia un "gruppo fratello". Si distingue da quest'ultimo genere per gli acheni con una cresta di peli sulla nervatura interna del raggio, per il ciclo biologico annuale, per gli apici conici delle corolle dei fiori del disco e lo stile da ottuso a arrotondato.
Il cladogramma, semplificato e tratto dallo studio citato, mostra una delle possibili strutture filogenetiche di questo gruppo di generi.
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I caratteri distintivi per la specie Bertilia hantamensis sono:
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: