Besas

San Besas di Alessandria

Martire

 
Morte250 ad Alessandria d'Egitto
Venerato datutte le chiese cristiane che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza27 febbraio
AttributiPalma del martirio

Besas (... – Alessandria d'Egitto, 250) è stato un santo egiziano, venerato come martire da tutte le chiese cristiane che ammettono il culto dei santi.

Agiografia

Tutto ciò che si conosce di questo santo è contenuto nella lettera che Dionisio di Alessandria scrisse a Fabio di Antiochia per fare un resoconto delle persecuzioni nella sua città all'epoca dell'imperatore Decio (249-251). Lunghi estratti di questa lettera sono noti grazie a Eusebio di Cesarea, che li inserì nella sua Historia Ecclesiastica.

Soldato di Alessandria, il martirio di Besas è strettamente legato a quello dei due cittadini alessandrini Giuliano ed Euno. Mentre questi venivano flagellati per le vie della città, Besas prese le loro difese, rimproverando coloro che approvavano i supplizi a cui i due erano sottoposti. Denunciato e arrestato, Besas professò la propria fede cristiana. Fu perciò condannato alla decapitazione.

Culto

Con nomi diversi e in date diverse, il culto di questo soldato è attestato dal martirologio siriaco, dal martirologio geronimiano, e nei sinassari bizantini e alessandrini.

Nella Chiesa latina il nome di san Besas fu inserito nei vari martirologi altomedievali e da qui passò nel Martirologio Romano, in cui si legge l'elogio alla data del 27 febbraio:

«Nello stesso luogo [Alessandria d’Egitto], san Besas, martire, che, soldato, cercando di trattenere coloro che insultavano i precedenti martiri [Giuliano ed Euno], fu denunciato al giudice e, rimanendo saldo nella fede, fu decapitato.»

Note

  1. 1 2 3 Bibliotheca sanctorum, III, col. 140.
  2. ↑ San Besas, su Santiebeati.it. URL consultato il 3 luglio 2026.
  3. ↑ Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica /2 (Libri VI-X), a cura di F. Migliore, Città Nuova, Roma, 2001, p. 67.
  4. ↑ Martirologio romano, 2004, pp. 226-227.

Bibliografia

Collegamenti esterni