Beverly Buchanan

Beverly Buchanan (Fuquay-Varina, 8 ottobre 1940 – Ann Arbor, 4 luglio 2015) è stata un'artista statunitense afroamericana. La Buchanan lavorava con diverse tecniche tra cui il disegno, la pittura, la scultura, la fotografia e la land art.

Biografia

La Buchanan è nata l'8 ottobre 1940 a Fuquay-Varina, nella Carolina del Nord. I suoi genitori divorziarono quando era piccola e fu mandata a vivere con i prozii, Marion e Walter Buchanan, a Orangeburg, nella Carolina del Sud. Walter era professore e preside della Facoltà di agraria dell'Università statale della Carolina del Sud, all'epoca l'unica scuola statale per afroamericani nella Carolina del Sud. Zia Marion, preside di una scuola, divenne la principale figura di riferimento per Beverly dopo la morte di Walter, avvenuta quando lei frequentava la sesta elementare. La Buchanan trascorse una notevole quantità di tempo con il padre adottivo durante i suoi viaggi, nei quali lavorava con i mezzadri nella Cintura del cotone, consigliandoli sulle loro lavorazioni agricole.

Nel 1962 la Buchanan si laureò al Bennett College di Greensboro, nella Carolina del Nord, un college storicamente frequentato da donne di colore, conseguendo una laurea in tecnologia medica. In seguito frequentò la Columbia University, dove ottenne un master in parassitologia nel 1968 e un master in sanità pubblica nel 1969. Dopo la laurea, lavorò come tecnico di laboratorio biomedico presso l'ospedale della Veterans Administration nel Bronx, nonché come educatrice sanitaria pubblica su vaccinazioni, allattamento al seno e contraccezione per il Dipartimento della salute di East Orange, nel New Jersey. Mentre lavorava nel New Jersey, Buchanan fece domanda per la facoltà di medicina. Sebbene fosse stata ammessa come riserva alla facoltà di medicina al Mount Sinai Hospital, Buchanan decise di non andarci per il suo desiderio di dedicare più tempo alla sua arte. Parte di questa scelta consisteva nella sua decisione di «esprimere le immagini, le storie e l'architettura della sua infanzia afroamericana».

La Buchanan iniziò a realizzare dipinti e sculture negli anni sessanta, esponendo le sue opere in mostre e fiere a Staten Island e nel Bronx. Nel 1971 si iscrisse a un corso di pittura tenuto da Norman Lewis presso l'Art Students League of New York. Lewis e l'artista Romare Bearden, entrambi membri del collettivo di artisti afroamericani «Spiral», divennero amici e mentori della Buchanan. Questa relazione con Bearden nacque dopo che a un concerto in cui Bearden aveva disegnato un poster per l'evento, la Buchanan si imbatté in Norman Lewis nel backstage, mentre cercava di farsi autografare il poster di Bearden, e Lewis l'accompagnò per farle conoscere Bearden. La Buchanan in seguito scrisse una lettera a Bearden ricordandogli quell'evento e Bearden divenne il suo mentore e la coinvolse a collaborare con la Cinque Gallery di New York. La Buchanan decise di diventare un'artista a tempo pieno nel 1977 dopo che Jock Truman, l'ex direttore della Betty Parsons Gallery, espose le sue opere nella sua galleria e la incoraggiò a lasciare il suo lavoro nella sanità pubblica. Nello stesso anno si trasferì a Macon, in Georgia, per insegnare arte alla Stratford Academy e iniziò a installare le sue opere nel paesaggio naturale.

Le opere di Buchanan assumono la forma di piedistalli di pietra, assemblaggi di bric-à-brac, poesie divertenti, autoritratti e baracche scultoree. Ma temi potenti come l'identità, il luogo e la memoria collettiva uniscono le opere, svelando l'animus che le attraversa: connettersi con chi le circonda e fare i conti con la storia che ha plasmato le sue comunità. Ha citato Nellie Mae Rowe (1900–1982) come fonte d'ispirazione per il suo lavoro, in particolare per le sue baracche. Lo studioso Andy Campbell osserva in un saggio come Buchanan lavorasse in un laboratorio in College Street, a Macon, che fungeva da linea di demarcazione razziale non ufficiale per la città, che «separava la parte nera della città, appartenente alla classe operaia e media, dalla parte bianca, appartenente alla classe media e benestante».

Esposizioni postume

Dopo la morte, avvenuta il 4 luglio 2015 ad Ann Arbor, Michigan, nell'autunno-inverno 2016/2017 è stata presentata al quarto piano del Brooklyn Museum, nell'Elizabeth A. Sackler Center for Feminist Art, una mostra completa delle sue opere, organizzata dall'artista Park McArthur e dalla curatrice Jennifer Burris. La mostra Beverly Buchanan - Ruins and Rituals presentava dipinti, sculture, disegni, nonché i quaderni e le fotografie dell'artista provenienti dal suo archivio personale.

La Buchanan era rappresentata dalla Andrew Edlin Gallery di New York e le sue opere sono state esposte presso il loro stand all'Independent Art Fair del 2017. Beverly Buchanan ha osservato: «Molte delle mie opere hanno la parola 'rovine' nel titolo perché penso che questo indichi che quell'oggetto ne ha passate tante e che è sopravvissuto: questa è l'idea alla base delle sculture... è come dire: 'Eccomi, sono ancora qui!'».

Le opere della Buchanan sono state incluse tra quelle di venti artisti afroamericani in una mostra alla Turner Contemporary di Margate, nella contea inglese del Kent, intitolata We Will Walk - Art and Resistance in the American South. È stata anche presente in una mostra del 2021 al Museo di belle arti della Virginia e in una mostra del 2023 al Nasher Sculpture Center.

Opere

Disegni e dipinti

I primi dipinti della Buchanan degli anni settanta consistono principalmente in opere espressioniste astratte su carta, tra cui molte nature morte create durante i corsi tenuti da Norman Lewis. In quel periodo ha anche realizzato la serie di dipinti Wall, che «[evocano] l'erosione visiva delle facciate architettoniche». I suoi dipinti successivi degli anni settanta e ottanta presentano fiori colorati e strutture ispirate alla cultura popolare del Sud.

Durante gli anni settanta e ottanta la Buchanan ha anche realizzato i suoi disegni più famosi: «baracche» colorate con pastelli a olio, che rispecchiano le sue «baracche» sculture realizzate con oggetti di recupero. Nel 1976 e nel 1977, la Buchanan ha disegnato «muri neri» su carta. Voleva «vedere che aspetto avesse il muro dall'altra parte» e unì quattro pareti in tre dimensioni.

Scultura

La Buchanan è nota soprattutto per le sue numerose sculture aventi per oggetto la «baracca», un'abitazione rudimentale associata ai poveri. La studiosa Janet T. Marquardt sostiene che Buchanan non tratti le baracche come elementi documentaristici, bensì come «immagini di resistenza e storia personale», spesso utilizzando colori vivaci e uno stile di semplicità infantile, le opere «evocano il calore e la felicità che si possono trovare anche nell'abitazione più umile, rappresentando la fede e la cura che non sono riservate solo alle classi privilegiate».

La Buchanan ha creato molte sculture in cemento. Un primo esempio è la scultura Ruins and Rituals (1979) al Museum of Arts and Sciences di Macon, parte di una serie di strutture in cemento che richiamano antiche tombe.

Land art

Si dice che la Buchanan abbia visto dei visitatori sedersi sulla sua opera in pietra Unity Stones, ma che gli abbia permesso di rimanere seduti perché non le dispiaceva che le persone si sedessero sulle sue opere mentre le contemplavano e ciò che rappresentavano: «L'opera funge da luogo condiviso per sedersi, parlare e fare le altre cose che facciamo».

Nel 1980 l'opera Wall Column, composta da quattro sezioni di cemento, fu esposta in Dialectics of Isolation: An Exhibition of Third World Women Artists of the United States, un'importante mostra femminista organizzata da Ana Mendieta presso la A.I.R. Gallery di New York.

Marsh Ruins

Nel 1981 la Buchanan ha realizzato Marsh Ruins, una scultura di land art sulla costa della Georgia a Brunswick, nella Contea di Glynn, vicino a un sito noto come «The Marshes of Glynn». A est dell'opera si trovava l'isola di St. Simons, dove un gruppo di Igbo venduti come schiavi si annegò collettivamente nel 1803. Quest'opera testimonia le storie anonime dei popoli schiavizzati. In quel sito la Buchanan sistemò tre forme di cemento e le ricoprì con strati di tabby concrete, un tipo di calce usata per gli alloggi degli schiavi. La Buchanan completò l'opera nel corso di due giorni, finanziata da Guggenheim Fellowship. Marsh Ruins si disintegrò gradualmente nella palude e l'artista catturò questo processo di erosione in video. Nel 2021 Amelia Groom pubblicò un libro dedicato all'opera.

In un'intervista, Angela Son chiese alla Buchanan quale fosse il suo concetto di casa, che rispose: «[Casa] significa ciò che ho stabilito e dove mi trovo, ovunque esso sia. E significa la Carolina del Sud, dove sono cresciuta... Considero casa il luogo in cui sono cresciuta».

L'ultima scultura pubblica ufficiale di Buchanan è stata Blue Station Stones, un progetto di arte pubblica per la stazione di Earlington Heights della Miami-Dade Transit di Miami nel 1986.

Collezioni

Le opere di Beverly Buchanan sono presenti in varie collezioni permanenti statunitensi.

Note

  1. 1 2 (EN) Beverly Buchanan: Northern Walls and Southern Yards, su Andrew Edlin Gallery, 25 marzo 2023.
  2. 1 2 3 (EN) Park McArthur e Jennifer Burris Staton, Beverly Buchanan's Artist (PDF), Athenée Press, 2015.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Karen Towers Klacsmann, Beverly Buchanan 1940-2015, su New Georgia Encyclopedia, 22 marzo 2021.
  4. 1 2 3 (EN) Beverly Buchanan (1940-2015), su The Johnson Collection.
  5. 1 2 3 (EN) Marcia G. Yerman, Women in Art, su Marcia G. Yerman, 31 dicembre 2013.
  6. ↑ (EN) Jared Quinton, Beverly Buchanan 'Ruins and Rituals', su The Brooklyn Rail, 6 dicembre 2016.
  7. 1 2 (EN) Wendy Vogel, Spirits Welcome: Beverly Buchanan at Andrew Edlin, su Art in America, 7 maggio 2021.
  8. ↑ (EN) Sylvia Moore (a cura di), Gumbo Ya Ya: An Anthology of Contemporary African-American Women Artists, New York, Midmarch Art Press, 1995, p. 27, ISBN 1-877675-07-5.
  9. 1 2 (EN) Patricia Phagan, An Interview with Beverly Buchanan, in Art Papers, vol. 8, n. 1, gennaio/febbraio 1984, p. 16-17.
  10. 1 2 (EN) Juliette Desorgues, Beverly Buchanan “I Broke the House” at gta exhibitions, su Mousse Magazine, 14 giugno 2024.
  11. 1 2 (EN) Taylor Ndiaye, Beverly Buchanan’s Sites of Survival, su MoMA Magazine, 8 ottobre 2025.
  12. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Siddhartha Mitter, A Vanishing Masterpiece in the Georgia Marshes, in The New York Times, 29 luglio 2023.
  13. 1 2 (EN) Alexxa Gotthardt, The Brooklyn Museum Gives Fiercely Independent Artist Beverly Buchanan the Retrospective She Deserves, su Artsy, 27 ottobre 2016.
  14. ↑ (EN) Karen Towers Klacsmann, Nellie Mae Rowe 1900-1982, su New Georgia Encyclopedia, 10 giugno 2005.
  15. ↑ (EN) Andy Campbell, Beverly Buchanan - Life on the Line, su Art Papers, inverno 2017/2018.
  16. ↑ (EN) Beverly Buchanan Obituary, su Legacy, 6 luglio 2015.
  17. ↑ (EN) Beverly Buchanan—Ruins and Rituals, su Brooklyn Museum, 21 ottobre 2016.
  18. ↑ (EN) Beverly Buchanan, su Andrew Edlin Gallery.
  19. ↑ (EN) Alex Greenberger, Beverly Buchanan House Sculptures Charm at Independent Art Fair, su ARTnews, 2 marzo 2017.
  20. ↑ (EN) Elisa Wouk Almino, From Mysterious Erotica to Holy Bell Jars, Singular Projects at the Independent Art Fair, su Hyperallergic, 3 marzo 2017.
  21. ↑ (EN) Holland Cotter, To Be Black, Female and Fed Up With the Mainstream, in The New York Times, 20 aprile 2017.
  22. ↑ (EN) We Will Walk – Art and Resistance in the American South, su Turner Contemporary, 7 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2024).
  23. 1 2 3 (EN) Beverly Buchanan: Northern Walls and Southern Yards, su Andrew Edlin Gallery, 25 marzo 2023.
  24. 1 2 (EN) Esther Adler (a cura di), Beverly Buchanan, su MoMA Magazine, 11 novembre 2024.
  25. 1 2 (EN) Janet T. Marquardt, Beverly Buchanan, su College Art Association, 2005 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2015).
  26. ↑ (EN) Ruins and Rituals, su Museum of Arts and Sciences (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2016).
  27. ↑ Andy Campbell.
  28. ↑ (EN) Beverly Buchanan, 1978 – 1981, su Artists Space, 25 marzo 2015.
  29. ↑ (EN) Beverly Buchanan: Marsh Ruins, su ameliagroom.com.
  30. ↑ (EN) Angela Son, Interview with Beverly Buchanan, su Art Animal, 8 novembre 2012.
  31. ↑ (EN) Laura McLean-Ferris, Feeling Red and Blue, su The Miami Rail.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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