Il Bigfoot, detto anche Sasquatch o, in italiano, Piedone, è un criptide della cultura statunitense e canadese, le cui fattezze ricordano un grosso uomo, con sembianze di scimmia, che vive nelle foreste. La leggenda si è diffusa in diverse aree del continente nordamericano, prevalentemente negli stati di Washington, dell'Oregon e della California, nei quali sono più frequenti le segnalazioni di una sua presunta presenza, spesso testimoniata da foto e video di origine controversa o da orme considerate anomale. Negli Stati Uniti circa il 15% della popolazione crede alla sua esistenza, e queste persone stanno diminuendo negli anni. La Bigfoot Field Researchers Organization ha elencato almeno un rapporto sugli avvistamenti in ogni stato degli USA, eccetto le Hawaii, negli ultimi due decenni fino al 2018 e l'interesse per la creatura è ancora elevato, benché la sua esistenza non sia provata da alcun dato certo.

Molti dei popoli nativi americani tramandavano oralmente racconti su enormi creature ominidi stanziate nei boschi. Il termine "Bigfoot" venne introdotto intorno al 1920 da John W. Burns, il quale, venuto in contatto con la riserva indiana dei Chehalis a Harrison Hot Springs, nella Columbia Britannica, apprese la leggenda di esseri giganti che abitavano la foresta. Queste creature, chiamate Sasquatch, differivano notevolmente dalla raffigurazione moderna del Bigfoot. Si trattava infatti di uomini veri e propri dai capelli lunghi fino alla vita che parlavano, si vestivano e usavano utensili.
L'evoluzione nella raffigurazione di questi esseri avvenne nel 1957, quando, durante il centenario della Columbia Britannica, la comunità locale vicino alla riserva indiana decise di rilanciare la leggenda, organizzando una caccia al Sasquatch. Tale evento riscosse un certo successo, tanto che fu stabilita una taglia di 5000 dollari per la cattura di un esemplare vivo. In questo contesto, un certo William Roe affermò davanti alla stampa di avere incontrato la creatura due anni prima, dandone una dettagliata descrizione. Un grande primate femmina con lunghe braccia che arrivavano alle ginocchia, completamente ricoperto di pelo scuro. Nonostante la sua descrizione differisse completamente dalle leggende narrate dagli indiani a Burns, questa testimonianza impresse nell'immaginario collettivo la moderna raffigurazione del Bigfoot.
L'anno successivo, cominciarono ad apparire in California le prime orme della creatura, ribattezzata Bigfoot. Un operaio dell’impresa edile di Ray Wallace trovò, mentre lavorava, delle enormi orme lunghe circa 40 centimetri. Tuttavia, le tracce rinvenute in un'area vicino al torrente Bluff Creek nella California del nord e da molti credute originali del Bigfoot, erano in realtà state realizzate da Ray Wallace stesso e, dopo la sua morte, avvenuta nel 2002, la sua famiglia mostrò alla stampa un paio dei tanti stampi che aveva impiegato per realizzare la burla. Nonostante ciò, il mito del Bigfoot non morì, in quanto venne sì ritenuto che alcune orme fossero dei falsi, ma questo non implicava che lo fossero tutte. Gli avvistamenti, infatti, continuarono.
Nel 1967, venne addirittura girato da Roger Patterson e Bob Gimlin un filmato lungo il Bluff Creek che riprende un esemplare di Bigfoot attraversare una radura. Il "filmato Patterson-Gimlin" venne girato nella stessa zona dove erano state trovate le impronte realizzate da Wallace, nei pressi del torrente Bluff Creek, durante una spedizione organizzata per cercare il Bigfoot. Roger Patterson morì nel 1972, sostenendo sempre l’autenticità del filmato, che divenne molto famoso anche perché fu l’unico a essere preso in considerazione dalla comunità scientifica. Comunque successive analisi sulla pellicola indicano un'elevata probabilità che si tratti di un falso. Dubbi sulla sua autenticità furono sollevati già quando venne diffuso per la prima volta, e nel 2004 Bob Heironimus, nel libro “The Making of Bigfoot”, affermò di essere stato lui a vestire i panni della creatura nel video del 1967 e che il costume era stato realizzato dallo specialista di costumi Philip Morris, che l'aveva in seguito venduto a Roger Patterson, il quale, a sua volta, lo aveva ingaggiato per impersonare la creatura. Dopo oltre cinquant'anni dal filmato, non è mai stato ritrovato alcun esemplare.
Dai racconti di chi afferma di averla vista, soprattutto sulla costa statunitense del Pacifico, la creatura è ricoperta da una folta pelliccia, cammina in posizione eretta, è alta tra i due e i tre metri, pesa oltre duecento chilogrammi e camminando lascia enormi e profonde impronte, ampiamente documentate con numerose foto. Un gruppo internazionale di scienziati ha condotto una analisi genetica su 30 campioni di peli attribuiti a primati di dubbia esistenza come Bigfoot o Yeti, provenienti da Stati Uniti, Russia, Indonesia, India, Bhutan e Nepal rinvenuti negli ultimi cinquant'anni e ne ha pubblicato i risultati nel 2014 sulla rivista Proceedings of Royal Society, concludendo che tutti i campioni appartenevano a mammiferi ancora esistenti, tranne due appartenenti a specie estinte.

Il Bigfoot dovrebbe essere alto dai 2 ai 3 metri, con folta peluria che varia dal rosso scuro al nero e grandi piedi (da cui il nome) che lascerebbero tracce di 43 cm sul terreno. Il bigfoot è descritto come un grande ominide o primate bipede, il cui volto è relativamente simile a quello di un uomo. La creatura dovrebbe pesare oltre 225 kg.
Sono varie le teorie sostenute a più riprese dalla comunità criptozoologica. Si parla di esemplari sconosciuti di primati, creature aliene, megateri sopravvissuti all'estinzione.
Nel libro Hunting the Grisly and Other Sketches (1900), presentato da Theodore Roosevelt, viene citata l'esperienza di due cacciatori alle prese con un violentissimo orso bruno fuori dalla norma.
Il primatologo John Russell Napier e l'antropologo Gordon Strasenburg hanno proposto una tesi alternativa, secondo cui i Bigfoot potrebbero essere esemplari di ominidi sopravvissuti all'estinzione, più in ristretto dei Paranthropus robustus; a discreditare la teoria vi è il fatto che i resti di questa famiglia ominide siano stati trovati unicamente nell'Africa meridionale.
Alcuni sostengono che questo leggendario primate possa essere imparentato con lo yeti del Tibet e l'alma della Mongolia. Mentre per lo yeti si aveva un cranio in un tempio tibetano nell'Himalaya, poi rivelatosi un falso, per il Sasquatch non si dispone di alcun elemento che ne attesti l'esistenza.
Lo scienziato Grover Sanders Krantz, antropologo dell'Università di Stato di Washington specialista di evoluzione umana, e il primatologo Geoffrey Howard Bourne hanno ipotizzato che il Bigfoot sia una specie relitta di Gigantopiteco (un primate gigantesco considerato estinto e trovato fossile in Asia) evoluto, il quale avrebbe attraversato un ponte di ghiaccio tra l'Asia settentrionale e l'America del nord come fecero altri esseri viventi, incluso l'uomo.
Il gigantopiteco (Gigantopithecus blacki) visse effettivamente in Asia orientale insieme agli umani (homo erectus e homo sapiens) e si estinse circa 100.000 anni fa, mentre il ponte terrestre di Bering fu attivo da 135.000 a 70.000 anni fa. Krantz descrisse la mitica creatura come Gigantopithecus canadensis.
I video resi pubblici e che dovrebbero essere presunte prove della sua esistenza, si sono poi rivelati dei falsi. La prova più verosimile dell'esistenza fu un video girato il 20 ottobre 1967 dai cacciatori Roger Patterson e Bob Gimlin; la pellicola fa vedere una creatura molto alta e dalla folta peluria nera/grigia, capace di camminare sulle zampe posteriori. Nel filmato, girato vicino al fiume Bluff Creek, si osserva la creatura procedere con passo malandato, girarsi verso i due uomini e poi addentrarsi nella foresta. A distanza di molti anni nessuno ha accertato la veridicità di tale filmato. Secondo il regista John Landis si tratta di un uomo travestito da Bigfoot e John Chambers avrebbe realizzato il costume (vinse un premio Oscar per il trucco e i costumi per Il pianeta delle scimmie), anche se lui stesso ha smentito più volte tale ipotesi. Nel 2004 Bob Heironimus confessò sul libro The Making of Bigfoot, che era stato lui a vestire il costume da gorilla e ad apparire in questo video. Stando a Heironimus, il costume era stato creato dallo specialista dei costumi Philip Morris della Carolina del Nord e venduto in seguito a un documentarista dilettante di nome Roger Patterson per 435$. Heironimus avrebbe camminato in costume di fronte a Patterson per 1.000$. Non esiste però una prova fisica (per esempio il costume) che possa confermarlo. Patterson fino alla sua morte (1972) ha sostenuto l'autenticità del suo filmato.
Nel 2013 la signora Sylvia Minthorn avrebbe raccontato al giornale locale che nella riserva indiana di "Umatilla" si sarebbero ascoltate urla durante la notte, attribuite al Bigfoot. Colleen Chance, membro di una comunità tribale, avrebbe registrato tale grido con il cellulare, mentre Carl Sheeler, responsabile del programma di tutela della fauna selvatica, lo ha attribuito a un puma o a una volpe, concludendo che l'eco tra le zone paludose del Canyon darebbero un'impressione inquietante del genere. Nei racconti dei nativi americani però il Sasquatch non è ritenuto un prodotto suggestivo o di inganno, ma creduto come esistente. Ray Wallace, alla sua morte avvenuta nel 2002, effettuò una confessione postuma, incaricando i suoi familiari di rivelare pubblicamente le sue truffe; era stato infatti lo stesso Wallace, a partire dal 1958, a rilasciare enormi impronte di piedi su per le montagne, servendosi di tavole di legno sagomate, effettuando per decenni false prove del Bigfoot.
Nel 2002 in Germania viene prodotto un film, The Untold, tratto da un resoconto di tre esploratori nelle foreste nordamericane. Il film narra le vicende di due uomini e una donna alle prese con un animale, forse un grizzly. Secondo uno degli esploratori gli attacchi da loro subiti furono opera di un bigfoot, poiché, secondo i suoi resoconti, questo animale avrebbe preso massi e tronchi con le mani, era bipede, corpo scimmiesco, ma coda assente. Gli altri due esploratori negarono apertamente un attacco da parte di un sasquatch.
Hunter Rick Dyer sostiene che nel settembre 2012 abbia ucciso un Bigfoot, tanto è vero che in un'intervista del 2013 dichiara che il Bigfoot fosse del 100% reale. Afferma inoltre di aver portato il corpo della creatura in un posto sconosciuto e di avere delle prove scientifiche per via di un test del DNA e una scansione ottica in 3D, che però non sono mai stati pubblicati. Secondo il KSAT.com il sig. Dyer nel 2014 avrebbe pubblicato l'aspetto della creatura che dice di aver soppresso in Texas. In realtà l'unica prova che Dyer ha rilasciato è un video granuloso e di breve durata, che mostrerebbe un Bigfoot fuori dalla sua tenda nei pressi di una zona boschiva, e un sito web di sua proprietà che racconta in modo disordinato dell'incontro con il Bigfoot e tra cui la data del suo sito appariva come 6 settembre 2012. Dyer e un suo socio ebbero una storia simile nel 2008 che si rivelò una bufala, e il corpo del Bigfoot che i due sostenevano di avere si rivelò una tuta da scimmione in gomma.
Uno studio iniziatosi nel 2012 e reso pubblico nel 2014 dalla Royal Society ha sottoposto 57 campioni di peli, ritenuti come presunti resti di bigfoot, all'esame di fluorescenza macroscopica, microscopica e infrarossi con l'intento di eliminare eventuali residui di non peli. Di tutti i campioni esaminati, 37 sono stati selezionati per l'analisi genetica. La corrispondenza dei campioni si è rivelata del 100% appartenente ad animali comuni, di cui la maggior parte ancora esistenti, come il lupo, l'orso, il procione, e altri mammiferi.
Nel 2012 il quarantaquattrenne statunitense Randy Lee Tenley, dopo essersi travestito indossando una ghillie suit, si appostò di notte sul lato destro della superstrada “Highway 93” con l'intento di inscenare un avvistamento Bigfoot, ma, al passaggio della prima auto venne investito, mentre la seconda, che era a pochi metri dalla prima, lo travolse mentre era ancora a terra, uccidendolo. Gli inquirenti, con l'intento di risalire all'accaduto, interrogarono alcuni amici di Tenley, la cui risposta fu: "Voleva impersonare Bigfoot."


Ci sono state molte centinaia di presunti avvistamenti del bigfoot. Qui di seguito sono elencati alcuni dei più notevoli.
Frank Hansen ha esposto una realizzazione artistica intitolata "Iceman" - una creatura simile al Bigfoot racchiusa nel ghiaccio - alla International Livestock Exposition di Chicago e ha sostenuto di averla trovata nelle acque al largo della Siberia.

Appare come personaggio secondario nei seguenti lungometraggi:
Appare inoltre come personaggio secondario in:
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