Biomeccatronica

La biomeccatronica è la branca comune alla bionica e alla meccatronica che si occupa di riprodurre con tecnologie cibernetiche le funzioni motorie degli organismi viventi.

Esempi di applicazioni sull'organismo umano sono i dispositivi e gli apparati per il recupero o il potenziamento della locomozione: arti o parti di arti artificiali a controllo volontario, esoscheletro.


Definizione e storia

La biomeccatronica è una scienza applicata e interdisciplinare che unisce la biologia, la meccanica e l'elettronica (integrando i principi della meccatronica con le scienze biologiche) con l'obiettivo di progettare e realizzare dispositivi in grado di interagire in modo bidirezionale con l'organismo umano o animale. A differenza della robotica tradizionale, la biomeccatronica non punta semplicemente ad automatizzare compiti esterni, ma cerca di fondere strutture meccaniche ed elettroniche con l'apparato muscolo-scheletrico e il sistema nervoso dei soggetti riceventi.

La disciplina ha vissuto una forte accelerazione a partire dai primi anni duemila, trainata dai progressi della microelettronica, della scienza dei materiali bio-compatibili e delle neuroscienze, permettendo il passaggio da semplici protesi passive a sistemi biomeccanici complessi e "intelligenti" capaci di elaborare segnali in tempo reale.

Componenti fondamentali

L'interazione tra l'apparato biologico e la macchina biomeccatronica si basa su un ciclo continuo di feedback (anello chiuso o *closed-loop*), che si articola attraverso quattro componenti funzionali principali:

Ambiti di applicazione

I principali filoni applicativi della biomeccatronica includono:

Centri di ricerca e sviluppo

A livello internazionale, lo sviluppo della disciplina è guidato da laboratori accademici altamente specializzati. Tra i più rilevanti si distinguono il *Biomechatronics Research Group* presso il MIT Media Lab di Boston, diretto dallo scienziato Hugh Herr, focalizzato sulla progettazione di protesi d'avanguardia ispirate alla natura e sull'azzeramento delle disabilità fisiche.

In Italia, un ruolo di primo piano a livello globale è ricoperto dall'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa (con centri d'eccellenza distribuiti a Pontedera e in Toscana), dove vengono progettate mani bioniche controllate dal pensiero, sensori tattili artificiali e tecnologie robotiche assistive volte al recupero funzionale della persona.

Note

Voci correlate