Il Bloody Code è un termine che indica un insieme di leggi e punizioni attive in Inghilterra dal ~1400 al ~1850. Anche se Bloody Code non è un termine coniato in quel periodo, fu dato più tardi a causa del gran numero di crimini punibili con la morte.
Negli anni successivi al 1660, il numero dei reati passibili della pena di morte è passato da circa 50 a 160 nel 1750 a 222 nel 1815.[senza fonte] I crimini punibili con l'esecuzione in quell'epoca comprendevano anche il furto di cose al di sopra di un certo valore.[senza fonte]
Anche se tali leggi erano state fatte per spaventare i potenziali criminali, era necessario diminuire le pene e la deportazione divenne la punizione più comune. Dopo che le Colonie Americane ottennero l'indipendenza, la maggioranza dei criminali venne deportata in Australia. Si è stimato che circa un terzo di tutti i criminali condannati tra il 1788 e il 1867 furono trasportati in Australia e nella Terra di Van Diemen (ora Tasmania). Alcuni detenuti potevano evitare la deportazione se decidevano di commutare la pena nel servizio militare.
Nel 1823 venne promulgata una legge che rese la pena di morte a discrezione del caso, tranne che per i reati di omicidio e di tradimento. Gradualmente durante la metà del diciannovesimo secolo il numero di reati con pena capitale si ridusse, e dal 1861 i reati erano solo cinque: omicidio (sospeso nel 1965 e abolito nel 1969 in Inghilterra, Galles e Scozia, e nel 1973 in Irlanda del Nord), pirateria (1998), incendio doloso in un cantiere navale (1971), spionaggio (1981) e alto tradimento (1998).
La polizia metropolitana di Londra, fondata nel 1829, promosse il ruolo di prevenzione della polizia come deterrente per il crimine e il disordine cittadino.