| Borneolo | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| endo-1,7,7-Trimetil-biciclo[2.2.1]eptan-2-olo | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C10H18O |
| Massa molecolare (u) | 154,25 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 208-080-0 |
| SMILES | CC1(C2CCC1(C(C2)O)C)C |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| attenzione | |
| Frasi H | 228 |
| Consigli P | 210 |
Il borneolo è un composto organico biciclico appartenente alla famiglia dei terpeni. In questo composto il gruppo ossidrilico è sistemato in posizione endo. L'isoborneolo è il corrispondente isomero eso.
Il borneolo è facilmente ossidabile nel corrispondente chetone, la canfora. Uno dei suoi nomi storici è "canfora del Borneo", da cui il nome attuale.
Il borneolo può essere sintetizzato per riduzione della canfora secondo la reazione di Meerwein-Ponndorf-Verley. La riduzione della canfora con sodio boroidruro produce invece l'isoborneolo.
Del borneolo esistono due enantiomeri, ciascuno contraddistinto da un proprio numero CAS. L'enetiomero presente in natura è quello destrogiro e lo si trova in diverse specie di Artemisia, Dipterocarpaceae, Blumea balsamifera e Kaempferia galanga.
Il borneolo trova impiego nella medicina tradizionale cinese. Viene anticamente menzionato nel Běncǎo Gāngmù.
Il borneolo è contenuto in molti oli essenziali ed è un repellente per gli insetti.