
Il braciere olimpico o tripode è la "grande torcia" dove arde il fuoco olimpico durante i giorni del programma di gare.
Di solito il braciere è posto nei pressi dello stadio dove si svolgono le cerimonie d'apertura e di chiusura dei Giochi olimpici, e garantisce alla simbolica fiamma di non spegnersi nemmeno un istante durante il periodo di competizioni, se non alla fine della cerimonia di chiusura. Sebbene non vi sia un regolamento preciso molto spesso i bracieri sono alti, per essere visti da molti punti della città dove vengono organizzati i Giochi.
Il braciere appare per la prima volta ai Giochi olimpici estivi di Amsterdam 1928: infatti l'architetto olandese Jan Wils aveva incluso una torre nel suo progetto dello stadio Olimpico di Amsterdam, ed ebbe l'idea di tenervi acceso un fuoco. Il 28 luglio 1928 un dipendente della compagnia elettrica di Amsterdam accese il primo fuoco olimpico nella cosiddetta Torre di Maratona, conosciuta dagli olandesi come il "posacenere della KLM".
La fiamma deve ardere sempre in pubblico e per questo, al fine di essere visibile a tutti e sempre, è posta all'aperto; infatti in occasioni dei Giochi olimpici invernali di Vancouver 2010, dove la cerimonia d'apertura si è svolta al chiuso, il braciere vero e proprio si trovava altrove, e in suo luogo vi era un braciere simbolico.
Il braciere dei XX Giochi olimpici invernali, disputatisi a Torino nel 2006, è il più alto mai realizzato coi suoi 57 metri; i XXV Giochi olimpici invernali, disputatisi nel 2026, sono stati invece i primi ad avere due bracieri stante l'assegnazione a due diverse città ospitanti, Milano e Cortina d'Ampezzo.
Viene solitamente realizzato dal comitato organizzatore dei Giochi olimpici in corso con un design originale e differente dalle edizioni precedenti, che rappresenti lo spirito e le caratteristiche dell'edizionein corso, oltre che rappresentare il design e il gusto del Paese ospitante. La fiamma viene accesa dall'ultimo tedoforo nella cerimonia d'apertura e viene spenta alla fine della cerimonia di chiusura, per sottolineare la conclusione dei giochi.