| Brozzo frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Marcheno |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°43′10″N 10°13′53″E |
| Altitudine | 403 m s.l.m. |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cod. catastale | B211 |
| Cartografia | |
Brozzo (Broh nel dialetto locale) è una frazione del comune bresciano di Marcheno posta a monte del centro abitato.
La località è un villaggio agricolo della Val Trompia di antica origine.
Nel 1527 una grande alluvione del Mella colpisce la Valtrompia e particolarmente Brozzo.
Nell'autunno del 1735, nell'ambito della guerra di successione spagnola, le truppe savoiarde arrivano a Brozzo, che spende per foraggiarle il suo misero bilancio comunale.
Nel 1797, a fine aprile e nei primi giorni di maggio, i Francesi di Napoleone contrattaccano le forze valtrumpline fedeli a Venezia nei pressi di Brozzo, causando l'incendio di ventiquattro case.
Un tempo comune autonomo, Brozzo si unì con Cesovo su ordine di Napoleone.
Nel 1906 è inaugurato il servizio tranviario Gardone-Brozzo.
Nel 1906 a Brozzo viene acquistato un nuovo concerto di campane formato da cinque bronzi, per i quali il fonditore Luigi Cavadini di Verona dichiara di avere utilizzato nella fusione alcuni cannoni francesi.
Dopo l'unità d'Italia il paese crebbe da meno a più di seicento abitanti. Fu il fascismo a decidere la soppressione del comune unendolo a Marcheno.
Il 28 giugno 1944 il gruppo di partigiani russi guidato da Nicola Pankov assalta, insieme ad alcuni partigiani garibaldini, il comando di Brozzo della Guardia Nazionale Repubblicana, uccidendo il comandante e facendo prigionieri alcuni militi, messi in fila e fatti camminare a piedi nudi fino a Cimmo, dove poi furono trucidati in località "Cornemàrhe". I partigiani costrinsero Angelo Mutti, carrettiere di Tavernole, a cedere due muli e una cavalla per caricare il materiale portato via dalla caserma e da un negozio di alimentari di Brozzo. Il giorno seguente i partigiani si scontrarono a Brozzo con tedeschi e repubblicani, che per vendetta bruciarono alcune cascine in località "Ludìne", fra Brozzo e Marcheno.