| I Brutos | |
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| Paese d'origine | |
| Genere | Rock demenziale Pop Cabaret |
| Periodo di attività musicale | 1959 – 1979 1992 |
| Etichetta | Emanuela Records Barclay CAR Juke Box Columbia Zeus Gulp Record Decca RCA Italiana Discophon |
| Sito ufficiale | |
I Brutos sono stati un gruppo musicale e comico italiano, attivo principalmente tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni settanta. Nati a Torino nel 1958, svilupparono uno stile che combinava elementi di musica leggera e rock con una comicità surreale, anticipando forme di spettacolo poi definite rock demenziale. Secondo il musicista e critico Fabrizio Zampa, «i cinque Brutos sono stati fra i primi a mescolare con felicissimi risultati la canzone a quel tipo di comicità che oggi chiameremmo demenziale». Il gruppo si è esibito anche negli Stati Uniti d'America, in particolare a Las Vegas, e per due volte all’Ed Sullivan Show.
I cinque iniziano ad esibirsi singolarmente nei locali torinesi nella metà degli anni cinquanta. Ettore Bruno, detto "Gerry" (per la sua somiglianza con Jerry Lewis), e Giacomo Guerrini, detto "Jack", erano conoscenti e vicini di casa, e decisero di formare una coppia sullo stile di quella formata oltre oceano da Jerry Lewis e Dean Martin.
Vennero notati dall'impresario Aldo Zanfrognini che, ricercando nuovi talenti, e avendo già fatto un provino ad Elio Piatti, Gianni Zullo ed Aldo Maccione, ebbe l'idea di unire i cinque. Esordirono nel 1957 al Teatro Maffei di Torino, città all'epoca considerata patria dell'avanspettacolo. Zanfrognini decise poi di scritturarli per la rivista Il teatro dei pazzi, opera che nel dicembre del 1958 fece il suo debutto in scena al teatro Alcione di corso Regina Margherita, sempre a Torino. Durante le prime sere il gruppo era ancora anonimo: vestivano con enormi pigiami a strisce bianconere e si esibivano con poche battute. Successivamente, su sollecitazione del loro impresario, decisero di far cantare una canzone romantica a Jack Guerrini, il bello della compagnia, mentre gli altri quattro, i brutti, facevano smorfie orribili e cori, storpiando il testo originale della canzone. Il nome del complesso venne involontariamente inventato dalla donna delle pulizie dell'Alcione che, presentandosi alle dieci del mattino per svolgere il suo lavoro quotidiano, incontrò i cinque interpreti stravolti dalla nottata in bianco, e sbottò in un approssimato piemontese: «Ai sève tant simpàtich ma ai sève anca tant brut» ("Siete molto simpatici ma siete anche tanto brutti"). Ed è così che, quella stessa sera, sempre al Teatro Alcione di Torino, nacquero ufficialmente I Brutos.
Nel corso della loro storia musicale fu Gerry Bruno ad occuparsi di preparare gli arrangiamenti vocali. Tra le canzoni riproposte dal gruppo ricordiamo Little Darling, Blue Moon, Summertime e molte altre, non tutte incise su disco.

Il riscontro del pubblico torinese fu immediato, e ben presto iniziarono ad esibirsi anche fuori dal Piemonte: la prima volta il 4 agosto del 1959, al Vallechiara, nota sala da ballo di Riccione. Il vero lancio nazionale, però, avvenne due settimane dopo, presso La Casina delle Rose a Villa Borghese a Roma, dopo questo spettacolo vennero contattati dalla Rai e iniziarono ad esibirsi in televisione.
Risale a questo periodo la nascita di una leggenda metropolitana, in merito ad un episodio piuttosto increscioso: una gestante di Catanzaro, vedendoli in televisione, si sarebbe spaventata al punto da dover essere trasportata d'urgenza in ospedale. In realtà la voce nacque dalla fantasia di un cronista di un giornale locale, ma il suo articolo fu poi ripreso con risalto dalla stampa nazionale.

In ogni caso fu l'inizio di un successo che presto oltrepassò i confini nazionali, grazie soprattutto alla mimica che superava l'ostacolo della lingua: Gerry Bruno dipinse di nero tutti i suoi denti tranne un incisivo, dando l'impressione di avere solo quello; Gianni Zullo grazie alla sua notevole mimica facciale faceva smorfie esilaranti, e gli altri componenti indossavano abiti stravaganti, si sfrangiavano i capelli alla Frankenstein o facevano gli occhi storti. Tutti tranne Jack, che diventa appunto Il bello dei Brutos.
Diedero spesso spazio, nei loro spettacoli, all'improvvisazione, secondo quelli che erano i canoni della commedia dell'arte, in cui ogni personaggio rappresentava una maschera, un carattere peculiare su cui si basava lo sviluppo del canovaccio.
La consacrazione all'estero avvenne dapprima in Francia, dove arrivarono ad esibirsi all'Olympia di Parigi: la sera del loro debutto si esibirono prima di Georges Brassens e Lola Flores, ricevendo i complimenti di Charlie Chaplin, e nelle sere successive anche quelli di Jacques Tati, Marlene Dietrich ed Henri Salvador; ritorneranno all'Olympia poi per ben sette volte.
Dopo poco tempo debuttarono anche oltreoceano: firmarono infatti due contratti di sei mesi per tour negli Stati Uniti accanto a Diana Dors, e vennero poi ospitati all'Ed Sullivan Show, il programma televisivo più popolare degli Stati Uniti (prima di loro, l'unico italiano ad essere ospitato era stato Domenico Modugno). Si esibirono poi per tre mesi a Broadway, al Latin Quarter.
Seguirono poi anche apparizioni televisive in tutto il mondo: in Europa, America Latina e in Asia (ad esclusione della Russia e della Cina).
A Città del Messico, prima di un'esibizione al locale la Fuente, dovette addirittura intervenire la polizia per fermare gli spettatori che, non trovando più biglietti, volevano entrare ugualmente nel locale.
Il loro successo continuò anche in Italia e, non paghi della loro già acquisita notorietà, i Brutos iniziarono anche a girare alcuni film. Uno di questi, del 1964, li vide come protagonisti assoluti: I magnifici Brutos del West. Inoltre per tre edizioni di Bussola on stage vennero chiamati da Sergio Bernardini a fianco di Peppino di Capri.
Nel 1964 vennero anche chiamati da una casa produttrice di cera per pavimenti, Grey, per girare alcuni caroselli, con la regia di Guido De Maria, realizzati dalla Vimder film: riscuoteranno moltissimo successo, specialmente tra i bambini, e proseguiranno a girarli per molti anni (anche dopo i cambi di formazione), diventando una delle icone di Carosello.
L'impostazione dei filmati era caratterizzata dall'esecuzione di una canzone, durante la quale Gianni riceveva una serie di ceffoni. Al termine del brano, lo slogan con cui un altro Brutos si rivolgeva a Zullo era: «Gianni, nonostante tutti gli schiaffi che hai preso, hai sempre una buona cera!», a cui seguiva la risposta «Ottima direi, è cera Grey».
Alla metà degli anni sessanta iniziarono i primi cambiamenti nella formazione. Per motivi familiari Elio Piatti dovette abbandonare il gruppo e fu sostituito da Umberto Di Dario, amico del gruppo che fino a quel momento non aveva mai avuto velleità artistiche, ma che si integrò subito con gli altri Brutos. Anche lui in seguito dovrà abbandonare l'attività artistica, ed essere sostituito da diversi altri elementi fino a quello definitivo, Dino Cassio, che resterà in pianta stabile nella formazione.
Dopo qualche tempo, anche Jack Guerrini lasciò il gruppo per intraprendere la carriera di cantante solista ma con scarso successo, seguito da Aldo Maccione che decise di mettersi "in proprio" creando in Spagna un altro gruppo di cantanti-comici denominato Los Tontos, e in seguito avrà miglior fortuna come attore di cinema nella vicina Francia.
Maccione venne sostituito dapprima da Dante Cleri (che però esce dal gruppo e forma i Ciranos), poi da Tino Cervi, a sua volta sostituito da Alvaro Alvisi: quando anche lui abbandonò i Brutos, il gruppo proseguì l'attività in quattro.
Guerrini, invece, venne sostituito come voce solista da Alfonso "Nat" Pioppi, che rimarrà in pianta stabile nel gruppo. Dopo alcune esperienze negative in Francia, ritornato a Torino, Guerrini morì alle ore 1.30 del 16 marzo 1970 in seguito ad un incidente stradale, finendo sotto un TIR fermo parcheggiato nei pressi della sua abitazione, in via Giordano Bruno a Torino.
Nel 1970 il gruppo ebbe un momento di arresto dell'attività: Gerry Bruno venne chiamato da Garinei e Giovannini per recitare in Alleluia brava gente, commedia musicale con musiche di Domenico Modugno (un'occasione professionalmente molto importante, da cui partirà la sua carriera come solista). Anche la scomparsa del manager Aldo Zanfrognini, a seguito di una banale caduta, contribuì a questo momento di stop.
I rimanenti componenti del gruppo, con l'introduzione di alcuni altri elementi, tra cui Cesare Benini prima, Fulvio Pastore poi e, in seguito, il figlio di Gianni, Massimo Zullo, per alcune stagioni effettueranno ancora qualche spettacolo e incideranno anche un 45 giri.
Da ricordare è nel 1971 la partecipazione al Festival di Napoli con la canzone Uffà, nun me scuccià, presentata in coppia con Gloriana.
Nel 1992 Antonio Ricci, in occasione di un'edizione del programma televisivo Paperissima in onda su Canale 5, condotta da Ezio Greggio, ricontattò i Brutos, che accettarono di ricostituirsi e parteciparono così a trenta puntate del programma.
Questo evento segnò una l'inizio di una nuova carriera per il gruppo, fatta di serate e di apparizioni televisive: nel 1997 sono chiamati da Marco Giusti come ospiti fissi della trasmissione Carosello, dedicata al celebre programma e condotta da Ambra Angiolini, mentre due anni dopo il loro concittadino Piero Chiambretti li vuole per Fenomeni, in onda su Rai 3.

Nel 2000 sono inviati speciali per Quelli che il calcio di Fabio Fazio, e nel 2002 sono chiamati da Pippo Baudo per quella che è la loro ultima apparizione televisiva, nel programma Novecento, su Rai Tre.

Il 17 maggio 2005 morì, ad ottantacinque anni, Gianni Zullo, quello che prendeva gli schiaffi. Dino Cassio scomparve invece a Roma il 9 luglio 2012, all'età di settantotto anni, dopo una lunga malattia. I restanti componenti non hanno sciolto la formazione e, nonostante gli anni passati, sono ancora pronti per ritornare ad esibirsi: Bruno vive a Milano, continuando a lavorare nel mondo dello spettacolo, Aldo Maccione risiede da molti anni in Francia, a Saint-Paul-de-Vence, mentre Nat Pioppi, dopo aver vissuto per alcuni anni a Boretto, nei pressi di Reggio Emilia, dopo la morte della madre è ritornato a vivere a Torino con la moglie, la grande soubrette Rosy Zampi, fino alla scomparsa il 26 maggio 2024.
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