| Bücher & Zeda | |
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| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | 1906 a Milano |
| Fondata da |
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| Chiusura | 1920 |
| Settore | casa motociclistica |
| Prodotti | motociclette |
La Bücher & Zeda è stata una casa motociclistica italiana attiva all'inizio del ventesimo secolo con sede a Milano.
Venne fondata da Ernesto Bücher nel 1906 come Motocicli Bucher S.p.A., per poi cambiare definitivamente nome in "Bücher & Zeda" nel 1914 con l'ingresso del secondo socio in azienda. Nei primi anni di attività della Casa, lavorò per la Bücher come meccanico e pilota anche un giovanissimo e ancora sconosciuto Giuseppe Gellera.
Lo stemma dell'azienda rappresentava un cilindro adorno di foglie d'alloro, sul cui carter comparivano i nomi dei soci e la croce simbolo della città di Milano.
L'attività iniziò con l'assemblaggio di motociclette con motori prodotti da aziende esterne su telai prodotti in proprio. I fornitori dei propulsori erano i marchi svizzeri: MV (Müller-Vogel di Saint-Aubin, Neuchâtel), Moser e Zedel. Solo dal 1912, su licenza della Moser, cominciò la produzione di motociclette complete di propulsore: si trattava di un monocilindrico verticale di 331cc, 4 tempi con valvole in testa e accensione a magnete, da 2,5 cavalli di potenza e 80km/h di velocità massima. Questa moto vincerà il campionato italiano del 1912 con Ernesto Gnesa (una Bücher si era già piazzata al secondo posto del neonato campionato nazionale l'anno precedente con Nino Masciocchi).
Negli anni successivi, questo modello con cambio a 2 marce rimase in catalogo con piccoli incrementi di cilindrata (342 cc) e potenze via via crescenti fino a oltre 4cv, con alcune versioni pensate appositamente per l'utilizzo con sidecar. Vennero inoltre introdotti modelli, sempre monocilindrici, di 500 e 568cc con cambio a 3 marce train baladeur.
Nel 1914 avrebbe dovuto iniziare la produzione di una motocicletta dotata di un motore bicilindrico longitudinale a V da un litro di cilindrata; le potenze sarebbero arrivate fino a 10 cavalli. Tuttavia, lo scoppio della prima guerra mondiale mise fine al progetto.
I duri anni della guerra trascorsero con difficoltà (l'azienda non poté accedere ad alcuna commessa militare, al contrario di alcuni concorrenti più strutturati, come la Bianchi), ma videro anche il tentativo di sviluppo di un innovativo motore di 750cc a 4 cilindri orizzontali boxer da 6-8 cavalli, 3 marce (900cc, quattro cilindri boxer, secondo altre fonti). Il motore pare venne lungamente testato durante il 1917, ma non approdò mai alla produzione in serie.
Al termine del conflitto, il listino della Casa proponeva solo una monocilindrica orizzontale di mezzo litro di cilindrata, ma il ciclo volgeva ormai al termine. Nel 1920 l'azienda chiuse definitivamente i battenti.