Buddenbrookhaus

Buddenbrookhaus
(Heinrich-und-Thomas-Mann-Zentrum)
Ubicazione
StatoGermania (bandiera) Germania
LocalitàLubecca
IndirizzoMengstraße 4
Coordinate53°52′05.88″N 10°41′08.88″E
Caratteristiche
TipoCasa-museo, museo letterario
Istituzione1758
Sito web

La Buddenbrookhaus (in italiano; "Casa (dei) Buddenbrook") è un edificio, risalente al 1758 (e ricostruito dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale), della città tedesca di Lubecca (Schleswig-Holstein, Germania nord-occidentale), che dal 1841 (o 1842) al 1891 appartenne alla famiglia di Heinrich e Thomas Mann e che dal 2000 ospita una mostra permanente dedicata ai due scrittori e ai loro familiari, lo Heinrich-und-Thomas-Mann-Zentrum.

L'edificio, che ospitava gli uffici della Ditta Mann e che fu spesso frequentato dai due scrittori durante l'infanzia, prende il nome dal romanzo di Thomas Mann I Buddenbrook (Buddenbrooks, 1901), opera che Mann ambientò in gran parte tra quelle mura e che valse all'autore il Premio Nobel nel 1929.

Al museo sono stati conferiti vari premi, tra cui il Premio Europeo.

Ubicazione

La casa si trova al nr. 4 di Mengstraße, nei pressi della Chiesa di Santa Maria (Marienkirche) e nelle vicinanze del Municipio.

Caratteristiche

L'edificio

L'edificio presenta una facciata in stile rococò di color bianco con frontone.

Storia

L'edificio fu costruito nel 1758 su progetto di Johann Michael Croll.

La casa divenne di proprietà della famiglia Mann a partire dal 1841 ( o 1842), quando fu acquistata da Johann Segmund Mann, nonno di Thomas e Heinrich Mann e proprietario di una ditta di cereali.
Nell'edificio fu stabilita la sede della Ditta Mann: la casa rimase di proprietà dei Mann fino al 1891, quando la ditta cessò la propria attività.

Negli anni venti del XX secolo, la casa fu adibita a libreria, la Buddenbrook-Buchhandlung ("Libreria Buddenbrook"), inaugurata nel 1922 alla presenza di Thomas Mann. La libreria cessò la propria attività nel 1933, con l'avvento del nazismo.

Nel corso della seconda guerra mondiale, e precisamente nel 1942, la casa fu distrutta dai bombardamenti (lo stesso Thomas Mann si fece ritrarre 11 anni dopo assieme alla moglie in una fotografia fatta davanti a quel che rimaneva dell'edificio).

Nel 1993, la casa fu acquistata dalla città di Lubecca, che nel 2000 vi stabilì un museo dedicato alla famiglia Mann.

Il museo

Il museo, suddiviso su 5 piani , illustra, attraverso foto, film, ecc., la vita di Heinrich e Thomas Mann e dei loro discendenti (Erika, Klaus, Golo, Michael, Elisabeth e Monika). Ampio spazio è dedicato naturalmente anche al romanzo I Buddenbrook .

Il museo è strutturato in ordine cronologico e suddiviso in sei sezioni: si parte dalle origini della famiglia Mann (nella sezione Herkunft", "Origini") per arrivare infine alle tracce lasciate ai posteri dalla stessa (nella sezione Spuren", "Tracce"). Le altre sezioni sono intitolate: "Partenza" (Aufbruch; sezione che traccia la partenza da Lubecca dei fratelli Mann), "Percorsi di vita" (Lebenswege), "Sofferenza per la Germania" (Leiden an Deutschland) e "Addii" (Abschiede).

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Buddenbrookhaus - Sito ufficiale: Infos[collegamento interrotto]
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 La nuova Casa Buddenbrook[collegamento interrotto]
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Lübeck.de > Tourismus > Kultur > Museen > Buddenbrookhaus, su luebeck.de. URL consultato il 17 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2019).
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 Egert-Romanowska, Joanna - Omilanowska, Małgorzata, Germania, Dorling Kindersley, London, 2000 - Mondadori, Milano, 2002, p. 450
  5. 1 2 3 4 5 A.A.V.V., Germania Nord, Touring Club Italiano, Milano, 2003 - 2009
  6. 1 2 3 Reiseführer Deutschland > Schleswig Holstein > Ostsee > Lübeck > Buddenbrookhaus - Heinrich-und-Thomas-Mann Zentrum, su reisefuehrer-deutschland.de. URL consultato il 17 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2012).
  7. 1 2 Sorge, Paola, "La Casa dei Buddenbrook", in: "La Repubblica Viaggi", 28 febbraio 2009, p. 1
  8. ↑ Ivory, Michael, Le Guide Traveler di National Geographic - Germania, National Geographic Society, New York, 2004 - White Star, Vercelli, 2005, p. 120

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Collegamenti esterni

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