| Burebista | |
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| Re della Dacia | |
| In carica | 70 a.C. circa – 44 a.C. |
| Nascita | 82 a.C. ca. |
| Morte | 44 a.C. |
Burebista (che gli autori greci hanno tramandato col nome di Byrebistas) (82 a.C. circa – 44 a.C.) fu il più grande sovrano della Dacia, sulla quale regnò dal 70 al 44 a.C.. Nacque e morì in Dacia.
Burebista unificò i popoli della Dacia (dall'odierna Moravia al fiume Bug, dai Carpazi a Dionisopoli), scegliendo come sua capitale (chiamata Argedava o Sargedava) un qualche luogo nei pressi di Costești, nei monti Orăştie in Romania sud-occidentale.

Riuscì infatti ad unificare le tribù daciche, dando vita ad un regno che occupava un territorio molto vasto. Questo regno che si andò a costituire rappresentò una minaccia per la Repubblica romana, che possedeva la Macedonia.
Il centro spirituale e religioso del suo regno era Kogaion (o Kagaion, cioè la montagna sacra), secondo Strabone, che andrebbe localizzata nei monti Bucegi. Secondo i Getica di Giordane, il sacerdote più importante nonché consigliere del re, era Deceneo, che aveva "quasi poteri regali" e che insegnò ai Daci le leggi, l'etica e la scienza fisica e astronomica.
A sud del fiume Danubio, il proconsole di Macedonia, Marco Terenzio Varrone Lucullo, durante la guerra contro Mitridate VI del Ponto (74-72 a.C.) occupò le città greche sulla costa del Mar Nero, da Apollonia al delta del Danubio. Gli abitanti di queste città chiesero in seguito l'aiuto di Burebista, che nei pressi di Istria sconfisse l'esercito del nuovo proconsole di Macedonia Gaio Antonio Ibrida. Così le città greche di Tomi, Callati, Dionisopoli e Apollonia accettarono di entrare a far parte dei domini del re dei daci. Burebista continuò poi le sue incursioni nella regione, conquistando la celtica Aliobrix (Cartal, Bessarabia meridionale, nell'odierna Ucraina), Tira e Odessa e distruggendo Olbia.
Nel 48 a.C., Burebista si inserì nella guerra civile tra Cesare e Pompeo, parteggiando per quest'ultimo. Tre anni dopo Cesare, ormai vincitore su Pompeo, pianificò una spedizione punitiva contro Burebista, ma fu assassinato in Senato (15 marzo 44 a.C.) prima che la campagna militare potesse iniziare.
Poco dopo anche Burebista morì assassinato.

Alla morte di Burebista si dissolse anche l'unità del suo regno, diviso fra quattro – o forse cinque – epigoni, la cui consistenza storica è poco più che una pallida «ombra»: Coson, Cotisone e Comosico si insediarono nella parte sud-occidentale del regno, mentre a Dicomes spettò la parte sud-orientale.
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