| Camillo Candiani | |
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| Nascita | Olivola, 11 ottobre 1841 |
| Morte | Olivola, 9 febbraio 1919 |
| Cause della morte | Naturali |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regia marina |
| Anni di servizio | 1860-1910 |
| Grado | Viceammiraglio |
| FASCICOLO PERSONALE | |
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| Camillo Candiani | |
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| Senatore del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 16 aprile 1902 – |
| Legislatura | XXI |
| Sito istituzionale | |
Camillo Candiani, conte d'Olivola, signore di Montù de' Gabbi (Olivola, 11 ottobre 1841 – Olivola, 9 febbraio 1919), è stato un militare e politico italiano.
Ammesso alla scuola di marina a soli nove anni per concessione reale, si imbarca per la prima volta nel 1856 sull'avviso Aquila e viene promosso guardiamarina nel 1860.
La sua carriera si è svolta principalmente nell'ambito della diplomazia militare. Nel settembre del 1866 viene inviato in missione diplomatica a Pechino, portando a termine una delle prime impegnative prove di politica internazionale del neonato Regno d'Italia.
Due anni dopo, a bordo delle fregate Regina e Margherita, compie una circumnavigazione oceanica.
Nominato vicedirettore d'Artiglieria a Genova e professore della Regia Scuola di Marina, effettua importanti studi di tecnica navale, che nel 1869 culminano col perfezionamento di una progredita attrezzatura atta a sospendere ed a trasbordare a bordo delle unità le artiglierie. Dopo un lungo periodo trascorso a bordo delle più moderne unità della Marina, nel 1888 è nominato al prestigioso incarico di addetto navale a Londra.
Dal 1895 al 1898 è direttore dell'Arsenale della Spezia per poi passare al comando della piazzaforte marittima de La Maddalena. Il governo italiano inviò cinque incrociatori al comando dell'ammiraglio Candiani che si assestarono al largo della costa dell Colombia, tra Cartagena de Indias e Buenaventura, in attesa di prendere possesso delle dogane nazionali fino al momento in cui il debito Cerruti non fosse stato coperto. Nonostante la notizia dell'invio della squadra venisse prontamente comunicata dal rappresentante diplomatico colombiano al proprio governo, nulla venne fatto da questo per rimediare all'affronto. In compenso, le autorità cittadine a Cartagena pensarono bene di accogliere gli ospiti in maniera amichevole. Il ministro incaricato delle relazioni estere e il capo di gabinetto Caro non si pronunciarono. L'opinione pubblica venne tenuta all'oscuro di tutto. L'ammiraglio Candiani poté quindi, senza problemi, mettere a ferro e fuoco la città. Nel 1900, al comando dell'Ettore Fieramosca, partecipa al trasporto del corpo di spedizione italiano in Cina, parte della forza internazionale inviata dalle potenze coloniali per fronteggiare la ribellione dei Boxer.
Lascia definitivamente il servizio nel 1910, quando già da nove anni è senatore a vita.
| Controllo di autorità | SBN MUSV012678 |
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