Camillo Genovese, barone di Babbaurra e Renda (Caltanissetta, 15 settembre 1755 – Caltanissetta, 1797), è stato un poeta e storico italiano.

Nobile con il titolo di barone di Babbaurra e Renda, fu figlio del barone don Gaspare e della signora Anna Fara di Ruggiero e De Lugo. Nacque nella via che oggi porta il suo nome, nel palazzo allora di proprietà della famiglia La Villa, accanto alla Cattedrale di Caltanissetta, sebbene la lapide che ne commemora la nascita sia erroneamente apposta sul vicino palazzo Cascino. Studiò presso il locale collegio gesuitico.
Nel 1790 fu nominato responsabile nisseno delle scuole normali in Sicilia, dopo la diaspora dei Gesuiti, fino allora depositari del sistema scolastico provinciale.
Egli nei fatti fu il primo storico di Caltanissetta e durante la sua vita si impegnò affinché la città si affrancasse dal potere feudale diventando una città demaniale:
Fece parte della locale Accademia dei Notturni, e con lo pseudonimo "Tegéo Fileno" pubblicò due sonetti; di quest'accademia fecero parte sia di laici sia di religiosi rappresentanti della migliore intelligentia locale dell'epoca.
I numerosi libri della sua biblioteca personale sono custoditi nella locale biblioteca Scarabelli. I suoi scritti furono pubblicati nel 1877 sulla rivista La sentinella nissena ad opera di Giovanni Mulè Bertòlo, che ne recuperò la memoria.
In suo onore vi è stata dedicata la via del centro cittadino dove nacque, precedentemente chiamata "via Pescheria" per via del mercato del pesce che vi si svolgeva.
Pubblicò due opere di storia locale, ed altre opere oggi conservate nella biblioteca Scarabelli: