Campo Archimede

Campo Archimede
Titolo originaleCamp Concentration
AutoreThomas M. Disch
1ª ed. originale1968
1ª ed. italiana1972
GenereRomanzo
SottogenereFantascienza
Lingua originaleinglese
ProtagonistiLouis Sacchetti
Altri personaggiMordecai Washington,

generale Humphrey Haast, dottoressa Aimée Busk, Skilliman

Campo Archimede (titolo orig. Camp Concentration) è un romanzo di fantascienza dello scrittore statunitense Thomas M. Disch. Fu pubblicato inizialmente a puntate in quattro parti sulla rivista New Worlds tra il luglio e l'ottobre del 1967 e uscì in volume nel Regno Unito nel 1968, seguito da una prima edizione statunitense nel 1969.

Presentato come il diario dell'obiettore di coscienza Louis Sacchetti, il romanzo è ambientato in una prigione-laboratorio segreta dove un composto derivato dalla sifilide incrementa notevolmente l'intelligenza, distruggendo però il corpo. La critica ha accostato l'opera alla New Wave, mettendone in risalto i motivi faustiani e alchemici, la densa allusività letteraria e lo stile narrativo introspettivo e sperimentale.

All'epoca della sua uscita, il romanzo ricevette un giudizio misurato ma positivo da parte della Kirkus Reviews. In seguito, critici come John Clute e Carl Freedman lo hanno annoverato tra le opere maggiori di Disch; David Pringle lo ha incluso in Science Fiction: The 100 Best Novels e Rob Latham lo ha successivamente classificato tra i libri di Disch ormai celebrati come classici. Il romanzo ricevette il premio australiano Ditmar.

Trama

In un futuro non molto lontano, USA e URSS combattono una guerra senza esclusione di colpi, comprese le armi batteriologiche.

Louis Sacchetti, un poeta renitente alla leva, è rinchiuso in un carcere. Ben presto viene trasferito in una installazione sotterranea di una misteriosa organizzazione, chiamata Campo Archimede, dove trova altri dissidenti. Relativamente più liberi che in carcere, sono tutti "cavie" di un esperimento segreto, sotto la direzione del generale Haast.

Tra questi detenuti Sacchetti incontra Mordecai Washington, con cui ha numerose conversazioni. Sacchetti viene informato che i carcerati sono stati infettati con la "pallidina", una mutazione del batterio della sifilide, capace di aumentare l'intelligenza a dismisura, ma che porta rapidamente alla morte. L'organizzazione, e Haast in particolare, sperano che tale aumento delle capacità intellettive possa essere un vantaggio per la nazione.

Oltre al generale, alle guardie e ai detenuti, nel campo opera anche la dottoressa Busk, psicologa, che proviene dal corpo femminile dell'esercito.

Durante un importante esperimento Mordecai, ormai molto malandato, muore. La dottoressa Busk, che a differenza del generale era scettica sul risultato, se ne va.

Sacchetti scopre che anche lui è stato infettato, e avrà lo stesso destino degli altri. Scomparsi i primi compagni, arriva Skilliman, una specie di consulente scientifico del governo in disgrazia, con alcuni studenti al suo seguito, tutti "faustianamente" contagiati per loro volontà, per amore della conoscenza.

Man mano che la salute di Sacchetti peggiora, si scopre dalle notizie che arrivano da TV e giornali che il contagio con la pallidina è uscito dal campo e sta invadendo tutto il mondo. A quanto pare la dott.a Busk ha portato fuori e ha diffuso il germe.

Skilliman ormai odia Sacchetti, è timoroso della sua influenza sui suoi studenti e lo accusa di ammutinamento davanti a Haast, suggerendogli di portarlo, ormai cieco, fuori dal campo e ucciderlo, con la scusa che stava tentando di fuggire. Tutti salgono all'aperto e Sacchetti comunque è felice di poter respirare l'aria pura ancora una volta.

Invece Haast uccide Skilliman, che non ha avuto il coraggio di uccidere Sacchetti e Sacchetti scopre che Haast è in realtà Mordecai, in seguito a un trasferimento di personalità realizzato grazie a un "reciprocatore mentale" ideato dai detenuti superintelligenti.

Ora i "superuomini" possono dedicarsi alla ricerca di una cura per l'epidemia.

Personaggi

Struttura, stile e altre note

«Questo libro è dedicato, con riconoscenza, a John Sladek e a Thomas Mann, due eccellenti scrittori.»

Il romanzo è diviso in due libri, ambedue in forma di diario: nel primo le note hanno una data, nel secondo invece, oltre a un breve prologo alquanto "confuso" (lo stesso autore inserisce una "nota dell'editore"), sono numerate da 1 a 100.

Il climax del racconto si ha nella nota 94 del secondo libro; le note successive contengono la spiegazione e il "lieto fine".

Il libro inizia con una dedica a John Sladek e a Thomas Mann, e con versi di John Bunyan tratti dal Pilgrim's Progress.

Nella descrizione dello svolgersi dell'epidemia negli Stati Uniti vi è una curiosa premonizione dell'epidemia di AIDS che avvenne anni dopo con modalità abbastanza simili.

Edizioni

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