| Campylobacter | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Bacteria |
| Regno | Pseudomonadati |
| Phylum | Pseudomonadota |
| Classe | Epsilonproteobacteria |
| Ordine | Campylobacterales |
| Famiglia | Campylobacteraceae |
| Genere | Campylobacter Sebald & Véron, 1963 |
Campylobacter Sebald & Véron, 1963 è un genere di batteri appartenente alla famiglia Campylobacteraceae.
È un microrganismo microaerofilo, termofilo (si adatta bene a temperature comprese tra i 30 °C e i 47 °C con un optimum di 42 °C), di forma spirillata gram negativo, flagellato (quindi mobile) e ciliato. È un batterio termo-sensibile (sensibile all'essiccazione) e resistente al congelamento (sopravvive meglio in condizioni di refrigerazione che a temperatura ambiente). La trasmissione nell'uomo è dovuta all'ingestione di alimenti infetti e provoca una condizione patologica nota come campylobatteriosi, caratterizzata da: diarrea, febbre, nausea, crampi addominali e brividi di freddo.
È trasmissibile attraverso derrate alimentari contaminate ed in particolar modo le carni crude non trattate, in particolare quella di pollo. Il Campylobacter può essere causa scatenante della malattia di Guillain-Barré. Le persone più colpite sono i bambini e gli immunodepressi. L'incubazione dura, in genere, dai 2 ai 5 giorni. L’infezione è solitamente autolimitante e, nella maggior parte dei casi, il trattamento sintomatico mediante reintegrazione di liquidi ed elettroliti è sufficiente per trattare le infezioni umane. I sintomi durano tipicamente 5-7 giorni. Il trattamento con antibiotici ha solo un effetto minore sulla durata tipica dell'infezione nei casi non complessi ed è sconsigliato tranne che nei pazienti ad alto rischio.
Sebbene l'infezione da Campylobacter sia generalmente limitata al tratto gastrointestinale, in alcune categorie di pazienti può determinare infezioni extraintestinali, inclusa la batteriemia. Questa evenienza è descritta soprattutto in soggetti anziani, immunocompromessi o affetti da comorbidità rilevanti (soprattutto epatopatia cronica). La mortalità complessiva stimata dei pazienti con batteriemia da Campylobacter è del 5%.
Nell'uomo la maggior parte delle infezioni sono causate da Campylobacter jejuni, seguito da Campylobacter coli e Campylobacter fetus. Quest'ultimo è in percentuale, più associato a infezioni del torrente circolatorio, rispetto ad altre specie. Attualmente la resistenza di Campylobacter ai chinoloni è alta (>50%), mentre le resistenze ai macrolidi rimangono relativamente basse (<5%). I picchi di infezioni da Campylobacter in Italia si registrano nei mesi di luglio e agosto.
Ufficio Federale della Sanità Pubblica Svizzera, su bag.admin.ch. URL consultato il 13 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2011).
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