Don Canzio Pizzoni (Narni, 21 marzo 1885 – Perugia, 21 dicembre 1969) è stato un presbitero cattolico, insegnante e teologo italiano, impegnato sul fronte del modernismo teologico.
Terzo di cinque tra fratelli e sorelle (Giuseppe, Pietro - anch'egli presbitero - Irene e Maria) entrò nel seminario di Perugia nel 1897 e venne ordinato sacerdote il 27 ottobre 1907 dal vescovo Dario Mattei Gentili. Insieme a don Luigi Piastrelli, don Umberto Fracassini e altri sacerdoti promosse un convegno semiclandestino a Molveno nel 1907 per il rinnovamento della Chiesa cattolica e della vita sacerdotale: erano le prime mosse del movimento modernista che attirò le ire di Roma, sotto il pontificato di papa Pio X con l'enciclica Pascendi Dominici Gregis. Il pontefice fece chiudere il seminario di Perugia e disperse gli insegnanti nelle parrocchie del contado. Don Pizzoni fu mandato nella chiesa di Piscille, ove rimase come parroco per circa venti anni; anche il quotidiano cattolico "Il Paese" fu soppresso. In seguito, Pizzoni fu parroco di S. Biagio e S. Savino, di S. Michele Arcangelo, delegato regionale per l'insegnamento religioso nelle scuole umbre, direttore dell'ufficio catechistico diocesano, collaboratore dell'arcivescovo Giovanni Battista Rosa. Molte delle idee moderniste furono poi riprese e ampliate nel Concilio Vaticano II e la stessa figura di Pizzoni (che nel 1957 fu nominato monsignore) fu ampiamente rivalutata e rivalorizzata ed è attualmente al centro di studi: il suo archivio privato è conservato in parte presso l'Archivio di Stato di Perugia ed in parte presso la Biblioteca Augusta del Comune di Perugia accanto al suo fondo librario, acquisito nel 1970.
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