| Coppa, Capocollo | |
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| Origini | |
| Luoghi d'origine | |
| Regioni | Emilia-Romagna Puglia Calabria Basilicata Lazio Toscana Umbria Marche Campania Molise Abruzzo Veneto Sardegna Corsica Friuli-Venezia Giulia |
| Dettagli | |
| Categoria | salume |
| Riconoscimento | P.A.T. |
| Settore | salumi |
La coppa, o capocollo, è un salume che è presente nel territorio italiano e nell'isola francese della Corsica con varie interpretazioni e ricette, ottenuto dalla lavorazione della porzione superiore del collo del maiale e da una parte della spalla; questo ne giustifica il nome.
Regionalmente è conosciuto anche con i nomi capicollo (Tuscia viterbese, Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria), ossocollo (Veneto e Friuli-Venezia Giulia), finocchiata (Siena), coppa di collo (Romagna), capocollo o corpolongo (Lazio settentrionale e Umbria centro-meridionale), lonza (Lazio centro-meridionale, Marche e Abruzzo), scamerita o scalmarita (Umbria settentrionale e Toscana), o capicollu (Corsica).
Il nome capocollo è usato anche per una parte del maiale.
La storia della coppa come salume è lunga e risale almeno al XVII secolo, quando era nota come "bondiola" o "salame investito" ed era considerata un prodotto nobile, tanto da richiedere il suo possesso per l'ammissione alla corporazione dei lardaroli.
Le carni vengono salate e massaggiate (questa operazione è necessaria per favorire la distribuzione uniforme del sale) poi vengono insaccate in un budello naturale e fatte stagionare per diversi mesi.
Nel corso della lavorazione vengono aggiunte spezie ed erbe aromatiche tipiche delle diverse località di produzione del salume. Per la sua stagionatura in passato si avvolgeva la carne in una tela grezza o la si legava con spago di canapa.
