| Carcharhinus amboinensis | |
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| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Chondrichthyes |
| Sottoclasse | Elasmobranchii |
| Ordine | Carcharhiniformes |
| Famiglia | Carcharhinidae |
| Genere | Carcharhinus |
| Specie | C. amboinensis |
| Nomenclatura binomiale | |
| Carcharhinus amboinensis Müller & Henle, 1839 | |
| Sinonimi | |
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Carcharias amboinensis | |
| Areale | |
Carcharhinus amboinensis (Müller & Henle, 1839) è una specie di squalo del genere Carcharhinus e della famiglia Carcharhinidae.
Vivono nell'Atlantico orientale in Nigeria e nell'area Indopacifica occidentale presso il Golfo di Aden, il Sudafrica, il Madagascar, il Pakistan, lo Sri Lanka, l'Indonesia, la Papua Nuova Guinea e l'Australia. Anche nel Mar Mediterraneo sono stati avvistati alcuni esemplari (spesso comunque viene confuso con il Carcharhinus leucas e con il Glyphis gangeticus, anche se esistono dei modi per distinguere le tre specie).
Vivono sino a profondità di circa 150 metri. Questi squali comunque prediligono le acque costiere e poco profonde al di sopra delle piattaforme continentali ed insulari, nei pressi della linea del surf ed a volte anche vicino alle spiagge. Si possono incontrare in presenza di baie poco profonde ed estuari, nonché in mare aperto, ma non sono in grado di risalire i fiumi. Come già accennato prediligono le acque superficiali, ma li troviamo lungo l'intera colonna dell'acqua.
La lunghezza massima è di circa 280 cm. Uno squalo massiccio con una testa tozza ed un muso largo e spuntato, piccoli occhi e una grande dente triangolare superiore a forma di sega. La prima pinna dorsale è alta e ben eretta, ed è circa 3.2 volte più grande della seconda dorsale. Tra le due non vi sono creste. Il colore è grigiastro, tranne sul ventre dove è bianco. Le punte delle pinne sono scure.
Si nutrono principalmente di pesci ossei pelagici e di superficie, di piccoli squali e razze, calamari, gamberi, polpi, seppie, aragoste, gastropodi e carcasse di mammiferi marini.
La specie è vivipara.
La specie è potenzialmente pericolosa per l'uomo, anche se per il momento non sono stati registrati episodi di aggressione. La carne viene consumata fresca o essiccata e salata dall'uomo.