Cardiolipina

Cardiolipina

La cardiolipina (difosfatidilglicerolo) è un fosfolipide della famiglia dei glicerofosfolipidi che rappresenta il 20% circa delle molecole della membrana interna mitocondriale e si può trovare anche nella membrana plasmatica degli organismi procarioti. Questa evidenza rappresenta una prova a favore della teoria endosimbiontica.

Il suo nome è dovuto al fatto che fu scoperta per la prima volta nelle cellule cardiache. Fu infatti isolata per la prima volta dal cuore di manzo nei primi anni '40 del 900 da Mary C. Pangborn.

Nelle cellule dei mammiferi, ma anche nelle cellule vegetali, la cardiolipina (CL) si trova quasi esclusivamente nella membrana mitocondriale interna, dove è essenziale per il funzionamento ottimale di numerosi enzimi coinvolti nel metabolismo energetico mitocondriale.

In malattie in cui si ha un forte rimaneggiamento cellulare, come la sifilide, la cardiolipina può essere liberata dalle cellule, stimolando la formazione di anticorpi diretti contro di essa che prendono il nome di reagine, la cui presenza è accertata con la reazione di Wassermann. Questa reazione tuttavia risulta positiva anche per diverse altre condizioni, quali lupus eritematoso sistemico, malaria e tubercolosi; non si tratta perciò di un test dall'elevata specificità, sebbene sia molto sensibile per la sifilide.

Le cardiolipine, presentano un carattere anfipatico ed anfolitico, essendo formate da due glicerofosfolipidi, in particolare due molecole di acido fosfatidico, che si legano tramite legame fosfodiesterico ad un glicerolo centrale.

Uno studio condotto sui topi giovani ha mostrato che la riduzione dei livelli di cardiolipina determina una conversione delle fibre a contrazione veloce in quelle a contrazione lenta tipiche delle animali e delle persone in età avanzata.

Note

  1. ↑ Stefano Sermonti, I muscoli scelgono la difesa: scoperto l'interruttore molecolare che trasforma le fibre con l'età, su www.mondosanita.it, 2 ottobre 2026. URL consultato il 7 ottobre 2026.

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