Carlo Andreoni

Carlo Andreoni (Giaveno, 1901 – Roma, 1957) è stato un politico e partigiano italiano.

Biografia

Già militante del Partito Comunista d'Italia, il 10 gennaio 1943 partecipò alla fondazione, a Milano, del Movimento di Unità Proletaria, e dal 23 agosto dello stesso anno diede vita con altri al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, di cui venne nominato vice segretario. Successivamente, dal novembre 1943, costituì il Comando Superiore Partigiano a Roma e nel Lazio. Formazione di cui facevano attivamente parte, tra gli altri, i comandanti dell'ala militare di Bandiera Rossa, Enzio Malatesta e Aladino Govoni, i quali, arrestati in tempi diversi, vennero fucilati (il primo a Forte Bravetta il 2 febbraio 1944 e il secondo alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944).

Il 6-7 gennaio 1945 la Frazione di Sinistra dei Comunisti e dei Socialisti Italiani organizzò a Napoli un Convegno delle Sinistre, al quale, oltre a formazioni minori, parteciparono Bandiera Rossa (con la figura di Filiberto Sbardella) e i socialisti rivoluzionari, che seguivano Andreoni e che avevano costituito nel dicembre 1944 l'Unione "Spartaco". In quell'occasione, vennero presentate le tesi programmatiche, con il titolo "Per la costituzione del vero partito comunista", in cui si prospettava lo sviluppo di una situazione rivoluzionaria, che richiedeva la formazione di un partito di classe.

Nel 1946 partecipò alla formazione della Federazione Libertaria Italiana, che ebbe vita breve. Successivamente aderì al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.

Dal 1º marzo 1947 all'8 gennaio 1950 fu direttore de L'Umanità, organo ufficiale del PSLI. Questa esperienza fu contrassegnata dal durissimo editoriale del 13 luglio 1948 in cui Andreoni decise di replicare a un intervento parlamentare di Palmiro Togliatti, che si era dichiarato contrario al piano Marshall e che si diceva pronto a scatenare una "rivolta" nell'ipotesi, da lui stesso paventata, di una "guerra imperialista" da occidente contro l'Unione Sovietica, cui, secondo il suo parere, si sarebbe aggregato anche il governo italiano. In conseguenza di ciò Andreoni definì il segretario comunista "paranoico", concludendo il suo ragionamento in modo particolarmente spietato: «prima che i comunisti possano consumare per intero il loro tradimento (...) il governo e la maggioranza degli italiani avranno il coraggio per inchiodare al muro del loro tradimento Togliatti e i suoi complici. E per inchiodarveli non solo metaforicamente». Un giorno dopo l'uscita dell'articolo, Togliatti fu vittima di un attentato e Andreoni venne accusato di aver fomentato la violenza.

Dopo l'uscita da L'Umanità, diresse e scrisse in altri organi di stampa socialisti democratici (tra cui "La Voce Socialista"), trascorrendo gli ultimi anni della sua vita nella redazione di "Risorgimento Socialista".

Note

  1. ↑ P. B. Cicirelli e C. Gatti, Filiberto Sbardella. La terra è di chi la coltiva, Youcanprint, 2025, ISBN 979-12-227-6728-4. URL consultato il 23 marzo 2025.
  2. ↑ Maurizio Lampronti, L'altra Resistenza, l'altra opposizione (Comunisti dissidenti dal 1943 al 1951), Poggibonsi, Lalli, 1984.
  3. ↑ L’attentato a Palmiro Togliatti, 70 anni fa, su ilpost.it.
  4. ↑ Le masse, quel giorno, sfuggirono al PCI, su ildubbio.news. URL consultato il 3 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2018).

Bibliografia