
Carlo Bernoni (Tivoli, 4 novembre 1931 – Rocca di Papa, 8 gennaio 2026) è stato un architetto italiano. Architetto e urbanista, si è dedicato per anni, oltre alla sua professione, allo studio dei pittori che nell’Ottocento e nei primi del Novecento ritrassero Roma e la sua Campagna.
Dopo la laurea passò alcuni anni a lavorare nello studio dello zio, l’architetto razionalista Alfredo Scalpelli (1898-1966); la sua occupazione principale fu quella di dirigente della Sip e poi della Telecom, con soggiorni spesso all’estero. Non dimenticò però i suoi studi di architetto, contribuendo, ad esempio, a portare a termine, insieme a Enrico Grassi la chiesa di San Pietro apostolo a Giulianova progettata nel 1958 dallo zio Alfredo Scalpelli, ma che quest’ultimo non aveva potuto vedere terminata, perché deceduto nel 1966 . L’amore per l’arte gli derivava anche dall'altro zio, il pittore tiburtino Adolfo Scalpelli (1888-1917), fratello di Alfredo, del quale aveva ereditato l’archivio, insieme a moltissime sue opere, sia disegni che tele. E inoltre a sua volta Adolfo Scalpelli, non dimentichiamolo, aveva ereditato un copioso lascito da Ettore Roesler Franz (1845-1907), del quale era stato l’unico allievo. Il legame con Tivoli, sua città di nascita, era particolarmente importante. Possiamo risalire al lontano 1964, quando venne allestita a Villa d'Este (Tivoli) una mostra proprio su Adolfo Scalpelli, voluta fortemente anche dal fratello di quest’ultimo, Alfredo. La mostra, curata nell'allestimento da Carlo Bernoni, si tenne in occasione della dedica di una via al pittore tiburtino, la cui intensa opera artistica fu interrotta prematuramente dalla guerra. Dall’amicizia con l’avv. Renato Mammucari nacquero numerosi cataloghi d'arte e allestimenti di altrettante mostre.
