Carlo Cammeo

Carlo Salomone Cammeo (Tripoli, 6 maggio 1897 – Pisa, 13 aprile 1921) è stato un antifascista italiano.

Fu segretario della Federazione provinciale del Partito Socialista Italiano, il cui assassinio a Pisa il 13 aprile 1921 si colloca nella progressiva estensione delle violenze fasciste contro le organizzazioni socialiste e operaie della regione.

Biografia

Nato il 6 maggio 1897 a Tripoli, Carlo Cammeo era nipote del rabbino di Modena.

Sul settimanale socialista L'Ora nostra di cui era direttore aveva denunciato la campagna di intimidazione scatenata dal Fascio pisano dopo che il 25 marzo 1921 era stato ucciso a Ponte a Moriano, presso Lucca, lo squadrista pisano Tito Menichetti.

Il 13 aprile 1921, mentre Cammeo insegnava in una scuola elementare di via Contessa Matilde a Pisa, due donne legate al fascismo locale, si presentarono a scuola e lo invitarono con un pretesto a uscire dall'aula.

Nel cortile fu colpito da due colpi di pistola esplosi da un gruppo di armati. Il ferroviere anarchico Cafiero Ciuti, subito accorso, portò invano il corpo di Cammeo al Pronto soccorso degli Ospedali di Santa Chiara. Il ferroviere riconobbe tra gli assassini uno studente in farmacia milite fascista, che fu rinviato a giudizio, ma presto prosciolto. Il ras toscano Dino Perrone Compagni ordinò ai fasci toscani di manifestare pubblicamente la loro piena solidarietà agli arrestati: «il “Granduca di Toscana” (...) minacciò il pied’arm! delle camicie nere qualora le autorità pisane non avessero desistito dalla loro attitudine “antifascista” (protestò indignato contro l’arresto di squadristi e il trasferimento di militari, guardie regie e carabinieri mostratisi troppo compiacenti o collaborativi coi fascisti)».

In una conversazione telefonica intercettata, il ministro Arnaldo Dello Sbarba, due giorni dopo il delitto, lamentò con prefetto di Pisa "la partecipazione alla cosa dei corpi organizzati dell'Esercito in forme dirette ed indirette".

Bibliografia

Note

  1. ↑ Il biennio nero in Toscana. Crisi e dissoluzione del ceto politico liberale, a cura di Sandro Rogari, edizioni dell'Assemblea, Consiglio regionale toscano, 2022, p. 183.
  2. ↑ Suo cugino era il commissario Guido Cammeo, «cordialmente inviso sia come israelita, sia per i suoi precedenti morali e politici»: Claudio Silingardi, La memoria dei ‘martiri fascisti’ a Modena: il caso di Duilio Sinigaglia, ANNALE DELL’ISTITUTO STORICO DI MODENA 1950-2010, p. 10.
  3. ↑ Gino Bonicoli: morte di un mezzadro, in Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea in provincia di Lucca, Documenti e studi, n. 51, 2022, p. 69.
  4. ↑ In un articolo pubblicato il 1° aprile 1921, intitolato Incoscienza, ed in un secondo dell'8 aprile intitolato Vigilia d’armi: Massimiliano Bacchiet, L'omicidio di Carlo Cammeo del 13 aprile 1921 nelle cronache de «L'Ora nostra» e de «Il Ponte di Pisa», Portale web Toscana Novecento, 2021.
  5. ↑ «Le due donne non sono sconosciute nell’ambiente pisano: Giulia Lupetti (che, per i suoi meriti, pochi mesi dopo sarà nominata segretaria del fascio femminile) è figlia del comandante del presidio militare; Mary Rosselli-Nissim è una distinta signora erede di una famiglia di sentimenti patriottici, nota perché il padre Pellegrino Rosselli, di fede mazziniana, e la madre Janet Nathan avevano ospitato nella propria casa Giuseppe Mazzini negli ultimi anni della sua vita»: Blog della BFS, Per Carlo Cammeo a 100 anni dalla morte.
  6. ↑ A cento anni dall’assassinio del maestro Carlo Cammeo, Massimo Castoldi presenta il libro Insegnare libertà, Fondazione memoria della deportazione, 8 aprile 2021.
  7. ↑ Paolo Nello, Il fascismo a Firenze e a Pisa, in Il biennio nero cit., pp. 183-184.
  8. ↑ Ivano Tognarini, Il fascismo a Livorno e a Piombino, in AA.VV., 28 ottobre e dintorni. Le basi sociali e politiche del fascismo in Toscana, Firenze, Polistampa, 1994, ISBN 8885977219, pp. 197-199.

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