| Carn Euny | |
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| Epoca | Età del Ferro - IV secolo d.C. |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Scavi | |
| Date scavi | anni sessanta del XIX secolo; 1964-1972 |
| Archeologo | William Copeland Borlase e altri |
| Amministrazione | |
| Sito web | www.english-heritage.org.uk/visit/places/carn-euny-ancient-village/ |
| Mappa di localizzazione | |
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Carn Euny è un sito archeologico del villaggio inglese di Sancreed, in Cornovaglia, consistente nei resti di un complesso residenziale abitato tra l'Età del Ferro e l'ultimo periodo dell'occupazione romana e di cui sono conservati gli edifici di epoca più tarda (II-IV secolo d.C.). Si tratta di uno degli antichi villaggi meglio conservati dell'Inghilterra sud-occidentale.
Il sito è gestito dal Cornwall Heritage Trust.
Nella costruzione degli edifici del sito, si possono distinguere tre fasi.
I primi insediamenti umani in loco risalgono a un periodo compreso all'incirca tra il 500 e il 600 a.C. (Età del Ferro), quando vennero realizzate con legno e terriccio delle case dalla forma rotondeggiante. Nel corso del V secolo, iniziò anche la realizzazione di un passaggio sotterraneo (fogou), che sarebbe stato poi completato nel I secolo d.C.
In seguito, probabilmente in periodo compreso tra il 50 a.C. e il 100 d.C., gli edifici preistorici vennero sopppiantati da case in pietra, che a loro volta vennero sostituite da edifici più grandi tra il II e il IV secolo d.C.
Gli abitanti di Carn Euny erano dediti all'agricoltura, in modo particolare alla coltivazione di avena, orzo e segale e all'allevamento di pecore e capre.
Non sono noti i motivi che portarono i residenti di Carn Euny ad abbandonare il sito intorno al 400 d.C. Lo stato di abbandono del sito perdurò per circa tredici secoli, ovvero fino a quando, intorno al 1750, venne realizzato un cottage in loco, abitato poi per circa un secolo.
In seguito, negli anni quaranta del XIX secolo, durante i lavori di alcuni minatori dediti all'estrazione dello stagno, venne riportato alla luce uno degli elementi antichi del sito, ovvero il passaggio sotterraneo (fogou). Il fogou fu quindi oggetto di scavi archeologici da parte di William Copeland Borlase una ventina di anni dopo.
Un'intensa opera di scavi intorno al sito, della durata di otto anni, venne quindi effettuata circa un secolo dopo, dal 1964 al 1972. Gli scavi riportarono alla luce, oltre ad alcuni suppellettili, anche alcuni elementi riconducibili all'esistenza di edifici risalenti all'Età del Ferro.
Il sito si trova alle pendici occidentali del Caer Brane.
Nel sito sono visibili dieci edifici dalla forma circolare, tutti risalenti al II-IV secolo d.C.. Vi sono sette edifici più piccoli, che avevano una circonferenza di circa 20 metri, e tre edifici più grandi, che avevano una circonferenza di 30 metri.
Il sito presenta inoltre uno dei passaggi sotterranei (fogou) meglio conservati della Cornovaglia: costituito da mura in granito, misura tra il 5,5 e il 6,5 metri in altezza e 6-7 piedi in larghezza, conduce a una camera centrale, situata a 66 metri di profondità e con la forma - unica nel suo genere - circolare, che ricorda quella di un alveare.