Carter the Unstoppable Sex Machine

Carter the Unstoppable Sex Machine
Paese d'origineRegno Unito (bandiera) Regno Unito
GenereIndie rock
Indie pop
Alternative dance
Periodo di attività musicale1987 – 2014
EtichettaChrysalis Records, Cooking Vinyl
Sito ufficiale

I Carter the Unstoppable Sex Machine (a volte abbreviato Carter USM) sono stati un gruppo musicale britannico.

Storia

Fondati a Londra sul finire degli anni ottanta da parte di James Morrison e Leslie Carter, godono di un primo attimo di visibilità con il singolo R.u.b.b.i.s.h., uscito con l'album 101 Damnations (1990). Nel 1991 divengono popolarissimi in Inghilterra con il loro album 30 Something autopromuovendosi intanto con la vendita delle loro t-shirt. L'album è seguito da altre prove in studio, quali The Love Album (1992), che entrano ai primi dieci posti delle classifiche britanniche. Segue un allargamento della formazione con Worry Bomb (1995), che vede l'ingresso del batterista Wez, e in A World Without Dave (1997), arrangiato con nuovi musicisti. Lungo il finire del decennio, periodo in cui esce l'ultimo album Blame the Government (1998), la popolarità del gruppo cala drasticamente. I Carter the Unstoppable Sex Machine si sciolgono con un concerto di addio tenuto a Brixton nella notte fra il 21 e il 22 novembre del 2014.

Stile musicale

Classificati generalmente come gruppo indie e alternative dance, i Carter the Unstoppable Sex Machine si sono imposti con uno stile che fonde rap, pop e musica industriale seguendo lo spirito della musica punk. Fino al 1995, anno in cui è entrato il primo batterista, hanno accompagnato la loro musica con i ritmi di una drum machine. A causa del loro frequente utilizzo del campionatore, con cui riproducono sovente degli slogan che utilizzano a mo' di testi, sono stati paragonati ai KLF e ai Jesus Jones.

Formazione

Discografia

Album in studio

Album dal vivo

Antologie

Singoli

EP

Note

  1. 1 2 3 4 5 (EN) Thomas Erlewine, Carter the Unstoppable Sex Machine, su AllMusic, All Media Network.
  2. 1 2 3 4 (EN) Sito ufficiale, su independent.co.uk. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 Gentile, Tonti; pag. 289-290
  4. ↑ (EN) Sito ufficiale, su carterusm.co.uk. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  5. 1 2 3 4 Eddy Cilìa, Enciclopedia Rock - '90 (quinto volume), Arcana, 2001, pp. 119-120.
  6. ↑ David Buckingham, Julian Sefton-Green, Cultural Studies Goes To School, Taylor & Francis, 2005, p. 70.
  7. ↑ (EN) Carter The Unstoppable Sex Machine play their last ever show at Brixton, su carterusm.co.uk. URL consultato il 10 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 16 marzo 2017).

Bibliografia

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 151448632 · ISNI (EN) 0000 0001 0945 3733 · LCCN (EN) no98028406 · GND (DE) 10295646-7 · BNF (FR) cb13943288g (data)
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