| Castel Raniero frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°16′28.85″N 11°50′23.06″E |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Castel Raniero è una località collinare del comune di Faenza, in provincia di Ravenna, in Emilia-Romagna, situata sulle prime colline faentine. Il territorio è caratterizzato da un paesaggio agricolo costituito da vigneti, campi coltivati, ville storiche e aree boscate, con visuali verso la città di Faenza e la pianura romagnola.
Castel Raniero si sviluppa sulle colline immediatamente a sud del centro urbano di Faenza, in un'area di transizione fra la pianura e i primi rilievi dell'Appennino faentino. Il paesaggio conserva un'elevata componente agricola ed è caratterizzato dalla presenza di vigneti, frutteti, campi e nuclei boscati, oltre che di ville e altre architetture storiche.
L'area costituisce inoltre uno dei punti panoramici delle colline faentine, con visuali verso Faenza e la pianura circostante. Tra questi è menzionabile l'Olmatello, zona collinare lungo la valle del Lamone, caratterizzata dalla presenza di terrazzi fluviali e calanchi; il toponimo identifica anche il crinale di Olmatello, riconosciuto dal Piano strutturale comunale associato come geosito di interesse stratigrafico, geomorfologico, idrogeologico e paesaggistico.
Il toponimo è ricondotto a un castello medievale esistito nella zona, ricordato in relazione al XIII secolo con la forma Castrum Raynieri.
Il territorio di Castel Raniero è interessato da testimonianze archeologiche di età romana. Nel 1965, durante lavori agricoli, vennero rinvenuti materiali attribuiti con probabilità a un edificio rustico di epoca romana; nelle vicinanze fu inoltre individuato un pozzo con elementi in laterizio romano. La documentazione archeologica segnala anche il ritrovamento di frammenti di una stele funeraria nelle fondazioni della chiesa di Sant'Apollinare, recuperata nel 1907 e oggi conservata nei musei faentini.
La presenza della chiesa di Sant'Apollinare è documentata almeno dal 1261. L'edificio è stato successivamente ricostruito nel XVIII secolo e nuovamente nel XX secolo, con interventi datati rispettivamente al 1769 e al 1907.
La vicenda più nota nella storia contemporanea di Castel Raniero è legata alla costruzione della colonia montana, successivamente conosciuta come Colonia di Castel Raniero o Ospizio Montano Vittorio Emanuele III.
L'idea di realizzare una struttura per i soggiorni dei bambini faentini maturò nel primo dopoguerra, nel quadro delle iniziative assistenziali promosse dal Comitato per gli ospizi marini e dagli organismi cittadini impegnati nell'assistenza all'infanzia. La costruzione dell'edificio ebbe avvio nel 1926 sotto la presidenza di Antonio Bucci e fu progettata dall'ingegnere Giovanni Antenore.
Nel 1928 il Comitato per gli ospizi marini e montani fu trasformato in ente morale; la nuova struttura fu destinata in particolare ai bambini poveri e agli orfani di guerra, con finalità preventive e terapeutiche legate alle condizioni di debilitazione infantile e alla lotta contro la tubercolosi.
L'edificio, in stile Liberty, fu concepito come una villa in laterizio a vista, con una torretta centrale culminante in una loggetta colonnata. Il complesso comprendeva anche un ampio parco; la fisionomia dell'edificio si distingueva dalle più moderne colonie marine contemporanee per il carattere volutamente monumentale e residenziale.
I primi soggiorni nella colonia furono organizzati nel 1935 e proseguirono fino agli anni della seconda guerra mondiale.
Durante la seconda guerra mondiale la colonia cessò temporaneamente la propria funzione assistenziale e fu utilizzata come ospedale civile di Faenza. L'ospedale operò nella struttura fra il giugno 1944 e il gennaio 1945; durante i combattimenti per la liberazione di Faenza l'edificio subì danni e parte degli arredi e delle attrezzature andò dispersa.
La località fu coinvolta direttamente nelle operazioni militari e negli episodi di violenza che interessarono il territorio faentino nel 1944. La documentazione raccolta nel database nazionale sugli eccidi e le stragi nazifasciste registra a Castel Raniero un episodio del 3 settembre 1944 con sei vittime civili.
Dopo la guerra la colonia fu oggetto di un lungo processo di ricostruzione e rifunzionalizzazione. L'Ente ospizi marini e montani e il Centro italiano femminile collaborarono al ripristino delle attività, che ripresero nel dopoguerra con soggiorni estivi rivolti all'infanzia. La documentazione archivistica mostra una particolare intensificazione delle iniziative di assistenza tra il 1948 e il 1955.
La colonia rimase in uso per le proprie finalità assistenziali e ricreative fino agli anni Ottanta; successivamente fu utilizzata anche come deposito e andò incontro a un progressivo degrado.
Nel 2020 il complesso della colonia, già Ospizio Montano Vittorio Emanuele III, è stato dichiarato di interesse storico-artistico ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Nello stesso quadro di tutela e valorizzazione è stato previsto un programma di recupero del complesso architettonico e del parco, con uno stanziamento di 3 753 627,70 euro nell'ambito del piano strategico Grandi Progetti Beni Culturali. Il progetto prevede la salvaguardia dell'edificio e del parco e una futura destinazione culturale e universitaria.
Nel 2024 erano state avviate le attività propedeutiche alla progettazione degli interventi di riqualificazione, finanziati con le risorse ministeriali; il progetto prevede il recupero dell'intero complesso architettonico e ambientale per la fruizione pubblica.
La chiesa di Sant'Apollinare in Castel Raniero è la chiesa parrocchiale della località. Documentata nel 1261, fu ricostruita nel 1769 e nuovamente nel 1907.
Durante i lavori di rifondazione dell'edificio nel 1907 furono rinvenuti elementi di età romana, fra cui una stele funeraria conservata oggi nei musei di Faenza.
La ex colonia di Castel Raniero, già Ospizio Montano Vittorio Emanuele III, è il principale complesso storico della località.
L'edificio è costituito da un corpo monumentale in laterizio a vista, caratterizzato dalla torretta centrale e dalla loggetta colonnata. Il complesso è circondato da un parco di circa sette ettari e costituisce uno dei principali elementi architettonici e paesaggistici delle colline faentine.
Il bene è sottoposto a tutela storico-artistica e costituisce l'oggetto di un progetto di recupero finanziato dal Ministero della Cultura.
Nell'area di Castel Raniero e nelle immediate vicinanze si trovano ville storiche immerse nel paesaggio agrario collinare.
Tra gli edifici più significativi vi è Villa La Rotonda, situata in via Castel Raniero, oggetto di interventi di restauro delle facciate, della cappella e del corpo di servizio autorizzati dalla Soprintendenza nel 2025.
Ai piedi della collina, in territorio di Errano, si trova inoltre Villa Emaldi, circondata da un parco storico di impianto romantico. L'edificio deriva da successive trasformazioni e ampliamenti, fra cui quelli realizzati alla fine dell'Ottocento su progetto dell'architetto Giuseppe Modonesi; le preesistenze più antiche sono datate al XV secolo.
Dal 2000 Castel Raniero ospita la manifestazione La Musica nelle Aie - Castel Raniero Folk Festival, rassegna annuale dedicata alla musica folk e alla cultura popolare.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 21148147582496810859 |
|---|