| Castello dei Piast | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Voivodato | Bassa Slesia |
| Città | Legnica |
| Coordinate | 51°12′40.42″N 16°09′46.05″E |
| Informazioni generali | |
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Il Castello dei Piast è uno dei castelli più antichi della Polonia, situato a Legnica e risalente alla dinastia reale dei Piasti.

Nell'VIII secolo, nella regione lacustre di Legnica, alla confluenza dei fiumi Czarna Woda e Kaczawa, fu costruito un insediamento fortificato in legno e terra. I costruttori, probabilmente membri della comunità di Trzebowianie, sfruttarono il valore difensivo naturale della foce del Czarna Woda erigendo un rilievo artificiale su cui fu edificata la fortezza, che insieme a quelle di Jawor e Dunino sul fiume Nysa Szalona costituiva un sistema difensivo della regione.
Secondo le analisi dendrocronologiche, un nuovo insediamento in legno fu costruito attorno al 985, durante il regno di Mieszko I, delineando la cosiddetta fortezza dei Piast. Nello stesso periodo sorsero le fortezze di Breslavia e Opole. Il nuovo insediamento era destinato a proteggere le terre della Slesia, da poco annesse allo Stato dei Piast.
Alla fine del XII secolo, sul sito della precedente fortezza in legno, fu costruito un castello in mattoni e pietra (la prima roccaforte di questo tipo nelle terre polacche) circondato da un fossato con argini in legno. Il colle del castello era suddiviso in due zone: la parte principale, sede della residenza del principe, della cappella e della torre di San Pietro; e la parte secondaria, occupata da edifici amministrativi, magazzini, la casa del castellano e la torre di guardia, denominata negli anni successivi "Torre di Sant'Edvige". Il castello divenne la residenza principale di Boleslao I l'Alto e di suo figlio Enrico, che vi amministrarono i loro regni dopo il rogo della fortezza in legno nel 1172. Nel 1241 il castello resistette con successo a un assedio mongolo.
All'inizio del Quattrocento il castello fu ricostruito con il contributo del cosiddetto Maestro di St. Denis, architetto esperto della corrente gotica fiammeggiante (Flamboyant), fatto venire appositamente dalla Francia. Le sue opere decoravano anche la Collegiata del Santo Sepolcro, considerata uno dei capolavori dell'architettura gotica locale; alcune testimonianze del suo lavoro sono ancora visibili nella Cattedrale di Legnica.
Decenni più tardi, il principe Federico II intraprese una ricostruzione in stile rinascimentale del castello. Noto per aver guidato il passaggio della dinastia di Legnica dal cattolicesimo al protestantesimo, Federico demolì la Collegiata di Legnica e fece edificare un nuovo sistema di fortificazioni composto da argini in terra, fossati e bastioni angolari, utilizzando in parte i materiali ricavati dalla demolizione della Collegiata e di alcune chiese minori situate fuori dalle mura cittadine.
Il castello fu anche sede di eventi mondani di rilievo: nel 1560 vi si celebrarono le nozze del principe Enrico XI con Sofia, figlia del margravio Giorgio di Brandeburgo-Ansbach, accompagnate da tornei cavallereschi, cacce e corse. Quando l'imperatore Massimiliano II si recò in Slesia per ricevere il tributo dei signori slesiani, Enrico XI lo accolse nel castello. Sigismondo Jagellone, futuro re di Polonia come Sigismondo I il Vecchio, fu a sua volta ospite frequente del principe Federico.
Dopo l'estinzione della linea slesiana dei Piast, nel 1675 il castello divenne sede dei governatori asburgici. Uno di essi, Johann Christoph Zierowski, contribuì al rinnovamento e all'ampliamento dell'edificio, senza tuttavia modificarne l'assetto distribuito attorno ai due cortili.
Nel primo decennio del Settecento un grave incendio distrusse la cappella principesca, la torre adiacente e le ali settentrionale e orientale del castello. La ricostruzione conferì all'edificio l'aspetto di un palazzo barocco: sulle facciate esterne furono aggiunte paraste a scandire le finestre a coppie, incorniciate da nuovi elementi architettonici, e i timpani ornamentali sopra le finestre del primo piano sottolineavano la rappresentatività del piano nobile. La torre Lubińska e la cappella non furono invece ricostruite. Nel 1740, dopo la conquista di Legnica da parte di Federico II il Grande, fu ordinata la demolizione dell'intera fortezza; si decise poi di procedere solo parzialmente, abbattendo il ponte levatoio, colmando i fossati e convertendo alcuni edifici in magazzini.
Altri due incendi devastarono il castello nel 1835 e nel 1840. La ricostruzione, avviata nel 1840 e svoltasi in diverse fasi nel 1846, 1866-67 e 1879, conferì all'insieme un carattere neogotico. Durante i lavori le ali del castello cambiarono funzione, gli interni furono ridisegnati e furono aggiunti nuovi vani scala; le facciate esterne furono modificate e sormontate da merlature. La galleria che divideva i due cortili fu ridisegnata in stile neorinascimentale con un ordine ionico, mentre l'antica torre dell'orologio assunse forme neoromaniche.
L'ingresso al castello fu spostato sul lato est, ai piedi della torre di San Pietro; il portale fu suddiviso in un passaggio carrabile e uno pedonale, con la facciata sorretta su entrambi i lati da contrafforti. All'interno di quello settentrionale si trovava una discesa verso le casematte sotterranee. All'altezza del fregio del portale, sopra le mura inclinate, si trovano due feritoie per cannoni originariamente progettate a forma di cuore appiattito. A parte la decorazione del portale, non sono sopravvissute tracce visibili delle decorazioni architettoniche di questo periodo.
Nel febbraio del 1945, dopo l'occupazione della città, il castello fu incendiato dai soldati dell'Armata Rossa. Ricostruito negli anni 1960, fu riaperto a scopo didattico.

Come molti altri castelli, anche il Castello dei Piast è al centro di svariate leggende locali, legate in particolare alle sue due torri. La torre di Sant'Edvige deve il suo nome alla principessa Edvige, che vi soggiornava durante i suoi viaggi a Legnica, trascorrendo il tempo in preghiera e, secondo la tradizione, conversando con gli angeli. Si dice inoltre che i sotterranei della torre siano profondi quanto sono alte le sue mura.
La leggenda della torre di San Pietro narra la storia di Otton von Hohen, un cavaliere dal carattere dissoluto che ricevette dal suo sovrano l'incarico di portare cibo a un paggio condannato e imprigionato nei sotterranei. Invece di adempiere al compito, il cavaliere spese in altro modo il denaro destinato al prigioniero. Al ritorno da un viaggio, il principe scoprì che il paggio era stato condannato ingiustamente e ordinò la sua liberazione, ma nella torre fu trovato soltanto il suo cadavere poiché era morto di fame e di sete.
Furioso, il principe condannò Otton von Hohen alla stessa sorte, rinchiudendolo nel medesimo sotterraneo insieme al corpo in decomposizione del paggio Sławek. Il cavaliere non sopravvisse nemmeno dieci giorni: per intere notti gridò e implorò pietà, ma il principe fu irremovibile. Morti entrambi di fame, furono sepolti nella stessa tomba.
Da allora, secondo la leggenda, lo spirito del cavaliere terrorizza chiunque si avventuri per le strade dell'insediamento, e alcuni abitanti della zona affermano di udire ancora oggi, nelle notti silenziose, gemiti provenire dai sotterranei. In ricordo di questa vicenda, la torre di San Pietro è conosciuta tuttora anche come "Torre della Fame".

Il Castello dei Piast a Legnica rappresenta un edificio che merita di essere chiamato “castrum”, in quanto fu la prima roccaforte polacca costruita in mattoni e pietra e fu eretto sul sito dell'antico insediamento fortificato. La maggior parte del cortile sul lato sud viene occupata dal palazzo, edificato su una superficie rettangolare occupante l'area di 16,15 × 61,2 m. Per la costruzione del palazzo vennero utilizzati i mattoni, mentre per le cornici delle finestre e delle porte fu utilizzata la pietra arenaria. Il palazzo, originariamente aveva un'altezza di 12 m ed era coperto da un tetto a due falde, realizzato probabilmente in scandole di legno. Le tracce dell'originale divisione del palazzo di tre piani sono visibili ancora oggi.
Le due torri superstiti, la torre ottagonale di san Pietro e la torre rotonda di sant'Edvige, furono costruite nello stesso lasso di tempo del palazzo. Rappresentano il primo esempio di questa tipologia di torri di difesa in Slesia e pure in Polonia. La torre di san Pietro, battezzata così in onore del santo patrono di Legnica, è ubicata a una distanza di circa 14 m ad est dal palazzo. In origine la struttura aveva un'altezza complessiva di 25 metri. La torre di sant'Edvige fu eretta invece nella parte del borgo del castello e all'inizio aveva la funzione di difendere l'ingresso principale che venne sostituito nel Cinquecento con una porta di rappresentanza, dopo la ricostruzione rinascimentale della residenza principesca. L'altezza originaria della torre era di 20 metri ed entrambe le torri sono coronate dai tipici tetti a punta a forma di cono. È in progetto, per la torre di san Pietro, l'apertura in breve tempo di una terrazza panoramica circondata da balaustre con sculture realizzate in pietra arenaria.
La porta principale del castello è decorata con medaglioni scolpiti in pietra arenaria oltre a motivi floreali in stile rinascimentale finemente lavorati. Gli ornamenti della porta sono considerati unanimemente il miglior esempio dell'arte scultorea a Legnica.
Un segmento di fabbricato situato nella parte meridionale del cortile, che unisce le due ali opposte del castello, rappresenta un altro elemento della costruzione molto interessante dal punto di vista architettonico. Il segmento fu edificato alla fine dell'Ottocento in stile neogotico, come ci viene suggerito dalle piccole colonne lavorate in maniera eccellente nonché dagli elementi del rivestimento di forma convessa e dipinti di due colori. Attualmente è qui ubicata la biblioteca del Collegio per gli Insegnanti di Lingue Straniere a Legnica.
Le due torri sopravvissute nel tempo sono la torre ottagonale di san Pietro e quella rotonda di sant'Edvige. Oltre il cortile, in un padiglione costruito per svolgere questo scopo, sono esposti i resti in pietra e mattoni della cappella romanica dei SS. Benedetto e Lorenzo, scoperti durante lavori di restauro. Accanto al castello si trova anche la torre della Porta di Głogów, utilizzata ancora oggi e conservata in buone condizioni (in passato essa costituiva una parte delle mura urbane).

Nel 2009 è iniziata una campagna di restauro del castello. Vennero ristrutturate per prime le torri di san Pietro e sant'Edvige nonché il tetto. Le torri verranno in seguito al restauro aperte al pubblico.
Attualmente nel castello sono ubicate le sedi delle seguenti scuole: Collegio per gli Insegnanti di Lingue Straniere (Nauczycielskie Kolegium Języków Obcych, NKJO), Ginnasio n. 4 e Scuola Superiore di Management (Wyższa Szkoła Menadżerska). Presso l'NKJO ci sono la Casa dello Studente (Dom Słuchacza) e il Centro dell'Informazione Linguistico-Metodologica (Centrum Informacji Językowo-Metodycznej, CIJM). Il Centro nasce nel 1990 per sostenere e divulgare un nuovo sistema didattico scolastico. La biblioteca collabora con molti istituti specializzati nella formazione degli insegnanti in Polonia e all'estero. Essa mantiene anche contatti con case editrici straniere, il che permette di arricchire le collezioni con le ultime novità e con pubblicazioni di rilievo.

Presso l’NKJO operano anche tre laboratori dedicati al perfezionamento professionale degli insegnanti di lingue straniere. In particolare, il Laboratorio di Perfezionamento Professionale per gli Insegnanti di Lingue Straniere (Pracownia Doskonalenia Nauczycieli Języków Obcych, PDNJO), istituito nel 2000, ha come finalità principale la progettazione e la realizzazione di corsi di formazione e workshop destinati ai docenti di lingua tedesca, francese e inglese. Le attività formative sono condotte da un corpo docente altamente qualificato, composto sia da specialisti polacchi sia da esperti stranieri, e sono finalizzate a promuovere un aggiornamento continuo e il costante miglioramento delle competenze didattiche.
L'INSETT (In-service Teacher Training) fa parte del Programma del Perfezionamento Professionale degli Insegnanti di Inglese e svolge le sue attività presso l'NKJO fin dall'ottobre 1996. Il programma è sorvegliato dal Ministero dell'Educazione Nazionale (Ministerstwo Edukacji Narodowej, MEN), dall'Istituto Centrale per il Perfezionamento Professionale degli Insegnanti e dal British Council. La sezione del programma INSETT “Regione di Legnica” è dedicata agli insegnanti di inglese che lavorano in scuole primarie, ginnasi e scuole superiori sul territorio del voivodato della Bassa Silesia e del voivodato di Opole.
Il progetto COFRAN invece nasce nel 2002 e fa parte del programma nazionale del perfezionamento professionale degli insegnanti di francese CONCORDE. Le seguenti istituzioni hanno contribuito alla creazione del progetto:
| Controllo di autorità | GND (DE) 1402858442 |
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