| Castiglion Fosco frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Piegaro |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°58′50″N 12°10′04″E |
| Altitudine | 350 m s.l.m. |
| Superficie | 6,6 km² |
| Abitanti | 154 (1-10-2020) |
| Densità | 23,33 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 06060 |
| Prefisso | 075 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Castiglion Fosco è una frazione del comune di Piegaro (PG).
Il paese è collocato sulla sommità di un piccolo colle, all'altezza di 350 m s.l.m., lungo la strada che conduce da Tavernelle a Collebaldo. Il paese è abitato da 154 residenti.
Il nome del paese deriva da quello di un certo soldato Fuscus o Fuscius, che ricevette in dono il borgo dall'imperatore Ottone II, quale ricompensa per aver partecipato alla sfortunata spedizione contro i saraceni di Abul Kasem a Stilo, in Calabria. I suoi successori costruirono in quel luogo un castello, che da allora venne identificato come Castrum Filiorum Fusci.
Nel 1258 i signori Fusci risultano essere assoggettati a Perugia, che può nominare un procuratore nel paese. Intorno al 1282, il numero di abitanti era superiore alle 500 unità. Nel 1388, i soldati bretoni dell'antipapa Clemente VII assediarono il paese, ma dovettero desistere di fronte all'inespugnabilità delle mura e lo abbandonarono dopo aver subito ed inflitto numerose perdite. Nel 1428 fu la sede del terzo capitanato di contado perugino, presieduto dal magistrato Carlo di Jacopo Bani, i cui eredi lo abitarono per i successivi 150 anni. Nel 1467 venne ricostruito l'ospedale, e fu assegnato alla confraternita di Santa Maria per le loro opere di carità. A partire dal 1511 venne autorizzata la ricostruzione delle mura, e un tale Aurelio Foschi fu nominato controllore delle rocche e dei castelli del contado perugino. Nel 1540, subì l'assalto dell'esercito del figlio del papa Pier Luigi Farnese, durante la "Guerra del sale" tra Perugia e Paolo III. A causa dei gravi danni inflitti e per via della donazione di una certa somma al papa, il paese venne esonerato dal pagamento delle gabelle; solo alla fine del Seicento, dopo aspre contese e liti giudiziarie, i castiglionesi furono obbligati a riversare le loro imposte nelle casse perugine. Durante la ricostituzione dello Stato Pontificio, nel 1817, assieme ai centri viciniori di Oro e Collebaldo, fu aggregato alla città di Piegaro.
I dintorni sono caratterizzati da un buon sviluppo agricolo e agrituristico.
Nella prima settimana di agosto vi si svolge la Festa della Torre e la Sagra dei fagioli.

