
Cavallo Rosso (in lingua lakota Tasunka Luta o Tȟašúŋke Lúta - in inglese Red Horse; 1822 – 1907) è stato un nativo americano, capo tribù dei Sioux Minneconjou. Nel 1876, Cavallo Rosso era nel villaggio indiano di Toro Seduto e Cavallo Pazzo sulla sponda del fiume Little Bighorn, lì dove si svolse la famosa battaglia contro il 7° Reggimento di cavalleria guidato da George Armstrong Custer e nel 1881 fornì un dettagliato resoconto di quell'evento.
Poco si conosce della vita di Cavallo Rosso. Di certo sappiamo che ebbe due mogli e tre figli e che, come capo dei Minneconjou, partecipava al gran consiglio tribale dei Sioux. Il 25 giugno 1876 era al Little Bighorn e fu testimone dell'attacco iniziale portato dal distaccamento di cavalleggeri del maggiore Marcus Reno al villaggio indiano che egli così descrive: «Tutti andarono ad attaccare i nuovi venuti e non si curarono più dei soldati sulla collina». Anche se Cavallo Rosso non prese parte attiva ai combattimenti, il suo ruolo di testimone è, invece, risultato fondamentale per una accurata ricostruzione di quella battaglia.
Dopo la battaglia del Little Bighorn, stanco di scappare e seguendo l'esempio di altri capi tribù, il 15 marzo 1877 Cavallo Rosso con il suo gruppo si consegnò alle autorità della Cheyenne Agency (Sud Dakota). Ai responsabili dell'Agenzia dichiarò «Sono stanco di dover sempre stare in guardia nel timore che arrivino i soldati. Desidero portare i miei familiari dove possano dormire tranquilli senza l'attesa continua di un attacco». Cavallo Rosso trascorse il resto della sua vita in quella riserva fino alla morte sopraggiunta nel 1907.
Nel 1881, nel corso di varie sedute, Cavallo Rosso fornì a Charles E. McChesney, medico dell'Esercito, un resoconto di quanto accaduto al Little Bighorn cinque anni prima. «Il giorno dell'attacco io e quattro donne ci trovavamo a poca distanza dall'accampamento. Una delle donne attirò la mia attenzione su una nuvola di polvere che si sollevava all'orizzonte ... Mi accorsi ben presto che erano i soldati che stavano caricando l'accampamento...». Il racconto prosegue con la descrizione dell'inizio della battaglia: «… i soldati caricarono così in fretta che non facemmo in tempo a parlare. Uscimmo dalla tenda del consiglio e lanciammo ordini in tutte le direzioni. Dicemmo ai Sioux di saltare sui cavalli, di prendere i fucili e di andare a combattere i soldati. Alle donne e ai bambini dicemmo di montare a cavallo per fuggire». La narrazione della battaglia continua poi in termini piuttosto generali, ma il racconto dei singoli eventi fornito da Cavallo Rosso sostanzialmente collima con quello di altri resoconti già noti.

Cavallo Rosso realizzò anche 42 disegni che illustrano in maniera molto efficace varie fasi di quella battaglia. E sono proprio i disegni a costituire la parte più interessante del resoconto dato al dott. McChesney. I disegni, che si distinguono per le loro forme essenziali, mostrano scene di combattimento corpo a corpo caratterizzate da un realismo quasi brutale e sono stati descritti come «il tipo di rappresentazione visiva più affidabile che abbiamo della battaglia». Essi furono eseguiti su cartoncini manilla di grande formato utilizzando matite colorate, il tutto nel rispetto della forma tradizionale dei resoconti pittorici che di solito venivano realizzati dai nativi americani su pelle di bisonte o di cervo per registrare e tramandare eventi significativi. I disegni sono attualmente conservati negli Archivi Antropologici Nazionali presso la Smithsonian Institution a Washington.
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