La cella di Knudsen, detta anche cella effusiva, è un tipo di evaporatore impiegato per l'epitassi in sistemi per cui è richiesto tasso di deposizione particolarmente stabile e libero da contaminanti. Il dispositivo prende il nome dal suo creatore, Martin Knudsen.
Il funzionamendo della cella effusiva si basa sul principio della diffusione molecolare. La cella è composta da una camera, collegata a un sistema di riscaldamento e termocoppia, da cui il materiale viene estratto attraverso una piccola cavità dalla pressione dell'ultra alto vuoto. Il sistema è avvolto in strati di schermatura per evitare che la radiazione emessa interferisca con il resto della strumentazione. I materiali principali di cui è costituita la camera per la sorgente sono il tungsteno, l'alluminio e, negli esemplari più avanzati, la grafite.
La cella effusiva è un componente principale dei sistemi di epitassia da fasci molecolari, e viene impiegata principalmente per depositare sostanze con un'alta pressione di vapore e una bassa temperatura di fusione, quali argento, gallio e magnesio. Ulteriori utilizzi comprendono lo studio della cinetica di processi eterogenei e dell'interazione tra gas e superfici.