
Cesare Cases (Milano, 24 marzo 1920 – Firenze, 27 luglio 2005) è stato un germanista, traduttore e critico letterario italiano.
Nato a Milano in una benestante famiglia ebraica, frequenta il prestigioso Liceo Parini fino al 1938 quando viene espulso, dopo la seconda liceale, in seguito alle leggi razziali fasciste. Completa l’ultimo anno di corso presso la scuola ebraica di Via Eupili acquisendo da privatista la maturità, al Liceo Manzoni, nel 1939. Della sua esperienza liceale e del rapporto conflittuale di gara quale “primo della classe” con il compagno Arnaldo Ceccherini racconta ironicamente in un saggio (Cosa fai in giro) pubblicato sulla rivista Il Ponte nel 1978. Si rifugiò poi in Svizzera, dove s'iscrisse all'Università di Losanna per studiare Chimica, che però abbandonò nel 1943 per seguire i corsi di filologia e letteratura all'Università di Zurigo. Tornato a Milano al termine della guerra, vi concluse gli studi nel 1946, laureandosi in Estetica con una tesi su Ernst Jünger, avendo come relatori Antonio Banfi ed Enzo Paci.
Tra le diverse attività nel campo della letteratura e della critica letteraria, ha lavorato per la casa editrice Einaudi come traduttore e curatore delle opere di autori tedeschi quali Thomas Mann, Robert Musil, Bertolt Brecht, Friedrich Dürrenmatt, Karl Kraus ed è stato docente di Letteratura tedesca all'Università degli Studi di Cagliari, con Ernesto de Martino. Ha insegnato, inoltre, presso l'Università degli Studi di Pavia e l'Università degli Studi di Torino. All'interno di quest'ultima gli è stata dedicata, in seguito alla morte, una delle aule più importanti afferenti al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere: l'aula 34.
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