Charadranaetes durandii

Come leggere il tassobox
Charadranaetes durandii
Immagine di Charadranaetes durandii mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
GenereCharadranaetes
Janovec & H.Rob., 1997
SpecieC. durandii
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
GenereCharadranaetes
SpecieC. durandii
Nomenclatura binomiale
Charadranaetes durandii
(Klatt) Janovec & H.Rob., 1997

Charadranaetes durandii (Klatt) Janovec & H.Rob., 1997 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae). È l'unica specie del genere Charadranaetes Janovec & H.Rob., 1997.

Etimologia

Il nome del generico (Charadranaetes) deriva dal nome greco "Chandra" del letto di un ruscello di montagna. L'epiteto specifico (durandii) deriva probabilmente dal botanico e farmacista americano Elias Magloire Durand (1794-1873).

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Friedrich Wilhelm Klatt (1825-1897), John Paul Janovec (1970-) e Harold Ernest Robinson (1932-2020) nella pubblicazione "Novon; a Journal for Botanical Nomenclature. St. Louis, MO" (Novon 7(2): 165) del 1997. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Habitus. Charadranaetes durandii ha un habitus di tipo arbustivo, legnoso alla base e glabro. Questa pianta raggiunge i 20 – 60 cm di altezza.

Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma e possono essere fibrose. I rizomi sono striscianti o legnosi.

Fusto. La parte aerea è eretta o decombente e ramosa.

Foglie. Le foglie cauline disposte in modo alternato. Sono picciolate (e non alate) con lamina intera e bordi dentati. Se schiacciate sono fetide.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da 2 - 3 capolini. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo strettamente radiato. Alla base dell'involucro (la struttura principale del capolino) è presente un calice formato da 7 - 10 brattee filiformi disposte su 1 - 2 serie. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a strettamente campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee, da 13 a 14 disuguali, sono disposte in modo embricato di solito su una sola serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è convessa e a volte è alveolato.

Fiori. I fiori (del raggio: 7 - 14; del disco: 15 - 28) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali.

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è cilindrica-oblunga; la superficie è percorsa da 8 - 10 coste longitudinali ed è glabra. Possono essere presenti delle ali o degli ispessimenti marginali. Il carpoforo anelliforme è distinguibile. Il colore del frutto può essere nero o bruno. In alcuni casi gli acheni sono dimorfici. Il pappo è formato da numerose setole snelle caduche su 1 - 2 serie.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).

Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).

Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Costa Rica. C. durandii cresce tipicamente vicino ai margini dei torrenti o su suoli rocciosi.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Senecioninae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). In base ai dati filogenetici la sottotribù, all'interno della tribù, occupa il "core" della tribù e insieme alla sottotribù Othonninae forma un "gruppo fratello".

I seguenti caratteri sono indicativi per la sottotribù:

  • il portamento è molto vario (erbe, arbusti, liane, epifite, alberelli o alberi);
  • le foglie sono sia basali che cauline disposte in modo alternato;
  • sono presenti capolini sia radiati, disciformi o discoidi;
  • le antere sono tetrasporangiate, raramente bisporangiate.

La struttura della sottotribù è molto complessa e articolata (è la più numerosa della tribù con oltre 1200 specie distribuite su un centinaio di generi) e al suo interno sono raccolti molti sottogruppi caratteristici le cui analisi sono ancora da completare. Il genere della specie di questa voce nell'ambito della sottotribù, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione abbastanza vicina al "core" della sottotribù (indica quindi una recente separazione). In particolare il genere Charadranaetes fa parte di un clade (subclade A) abbastanza supportato comprendente i seguenti generi: Charadranaetes, Dorobaea, Garcibarrigoa, Jessea, Pseudogynoxys e Talamancalia. Questo clade inoltre con un altro clade (subclade B) formato dai tre generi Misbrookea, Werneria e Xenophyllum (quest'ultimo genere è considerato un sinonimo di Werneria) forma un "gruppo fratello". Basale a questi due cladi si trova la specie Senecio arnaldii. La maggior parte di questi generi del Centro America sono stati segregati dal grande genere polifiletico Senecio. Charadranaetes insieme al genere Jessea forma un "gruppo fratello" e rappresenta il "core" del subclade (vedi cladogramma).

 
 

Senecio arnaldii

 
 
_subclade_B_
 

Misbrookea

 
 

Werneria

 
 

Xenophyllum

 
 
_subclade_A_
 

Dorobaea

 
 
 

Garcibarrigoa

 
 

Pseudogynoxys

 
 
 

Talamancalia

 
 
 

Charadranaetes

 
 

Jessea

 
 
 
 
 
 
 

I caratteri distintivi per la specie Charadranaetes durandii sono:

  • alcune parti se schiacciate emettono un odore sgradevole;
  • i lobi della corolla sono lineari e allungati;
  • le foglie hanno una forma lineare-lanceolata e sono larghe meno di 3 cm;
  • il ricettacolo è nudo (senza pagliette);
  • si tratta di un endemismo della Costa Rica.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

  • Pseudogynoxys durandii (Klatt) B.L.Turner, 1996
  • Senecio durandii Klatt, 1892 publ. 1893

Note

  1. ↑ (EN) Charadranaetes Janovec & H.Rob., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 2 luglio 2026 (archiviato il 1º luglio 2026).
  2. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  3. 1 2 3 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 10 novembre 2022.
  4. 1 2 3 4 Janovec et al. 1997.
  5. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 10 novembre 2022.
  6. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 10 novembre 2022.
  7. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  8. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  9. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  10. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 235.
  11. 1 2 3 4 5 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
  12. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  13. ↑ Strasburger 2007, Vol. 2 - p. 760.
  14. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  15. ↑ (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 13 novembre 2022.
  16. ↑ (EN) Pseudogynoxys durandii (Klatt) B.L.Turner, su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 2 luglio 2026 (archiviato il 1º luglio 2026).
  17. ↑ (EN) Senecio durandii Klatt, su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 2 luglio 2026 (archiviato il 2 luglio 2026).

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica