Misbrookea strigosissima

Come leggere il tassobox
Misbrookea strigosissima
Immagine di Misbrookea strigosissima mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
GenereMisbrookea
V.A.Funk, 1997
SpecieM. strigosissima
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
GenereMisbrookea
SpecieM. strigosissima
Nomenclatura binomiale
Misbrookea strigosissima
(A.Gray) V.A.Funk, 1997

Misbrookea strigosissima (A.Gray) V.A.Funk, 1997 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae). È l'unica specie del genere Misbrookea V.A.Funk, 1997.

Etimologia

Il nome del genere (Misbrookea) è stato dato in onore della collezionista botanica, la signorina Winifred M. A. Brooke (1894-1975). L'epiteto specifico (strigosissima) indica che le varie parti della pianta sono ricoperte fittamente da peli (tricomi) lisci e piatti.

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Asa Gray (1810-1888) e Vicki Ann Funk (1947-2019) nella pubblicazione "Brittonia; a Series of Botanical Papers. New York, NY" (Brittonia 49(1): 111) del 1997. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Habitus. Misbrookea strigosissima ha un habitus di tipo erbaceo perenne rizomatoso formante bassi cuscinetti vegetativi. Le varie parti della pianta sono ricoperte da densi e lunghi tricomi (lunghi 3 – 5 mm).

Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma e possono essere fibrose. I rizomi sono striscianti o legnosi.

Fusto. La parte aerea è eretta o strisciante.

Foglie. Le foglie sono strettamente ravvicinate (appressate), sessili con forme oblungo-obovate e colorate di grigio-verde.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da singoli capolini sessili o subsessili. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino di tipo radiato privo di calice basale. I capolini sono formati da un involucro, con forme più o meno cilindriche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee sono disposte in modo embricato di solito su una sola serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è convessa e a volte è alveolato.

Fiori. I fiori (fiori ligulati: 15 - 16; fiori tubulosi: 60) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali o a volte funzionalmente maschili.

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è oblunga; la superficie è percorsa da diverse coste longitudinali ed è pubescente. Possono essere presenti delle ali o degli ispessimenti marginali. Non sempre il carpoforo è distinguibile. Il colore del frutto può essere nero o bruno. In alcuni casi gli acheni sono dimorfici. Il pappo è formato da numerose setole snelle e persistenti.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).

Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).

Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita nelle montagne di alta quota (3400 - 4900 m s.l.m.) della Bolivia e Perù.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Senecioninae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). In base ai dati filogenetici la sottotribù, all'interno della tribù, occupa il "core" della tribù e insieme alla sottotribù Othonninae forma un "gruppo fratello".

I seguenti caratteri sono indicativi per la sottotribù:

  • il portamento è molto vario (erbe, arbusti, liane, epifite, alberelli o alberi);
  • le foglie sono sia basali che cauline disposte in modo alternato;
  • sono presenti capolini sia radiati, disciformi o discoidi;
  • le antere sono tetrasporangiate, raramente bisporangiate.

La struttura della sottotribù è molto complessa e articolata (è la più numerosa della tribù con oltre 1200 specie distribuite su un centinaio di generi) e al suo interno sono raccolti molti sottogruppi caratteristici le cui analisi sono ancora da completare. Il genere di questa voce nell'ambito della sottotribù, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione abbastanza vicina al "core" della sottotribù (indica quindi una recente separazione). In particolare il genere Misbrookea fa parte di un clade politomico (subclade B) formato dai tre generi Misbrookea, Werneria e Xenophyllum (quest'ultimo genere è considerato un sinonimo di Werneria). Il subclade B è chiamato anche "Werneria group" i cui generi sono caratterizzati da un habitus a "cuscinetto" di alte quote delle Ande. Questo gruppo inoltre con un altro clade (subclade A) composto dai generi Ch aradranaetes, Dorobaea, Garcibarrigoa, Jessea, Pseudogynoxys e Talamancalia forma un "gruppo fratello". Basale a questi due cladi si trova la specie Senecio arnaldii. La maggior parte di questi generi del Centro America sono stati segregati dal grande genere polifiletico Senecio (vedi cladogramma).

 
 

Senecio arnaldii

 
 
_subclade_B_("Werneria_group")_
 

Misbrookea

 
 

Werneria

 
 

Xenophyllum

 
 
_subclade_A_
 

Dorobaea

 
 
 

Garcibarrigoa

 
 

Pseudogynoxys

 
 
 

Talamancalia

 
 
 

Charadranaetes

 
 

Jessea

 
 
 
 
 
 
 

I caratteri distintivi per la specie Misbrookea strigosissima sono:

  • i peli, lunghi e multicellulari, ricoprono le foglie e l'involucro della pianta;
  • lo stilo è provvisto di apici con lunghi peli multicellulari ed evidenti tracce vascolari;
  • il colore delle foglie e dell'involucro è grigio-verde chiaro o argenteo.

Il numero cromosomico della specie è: 2n = circa 116.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

  • Werneria strigosissima A.Gray, 1861
  • Werneria boraginifolia Kuntze, 1898
  • Werneria setosa Wedd. ex Sch.Bip., 1866

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 12 novembre 2022.
  3. 1 2 3 Funk 1997.
  4. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 12 novembre 2022.
  5. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 12 novembre 2022.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  8. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 235.
  10. 1 2 3 4 5 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
  11. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  12. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  13. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  14. ↑ (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 13 novembre 2022.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica