
Charles Splinder (Bœrsch, 11 marzo 1865 – Saint-Léonard, 3 marzo 1938) è stato un pittore, illustratore, ebanista, scrittore e fotografo francese.
Fece parte del circolo di Saint-Léonard e fu il curatore della Revue alsacienne illustrée.
Charles Spindler era il nipote del ritrattista e pittore di genere Louis-Pierre Spindler. Nacque a Bœrsch, nella prima casa a sinistra all'entrata del villaggio presso la Porta alta (nella parte meridionale del paese).
Dopo la morte di suo padre nel 1875, si trasferì assieme alla madre Marie Célestine Spindler a Strasburgo. Si iscrisse al collège Saint-Étienne e frequentò il corso di disegno della vedova del pittore Théophile Schuler. Tra il 1882 e il 1888, studiò a Düsseldorf, Monaco e Berlino. Nel corso di un soggiorno in Alsazia nel 1886, strinse amicizia con Anselme Laugel. Nel 1902, si sposò con Jeanne Rippel, originaria di Strasburgo.

A partire dal 1899, Spindler iniziò a circondarsi di artisti e di artigiani per creare il circolo di Saint-Léonard. Lo scopo di questo gruppo era la promozione di un movimento d'arte industriale che imitasse quelli nati in Germania o in Gran Bretagna. I membri più importanti furono Paul Braunagel e Auguste Cammissar per le vetrate, i fratelli von Zschock per la lavorazione del ferro, Léon Elchinger e Wingerter per la ceramica, Jacquemin, J.-J. Graff e Lienhardt per l'ebanisteria.
Nel 1898 lanciò la rivista bilingue La revue alsacienne illustrée, con lo scopo di far conoscere le sfaccettature artistiche dell'Alsazia. Qualche anno dopo, Pierre Bucher ne divenne il direttore.
Una parte delle sue opere venne inclusa nell'inventario complementare dei monumenti storici, nella categoria dei beni mobili: alcune sue opere sono conservate al municipio di Étampes, altre sono conservate a Strasburgo.
Nel corso della sua vita, suo figlio Paul Spindler (1906-1980) girò molti film amatoriali in tutta l'Alsazia. In molte di queste pellicole, di solito in 9,5 millimetri, in 8 millimetri e in Super 8, Charles Spindler apparve varie volte nelle città e nei villaggi della regione tra gli anni 1920 e 1930. Oggi questo fondo di pellicole amatoriali è conservato dall'Associazione MIRA-Mémoire des images réanimées d'Alsace, un archivio cinematografico digitale dell'Alsazia creato nel 2006 e con sede a Strasburgo.
Scriveva con regolarità un diario per occupare le notti insonni dovute alle crisi della gotta, una malattia delle quale non si conosceva ancora la cura. La parte che va dal 25 luglio del 1914 al 28 aprile del 1919 venne pubblicata nel 1925. Il documento restituisce lo stato d'animo della popolazione durante la prima guerra mondiale, dato che, nonostante il suo patriottismo francese, egli rimase obiettivo e testimoniò quel che sentiva dire in giro. Il 6 dicembre del 1914 scrisse:
Le parti scritte in tedesco o in alsaziano sono tradotte, anche in maniera creativa ("Wir sind fürchterlich blamiert" diventa "Se ne fregheranno di noi, eccome!"), e spesso il testo originale si trova in una nota in fondo alla pagina o subito dopo.
La parte del diario successiva al 28 aprile del 1919 è inedita. Il 24 marzo del 2006, Jean-Marie Gyss tenne una conferenza nella sala degli eventi di Bœrsch, nella quale parlò della parte successiva del diario, che in pratica si ferma al 1928. Secondo quanto affermato nel corso di questa conferenza, l'entusiasmo patriottico di Splinder sarebbe svanito dinnanzi agli errori delle autorità francesi, e questo patriota francese si sarebbe indignato nei confronti delle crudeltà commesse contro i tedeschi. Ancora visto con stima, egli riuscì a intervenire in maniera efficace a favore di alcuni di loro, ma questo comportamento moderato, in quel clima di esaltazione dell'epoca, iniziò a procurargli dei nemici. Alcune persone che gli erano state vicine ruppero i rapporti con lui quando, in occasione del processo degli autonomisti di Colmar, testimoniò in favore di un autonomista, che era innocente. All'epoca, una presa di posizione simile sarebbe potuta sembrare una forma di sostegno alla causa autonomista, che lui non sostenne mai.
Nelle sue Memorie inedite, pubblicate 70 anni dopo la sua morte, non usò mezzi termini. Nei confronti di Hansi, scrisse:
Quest'opera contiene i suoi ricordi dal 1889 al 1914 e venne scritta dopo il 1928, quando smise di scrivere sul suo diario. Si tratta di un'opera essenziale per comprendere la vita artistica e intellettuale dell'Alsazia prima del 1914. Inoltre, nonostante fosse molto deluso dalla gestione francese dell'Alsazia dopo il 1918, cercò sempre di rimanere obiettivo in quest'ambito e osservò che:
Nel 1893, Charles Spindler si avvicinò casualmente all'arte dell'intarsio, che divenne il suo mezzo preferito di espressione artistica. I suoi primi mobili furono realizzati ispirandosi allo Jugendstil, seppur mantenendo le proprie radici nell'arte popolare alsaziana.
Partecipò a molte mostre e ottenne dei premi per le sue opere (il gran premio all'esposizione universale del 1900 a Parigi per Le Salon de Musique, il gran premio all'esposizione universale del 1904 di Saint Louis).
Il gallerista Jean Brolly affermò: "Agli occhi dei miei genitori, che erano dei commercianti [a Strasburgo], l'arte aveva una valenza secondaria. Da loro si trovavano gli immancabili mobili intarsiati di Charles Spindler."
Tra il 1893 e il 1896, ispirandosi a un'idea del disegnatore bavarese Joseph Sattler, Charles Spindler pubblicò le Images alsaciennes (Elsaesser Bilderbogen, "Immagini alsaziane"), una serie di tavole che illustrano i racconti e le leggende dell'Alsazia.
Nel 1902, Charles Spindler illustrò l'opera Trachten und Sitten im Elsass di Anselme Laugel, ripubblicata nel 1975 con il titolo Costumes et coutumes d'Alsace ("Usi e costumi alsaziani").
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