La cheilofagia (conosciuta anche come morsicatio labiorum) è un disturbo che consiste nel procurarsi autonomamente delle lesioni alle labbra, talvolta in modo compulsivo. Le lesioni sono dovute a frequenti morsi che spesso si manifestano come tic nervosi. Le ferite provocate in questo modo possono essere molto dolorose e la reiterazione dell'atto di mordersi le labbra porta un ritardo nella guarigione delle lesioni stesse. Molti pazienti sono a conoscenza di questa abitudine mentre altri tendono a negarla, oppure si infliggono le lesioni senza averne consapevolezza.
Questo disturbo è relativamente frequente, sia pure meno rispetto ad un comportamento per certi versi simile, l'onicofagia. La cheilofagia è decisamente più comune nelle persone che soffrono di stress o si trovano in condizioni emotivamente impegnative. Non sembra esistere una prevalenza di genere. La prevalenza sembra essere più elevata in soggetti di età maggiore di 35 anni.
Alla base del disturbo possono esservi problemi di natura psicologica, situazioni di stress o ansia. Secondo alcuni la cheilofagia potrebbe essere un segno di atteggiamento autolesionista, un'espressione di aggressività autodiretta (rivolta contro se stessi) piuttosto che verso l'esterno.
La cheilofagia comporta cambiamenti delle caratteristiche della mucosa delle labbra (e talvolta della lingua o della mucosa buccale), dovute ad irritazione cronica dei tessuti. L'alterazione tipica della mucosa appare una lesione macerata di colore grigio-biancastro (meno frequentemente tendente al giallastro), in cui talvolta, ma non sempre, è possibile rilevare una colonizzazione batterica. Nei soggetti affetti sono spesso rilevabili lesioni biancastre, ruvide, spesso bilaterali, della mucosa buccale anteriore che sono particolarmente presenti nell'area in cui si incontrano i denti superiori e inferiori. Occasionalmente possono essere identificate aree più o meno estese di eritema, erosione o vere e proprie ulcere traumatiche. È pure possibile un'evoluzione verso piccole ferite frastagliate. I soggetti con il disturbo possono mostrare anche tendenza al bruxismo, dolore mandibolare disfunzionale oppure altre caratteristiche orali di disturbi psicologici.[senza fonte]
La diagnosi è clinica e si basa sull'anamnesi e sull'esame obiettivo con il riscontro delle caratteristiche lesioni. Le lesioni non sono tuttavia patognomoniche, pertanto nei casi dubbi è possibile eseguire biopsie delle lesioni da inviare al laboratorio di anatomia patologica.[senza fonte]
La diagnosi differenziale dovrebbe includere altre patologie della mucosa della cavità orale, che tendono ad apparire in modo simile biancastre o giallastre: tra queste il lichen planus orale, la candidosi, la leucoplachia, il leucoedema orale e l'ustione chimica.
Le lesioni a carico delle labbra sono innocue e non richiedono alcun particolare trattamento. Il paziente necessita di rassicurazione psicologica da parte del curante e, se possibile, è opportuno rimuovere eventuali situazioni di stress che possono essere alla base, o comunque accentuare il disturbo. Nei casi più gravi può essere opportuno uno specifico intervento di tipo psicologico o psicoterapeutico, ma in letteratura vi è carenza di studi a sostegno di questa scelta.[senza fonte]