Christa Pike (Beckley, 10 marzo 1976) è una criminale statunitense, sopravvissuta all'esecuzione capitale per iniezione letale.
Cresciuta da una famiglia di alcolisti che solevano maltrattarla, venne violentata e tentò il suicidio più volte.
A diciotto anni, per gelosia, convinse la compagna di studi Colleen Slemmer a seguirla in un luogo appartato dove costei venne torturata, le venne inciso un pentagramma sul petto con un taglierino e venne tagliata centinaia di volte con un mannarino, per poi essere uccisa a colpi sul cranio con un pezzo d'asfalto: la Pike ne conservò un pezzo come ricordo, vantandosi di come l'aveva ottenuto.
Poco dopo venne arrestata insieme al fidanzato Tadaryl Shipp, diciassettenne all'epoca dei fatti, e all'amica Shadolla Peterson: quest'ultima collaborò con la procura ottenendo una breve pena detentiva seguita dalla libertà condizionale, mentre Shipp venne condannato all'ergastolo, con la possibilità di ottenere la libertà condizionale.
Christa Pike rifiutò un plea bargain che l'avrebbe condannata all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale e venne condannata da una giuria alla pena di morte tramite elettrocuzione, sentenza successivamente confermata dalla Corte Suprema del Tennessee e dai tribunali federali.
Essendo l'unica condannata a morte donna del Tennessee venne ristretta a lungo in isolamento, ottenendo la possibilità di socializzare con altri detenuti nel 2024: nel 2001 aveva provato a uccidere un'altra detenuta durante un'evacuazione e venne condannata a 25 anni per tentato omicidio.
A seguito di ulteriori ricorsi, il 30 settembre 2025 la Corte Suprema del Tennessee emette il mandato di esecuzione, da eseguirsi il 30 settembre 2026: la decisione portò a varie proteste e alla richiesta di commutazione[non chiaro] al governatore del Tennessee, che viene rifiutata.
Nel luglio del 2026, a seguito della mancata esecuzione di Tony Carruthers per via dell'impossibilità di trovare un accesso venoso, i suoi avvocati presentano nuovamente ricorso, affermando che la trombocitosi di cui soffriva avrebbe aumentato il rischio di fallimento dell'esecuzione e che un team maschile l'avrebbe portata a rivivere i traumi delle sue violenze sessuali, richiedendo come alternativa l'impiccagione: tale appello viene rifiutato sulla base che l'impiccagione non è un metodo legale di esecuzione nello Stato e ogni ulteriore appello viene negato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti il 29 settembre, poche ore prima dell'esecuzione prevista.
L'esecuzione viene effettuata il 30 settembre alle ore locali 7:26 presso l'Istituto di Massima Sicurezza Riverbend con un protocollo a un solo farmaco, il pentobarbital: dopo l'iniezione la donna dichiara di provare una sensazione di gonfiore sul braccio e quindi le viene iniettata una seconda dose, come previsto dal protocollo qualora la prima non sia efficace; tuttavia nemmeno la seconda somministrazione si rivela capace di causare la morte. A seguito del fallimento dell'esecuzione, Christa Pike viene ospedalizzata presso l'ospedale universitario di Vanderbilt in condizioni critiche, priva di sensi, intubata e ventilata meccanicamente: il governatore annuncia una sospensione delle esecuzioni per tutto il 2026 con l'avvio di un'indagine indipendente e il commissario del sistema penitenziario dello Stato, Frank Strada, rassegna le proprie dimissioni.
Dopo aver ripreso conoscenza e ottenuto un recupero parziale (l'8 ottobre è stata in grado di alzarsi e camminare nella sua stanza), il 10 ottobre viene dimessa dall'ospedale, tornando in carcere.