Cicogna Mozzoni

Cicogna Mozzoni
Ancora spero
Casata principaleCicogna (famiglia)
Titoli
  • Conti di Terdobbiate, Tornaco e Peltrengo
  • Signori di Bisuschio
  • Patrizio di Milano
Data di fondazioneMozzoni (XI secolo)
Cicogna (XIII secolo)
Cicogna Mozzoni (XVI secolo)
Etniaitaliana

La famiglia milanese dei Cicogna Mozzoni è stata una delle grandi casate di Milano e della Lombardia, originatasi dall'unione delle due famiglie dei Cicogna e dei Mozzoni. Famiglia milanese, residente a Milano ed in Lombardia. L'imperatore Carlo V nel 1530 attribuì per meriti militari a Gian Pietro Cicogna il titolo di cavaliere dell'Ordine di San Giacomo di Compostela (noto oggi come Ordine di Santiago) con l'assegnazione del relativo stemma e nel 1554 della signoria (ai maschi primogeniti) di Terdobbiate, Tornaco e Peltrengo; re Filippo II di Spagna nel 1557 confermò il diploma imperiale attribuendo il titolo di conte di Terdobbiate, Tornaco e Peltrengo a tutti i maschi della casata; signore di Terdobbiate e Tornaco, Signore di Peltrengo (ai maschi primogeniti); nobili dei Signori di Terdobbiate, Tornaco e Peltrengo (maschi), Conte di Terdobbiate (maschi), Patrizio Milanese (maschi), trattamento di Don e Donna, DD.MM. di ricon. 19 ott. e 29 ott. 1940. Gode di commenda di giuspatronato del Sovrano Militare Ordine di Malta, il cui abito vestì varie volte.

Le Origini

La famiglia Cicogna Mozzoni è il risultato dell'unione della famiglia Mozzoni con la famiglia Cicogna per il matrimonio nel 1580 di Giovan Pietro Cicogna con Angela Mozzoni.

Storia

I Mozzoni

La famiglia Mozzoni fece la sua comparsa in Valceresio nel XI secolo ed ancora oggi i discendenti di quella famiglia abitano a Bisuschio, Varese. I Mozzoni si fecero più volte portavoce delle esigenze e richieste della comunità della pieve di Arcisate come testimonia il fatto che spesso vennero eletti come rappresentanti della Comunità presso i palazzi di Milano. L'apice del potere la famiglia lo raggiunse nel XV e XVI secolo. Infatti fu proprio in quel periodo che la famiglia decise di costruire il casino di caccia (attorno al 1440) tramutato poi in una vera e propria villa (l'attuale Villa Cicogna Mozzoni) con grandiosi giardini (realizzati nel 1530-1560), per adeguarsi alla moda del tempo e accogliere ospiti illustri, amici e parenti.

Devoti ai duchi viscontei, i Mozzoni furono nelle grazie dei duchi Sforza succeduti ai Visconti, al punto che Agostino Mozzoni prese parte alla grandiosa battuta di caccia all'orso nel vicariato di Varese e nell'autunno del 1476 in occasione della venuta del duca Galeazzo Maria Sforza, quando venne stanato un orso di grosse dimensioni del peso di ben 250 libbre (190 Kg), come annotò il ministro del duca Cicco Simonetta nel suo diario, di indole feroce e che si rivoltò contro i cacciatori muniti di lancia e spada, ferendone tre ed ammazzando un cane. Tra i feriti Agostino, carissimo al duca, che volle premiare la fedeltà del Mozzoni e ricompensarlo della ferita causatagli dall'orso, concedendo a questi ed al fratello Antonio ed ai loro discendenti in infinitum l'esenzione da tutti i dazi, gabelle e ogni tassa, imposte dalla Camera ducale o dai comuni sui loro beni situati nel vicariato di Varese ed in ogni altro luogo del dominio sforzesco, purché non superasse i dieci ducati d’oro; fatta eccezione della tassa del sale e dei dazi ordinari di competenza ducale.

Poco dopo il duca venne assassinato dai congiurati di Cola Montano e la duchessa vedova Bona col figlio minore Gian Galeazzo, nuovo duca, confermarono il privilegio ai Mozzoni con lettera datata dal Castello di Porta Giovia di Milano 10 febbraio 1477.

Fra i Mozzoni più noti citiamo:

I Cicogna

L'insegna dei Cicogna avrebbe avuto origine, secondo la leggenda, da un fatto accaduto ad un Beltramo della famiglia, uomo definito "valorosissimo", il quale mentre dormiva nelle campagne fuori dalla città venne assalito da una grossa serpe, che però venne uccisa provvidenzialmente da una generosa cicogna. Beltramo, in segno di gratitudine per lo scampato pericolo, fece mettere sopra il suo scudo l’effigie di una cicogna. Questa leggenda viene puntualmente riportata in comparizioni dei Cicogna davanti al Collegio dei giureconsulti di Milano per ottenere la cooptazione, nel XVII secolo. Come molte altre antiche famiglie milanesi, anche i Cicogna facevano risalire le loro origini a un'antica gens romana che in epoca imperiale diede all'Urbe consoli e cavalieri. Veniva citato lo storico Cornelio Tacito (vissuto tra il 55 ed il 120 dopo Cristo) che nei suoi annali e nelle sue storie parla di un Cingonio Varrone, comandante militare dell'imperatore Nerone e console designato per gli ultimi mesi del 68 d.C., vittima della sanguinosa repressione ordinata dall'imperatore Galba succeduto al suicida Nerone. Da Roma i Cicogna si sarebbero diffusi nell'Italia settentrionale (Pasquale Cicogna fu doge della Serenissima nel XVI secolo) ed anche Oltralpe, in Germania. Nel XV secolo si ricordano autori come Egenulfo Cicogna e Venceslao Cicogna, comandante germanico, che concorse all'ampliamento della città di Brescia.

Quanto al ramo milanese troviamo nei Nobilium familiarum Mediolanensium Commenta di Raffaele Fagnani documentazioni sui Cicogna sin dal Trecento. Il 2 febbraio 1387 Picinino de la Cigonia venne eletto tra i trentasei cittadini garanti presso il podestà di Milano per l’oblazione annua a cui erano tenuti i cittadini più nobili della città. Nel 1388 Picinino de la Cigonia residente nella parrocchia di San Michele al Gallo, fece parte del Consiglio dei Novecento, eletto dal Vicario e dai XII di Provvisione, per ordine di Giangaleazzo Visconti, a quel tempo Signore di Milano. Durante la dominazione sforzesca Giacomo Cicogna fu nella Cancelleria della duchessa Bona di Savoia, moglie del duca Galeazzo Maria Sforza (1468), ed il figlio Giovanni Bartolomeo, che il Sitoni di Scozia indica come notaio di Trecate nel novarese (1516), sarebbe stato anche al servizio dell'imperatore Massimiliano I. Due figli di questi seguirono la carriera militare sotto gli austriaci: Giovanni Paolo fu maestro di campo di Carlo V nel 1561, capitano dei cavalli e cavaliere dell'Ordine di Santiago. Giovan Pietro, il cui brillante curriculum venne minuziosamente descritto dal gesuita Paolo Morigia (1524-1604): cameriere di Antonio de Leyva, primo Governatore spagnolo di Milano per l'imperatore Carlo V, venne quindi nominato cavaliere dell'Ordine di San Giacomo e nel 1542 ammesso dal Governatore di Milano Alfonso III d'Avalos nel Consiglio dei Sessanta Decurioni della città di Milano. Poi il 5 agosto 1543 fece parte del Consiglio Segreto, l'organismo politicamente più determinante dello Stato di Milano. Altrettanto rapida fu la sua carriera militare: capitano di fanteria, colonnello, mastro di campo nelle guerre del Piemonte contro la Francia, governatore della città di Novara, collaterale e commissario generale delle tasse e dell’esercito in Lombardia. Filippo II lo creò nel 1554 conte di Terdobbiate con Tornaco e Peltrengo. Sposato a Ippolita di San Pietro, Giovan Pietro ebbe cinque maschi dei quali il primogenito, Antonio, fu come il padre, collaterale e commissario generale delle tasse e dell’esercito, e in seguito commissario generale dell’artiglieria durante la presa di Finale nel 1571 da parte del Governatore spagnolo Gabriele de la Cueva duca di Albuquerque.

Fra i Cicogna citiamo oltre ai precedenti:

I Cicogna Mozzoni

La famiglia Cicogna Mozzoni, formatasi dall'unione delle due famiglie sopra citate, annoverò nella propria storia rappresentanti di notevole spicco come Giovanni Gaetano (26 dicembre 1664 – 22 gennaio 1738), che fu maestro di campo dell'imperatore Carlo VI e colonnello delle armate imperiali, come pure suo figlio Giovanni Ascanio Maria che fu generale di fanteria e cavaliere di Malta.

Francesco Maria Leopoldo Cicogna Mozzoni (25 settembre 1748 – 22 novembre 1823), fu ciambellano imperiale dal 1770, mentre il figlio di questi, Carlo Francesco (1 aprile 1784 – 8 marzo 1857), fu ufficiale d'ordinanza del principe Eugenio di Beauharnais nel corso della battaglia di Wagram e venne creato cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea per il valore dimostrato, oltre che Barone del Regno napoleonico d'Italia (1809) e ciambellano del regno, nonché aiutante di campo del viceré. Altra figlia di Francesco Maria Leopoldo fu Leopoldina (1786 – 17 febbraio 1874), che sposò in prime nozze il conte Alessandro Annoni e successivamente sposò Friedrich Wilhelm Rembert von Berg, governatore generale della Finlandia e generale russo. Fu proprio Leopoldina che contribuì con le proprie sostanze alla fondazione della prima parrocchia cattolica di Helsinki nel 1856.

In tempi più recenti, Gian Pietro (24 agosto 1839 – 17 maggio 1917) ebbe modo di distinguersi come capitano del Regio Esercito nel corso della seconda guerra d'indipendenza dove si guadagnò due medaglie d'argento al valor militare. Fu inoltre cavaliere d'onore e devozione e Commendatore di giuspatronato del Sovrano Militare Ordine di Malta. A questa stessa discendenza appartenne anche Alessandro Cicogna Mozzoni, ufficiale d'esercito ed imprenditore.

Tra gli altri Cicogna Mozzoni di cui si vanti notevole memoria ricordiamo:

Albero genealogico della famiglia Cicogna Mozzoni

 CICOGNA

Antonio
 
 
 Beltramo
 
 
 Antonio
 
 
 Beltramo
 
 
 Giacomo
*p. 1448 †?
 
   
 Giovanni Bartolomeo
†1517
Margherita Caccia
Ludovico
†1532
Caterina Crotti
Luigi
 
    
 Giovanni Pietro, I conte di Terdobbiate
†1560
Ippolita Castelsampietro
Giovanni Paolo
*c. 1502 †1573
1. Chiara Verri
Porcia Gambaloita
Alessandro
Giovanni Maria
†1574
 
     
 Antonio, II conte di Terdobbiate
*1542 †1574
1. Anna Moroni
2. Valenza Foppa
Alfonso
*1545 †1567
Silvia Visconti di Brignano
Carlo Bartolomeo
*1546 †1594
1. Olimpia Moroni
2. Antonia Brippia
Alessandro
*1548 †1616
1. Dejanira Brivio
2. Caterina Boca
Marianna
†1553
 
    
 1. Gian Pietro, III conte di Terdobbiate
*1565 †1637
Angela Mozzoni

CICOGNA MOZZONI
1. Ippolita
*1568 †1619
Giovanni Tommaso Crivelli
2. Margherita
*1570 †?
2. Anna Vittoria
*1571 †?
 
        
 Antonio Francesco
*1585 †1604
Giovanni Francesco
*1586 †1592
Cecilia
*1587 †?
Francesco Girolamo, IV conte di Terdobbiate
*1589 †1648
Ortensia Gallio
Giovanni Sforza
*1590 †1634
Vespasiano
*1591 †1619
Giovanni Ascanio
*1592 †1627
Ippolita
†1616
 
        
 Anna Cecilia
*1610 †1680
Angiola
*1612 †1689
Partemia
*1614 †1673
1. Giovanni Battista Arconati, conte di Lomazzo
2. Francesco Visconti, consignore di Groppello
Ippolita Marina
*1615 †1696
Lorenzo De Leizaldi, conte di Bereguardo
Pietro Francesco
*1617 †1645
Antonio Carlo Domenico, V conte di Terdobbiate
*1618 †1690
1. Orsola Maria Torriani
2. Eleonora dal Pozzo
Pietro Tolomeo
*/†1619
Clara
*1630 †1643
 
           
 1. Ortensia Lucia
*1651 †1700
1. Antonio Francesco, VI conte di Terdobbiate
*1653 †1728
1. Teresa Fieschi
2. Margherita Masserati
1. Sforza Ignazio
*1655 †1725
Paola Francesca Cermelli
1. Gaspare
*1656 †1675
1. Paolo Ignazio
*1657 †1730
1. Angela
*1659 †1665
1. Francesca
*1660 †1663
1. Teresa
*1663 †1731
1. Giovanni Gaetano
*1664 †1738
1. Giuseppe Domenico Ascanio
*1666 †1694
1. Ortensia Scolastica
*1669 †1734
 
                   
 1. Orsola Maria
*1689 †1690
1. Orsola Francesca
*1690 †?
2. Anna
*/†1695
2. Maria Rosa
*1696 †?
2. Maria Teresa
*1697 †1757
Giovanni Battista Piantanida, marchese di Cuggiono
2. Carlo Giuseppe Francesco, VII conte di Terdobbiate
*1699 †1753
Maria Leopoldina Barbara von und zu Daun
2. Giovanni Ascanio
*1700 †1756
2. Maria Cristina
*1701 †1705
2. Marianna
*1702 †?
Matteo Passalacqua, marchese
2. Paolo Ignazio
*1705 †1721
2. Gaspare Antonio
*1706 †1707
2. Orsola Maria
*1706 †1708
2. Orsola Pasquala
*1708 †1710
2. Giuseppe Antonio
*1710 †1781
Maria Anna von Steinruck
2. Angiola
*1711 †?
2. Maria Caterina
*1712 †1768
Filippo Visconti di Modrone, marchese di Vimodrone
2. Gaspare
*1713 †1752
2. Maria Giuseppa
*1715 †?
2. Ferdinando
*1717 †1765
 
       
 Francesco Leopoldo, VIII conte di Terdobbiate
*1748 †1823
Teresa Marliani
(vedi famiglia Marliani)
Maria Cristina
*1750 †1808
Giorgio Teodoro Trivulzio, marchese di Sesto Ulteriano
 Carlo Francesco
*1774 †1781
 Carolina
*1782 †1797
 Carlo Francesco, IX conte di Terdobbiate
*1784 †1857
Francesca Fanny Calvi
Leopoldina
*1786 †1874
1. Alessandro Annoni, conte di Cerro Maggiore
2. Friedrich Wilhelm Rembert von Berg, conte di Berg
Giovanni Ascanio
*1790 †1875
Gaetana Cecilia Francesca Bonavia
  
       
Carlo Francesco
*1774 †1781
Carolina
*1782 †1797
Carlo Francesco
*1784 †1857
Francesca Calvi
 Leopoldina
*1786 †1874
1. Alessandro Annoni
2. Friedrich Wilhelm von Berg
Giovanni Ascanio
*1790 †1875
Gaetana Cecilia Francesca Bonavia
 Cristina
*1838 †1917
Cesare Castelbarco Albani Visconti Simonetta, principe di Montignano
Gian Pietro, X conte di Terdobbiate
*1839 †1917
*. Angelina Salmoiraghi
1. Luigia Cavazzi della Somaglia
    
          
 Cristina
*1838 †1917
Gian Pietro
*1839 †1917
Francesco Annoni
*1804 †1872
Ascanio
*1840 †1906
*. Carlo Salmoiraghi
*1864 †1937
Enrichetta della Torre
1. Carlo, XI conte di Terdobbiate
*1867 †1928
Maria Winspeare Guicciardi
1. Sofia
*/†1871
1. Mario
*1875 †1946
Teresa Jacini
1. Guendalina
*1878 †1947
Gaetano Litta Modignani, marchese di Menzago
1. Giovanni Ascanio
*1883 †1951
 
     
 Francesco, XII conte di Terdobbiate
*1898 †1958
Giovanna Lucia Castelbarco Albani Visconti Simonetta
Cristina
*1899 †1965
Vincenzo Berardis
Gian Luca
*1901 †1966
Marianne Browning
Cecilia
*1902 †1979
Vincenzo Berardis
Cesare
*1905 †1974
1. Anna Maria Volpi
2. Anna Donina Toeplitz de Grand Ry
 
   
 Maria Cristina
Carlo, XIII conte di Terdobbiate

Eleonore Margarethe Paar
Nicolò

Costanza Borromeo d'Adda
 
   
 Angelica

Arrigo Ventimiglia di Monteforte
Francesco Maria
Jacopo

Note

  1. ↑ In documenti del XVIII secolo, in occasione di cooptazioni dei Mozzoni nel Collegio dei Giureconsulti di Milano, o di domande di conferma della antica loro nobiltà, si dice che i Mozzoni del Duecento, al tempo delle lotte tra popolo e nobili, furono costretti a ritirarsi, al pari di altre famiglie nobili, nelle loro terre dell'alto Seprio. Nel caso specifico, nella certificazione del 9 luglio 1760 rilasciata dal segretario della Cancelleria Segreta della Lombardia austriaca e prefetto del Regio Archivio, si legge:
    «Allorché i Torriani col favore della plebe ascesero al principato della città di Milano, scacciarono, per vivere più sicuri, quelle nobili famiglie che avevano per la potenza maggiormente sospette... Quindi i Visconti ritiraronsi nelle Terre di Invorio, Masino e Oleggio sul Lago Maggiore... li Pusterla a Tradate... li Bossi ad Azzate... li Castiglioni a Venegono, Lozza, Masnago ed in altri luoghi…gli Orrigoni e Mozzoni nelle Terre del Vicariato di Varese, quella in Biumo e questa in Bessuzio. Infatti i Torriani o Della Torre venuti dalla Valsassina a Milano nel 1240, quando Pagano fu eletto podestà, raggiunsero il culmine del loro potere, Signori di fatto di Milano, con Napo, eletto nel 1265 a capo della fazione popolare, mentre la parte nobiliare era stata messa al bando dal contado di Milano nel 1262 da Martino Della Torre.»
  2. ↑ 1476 - novembre, 4- Esenzione fino alla somma di ducati 10 d’oro sui beni posseduti nelle terre del ducato di Milano da Agostino e Antonio fratelli Mozzoni. (Libera traduzione dal latino).
    «Galeazzo Maria Sforza, Visconte e Duca di Milano, conte di Pavia e di Angera, Signore di Genova e Cremona In una delle cacce all’orso che abbiamo ultimamente fatto nel nostro Vicariato di Varese, ci è divenuto molto caro Agostino Mozzoni del luogo di Bisuschio dello stesso Vicariato di Varese e desideriamo beneficiarlo per le attenzioni, la diligenza e la sollecitudine e per ripagarlo in parte di quella ferita infertagli dall’orso in quella battuta di caccia. Per la qual cosa a tenore del presente, nel pieno dei nostri poteri, diritti, in ogni modo e forma concediamo privilegi ed immunità ai beni del predetto Agostino e di Antonio suo fratello, dei loro figli e discendenti, e dei discendenti dei discendenti, situati nel vicariato di Varese o in qualsiasi altra parte del nostro dominio, in perpetuo, a partire da oggi e sino a che durerà il nostro beneplacito li rendiamo immuni ed esenti da dazi, imposte, imbottato, angherie, citazioni, e da qualsiasi altro onere dovuto alla nostra Camera, o in qualunque modo da Comuni, ora ed in futuro con qualsiasi legge sia imposto, e con qualsiasi nome venga chiamato, a meno che non vengano emanati ordini contrari, ad eccezione degli oneri dovuti per il sale ed i dazi ordinari. Stabiliamo che l’esenzione fatta ad essi fratelli non ecceda la somma di 10 ducati d’oro, oltre la quale intendiamo e vogliamo che detti fratelli e discendenti siano tenuti al dovuto pagamento. Diamo mandato ai nostri Maestri delle Entrate, al Podestà di Varese ed a tutti gli altri nostri Ufficiali presenti e futuri a cui spetta, perché questa nostra lettera di immunità e questo nostro intendimento osservino e facciano inviolabilmente osservare, in fede della quale abbiamo comandato di farla registrare sotto la fede del nostro sigillo. Data a Galliate il 4 novembre 1476, segnata col sigillo ducale in cera bianca, come è consuetudine, etc. Io Francesco; e in calce A. Jacobus.»
    Registrata alla Camera degli Uffici Referendari del Comune di Milano nel libro degli incanti dei dazi e deliberazioni degli anni 1475-1477 nel foglio 202 a tergo. Così si ritrova nell'Archivio degli Illustrissimi Magistrati Camerali dello Stato di Milano per esecuzione del Decreto, osservata la dichiarazione fatta di non usarla contro il Regio Fisco Ducale, e per fede. Angelo Maria Brugus Regio archivista.
  3. ↑ Lettera di Bernabò Visconti a Guidolo Vimercati dal Castello di Cusago 23 settembre 1354.
  4. ↑ appartiene a questa famiglia l'artista Giuseppe detto l'Arcimboldo (1527-1593)

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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