
La Circolare Valuev (in russo: Валуевский циркуляр [traslitterato in alfabeto latino: Valuyevskiy tsirkulyar]; in ucraino: Валуєвський циркуляр, [traslitterato in alfabeto latino: Valuyevskyi tsyrkulyar]) del 18 (30) luglio 1863 fu un decreto (ukaz) emesso da Pëtr Valuev, ministro degli interni dell'Impero russo, con il quale vennero proibite molte pubblicazioni (letteratura religiosa ed educativa raccomandata per l'uso nell'alfabetizzazione primaria) in lingua "piccolo russa" (lingua ucraina), ad eccezione delle opere d'arte letteraria.

La circolare indicava come causa del crescente numero di libri di testo in ucraino e di libri per principianti in ucraino "gli interessi politici dei polacchi" e le "intenzioni separatiste di alcuni piccoli russi".
La circolare citava l'opinione del Comitato di censura di Kiev secondo cui "una lingua separata, detta "piccolo russa", non è mai esistita, non esiste e non esisterà, e la lingua usata dalla gente comune (cioè l'ucraino) non è altro che il russo corrotto dall'influenza della Polonia".

La circolare ordinava ai comitati di censura di vietare la pubblicazione di testi religiosi, testi educativi e libri per principianti in ucraino; consentiva però la pubblicazione di opere d'arte letteraria in tale lingua.
Ulteriori restrizioni alla lingua ucraina furono imposte dal successivo ukaz di Ems nel 1876, che ne proibì completamente l'uso nella stampa pubblica.