Codex Cyprius

Onciale 017
Manoscritto del Nuovo Testamento
NomeCyprius
SimboloKe
Testovangeli canonici
DatazioneIX secolo
Scritturagreca
RitrovamentoCipro, 1673
ConservazioneBiblioteca nazionale di Francia
Dimensione26 x 19 cm
Tipo testualebizantino
CategoriaV

Il Codex Cyprius (numerazione Gregory-Aland: Ke o 017; numerazione von Soden: ε 71) è un manoscritto pergamenaceo onciale in lingua greca contenente i vangeli canonici e datato paleograficamente al IX secolo.

Descrizione

Il codice contiene il testo completo dei quattro vangeli canonici, scritto su 267 fogli di pergamena grandi 26 per 19 cm; il testo è disposto su di una singola colonna per pagina, con 16-31 linee per pagina.

Le lettere e le parole sono scritte in scriptio continua, senza cioè essere separate; le lettere onciali (maiuscole) sono grandi (in alcune pagine molto grandi), dritte e compresse. Il manoscritto contiene τιτλοι, κεφαλαια (aggiunte da una mano successiva), στιχοι, e martiriologio. Le sezioni ammoniane sono presenti, ma il canone eusebiano è assente. Il testo è caratterizzato da frequenti iotacismi.

Critica testuale

Vangelo secondo Luca 20,9

Il testo greco di questo codice è rappresentativo del tipo testuale bizantino. Assieme al Codex Petropolitanus appartiene alla famiglia Π, che è strettamente imparentata al Codex Alexandrinus. Kurt Aland lo ha inserito nella Categoria V.

In Vangelo secondo Marco 10,19, la frase μη αποστερησης è omessa, come nei codici B (dove è aggiunta da una seconda mano), W, Ψ, f1, f13, 28, 700, 1010, 1079, 1242, 1546, 2148, ℓ 10, ℓ 950, ℓ 1642, ℓ 1761, syrs, arm, geo; questa omissione è tipica dei manoscritti di tipo testuale alessandrino e cesariense.

In Vangelo secondo Luca 9,55-56 presenta la seguente interpolazione, presente anche nei codici Π 1079 1242 1546 (f1 omette γαρ) (Θ e f13 omettono υμεις e γαρ):

(greco)
«στραφεις δε επετιμησεν αυτοις και ειπεν, Ουκ οιδατε ποιου πνευματος εστε υμεις; ο γαρ υιος του ανθρωπου ουκ ηλθεν ψυχας ανθρωπων απολεσαι αλλα σωσαι»
(italiano)
«Ma egli si voltò verso di loro e li sgridò. E disse: «Voi non sapete di quale spirito siete animati. Poiché il Figlio dell'uomo è venuto, non per perdere le anime degli uomini, ma per salvarle».»

Il manoscritto contiene il testo della Pericope dell'adultera (Vangelo secondo Giovanni 8,1-11) e Matteo 16,2b-3.

Storia

Il codice portato da Cipro alla Biblioteca Colbert a Parigi nel 1673, fu esaminato da Richard Simon, John Mill, Bernard de Montfaucon, Giuseppe Bianchini, Johann Martin Augustin Scholz, Tischendorf (nel 1842 e 1949) e da Tregelles nel 1850.

Il codice è conservato alla Biblioteca nazionale di Francia (Gr. 63) a Parigi.

Note

  1. 1 2 3 4 Kurt Aland e Barbara Aland, The Text Of The New Testament: An Introduction To The Critical Editions and To The Theory and Practice Of Modern Textual Criticism, 1995, Grand Rapids, Michigan, p. 113.
  2. ↑ Caspar René Gregory, Textkritik des Neuen Testaments, Vol. 1, Leipzig, 1900, p. 54.
  3. ↑ Bruce M. Metzger, Bart D. Ehrman, The Text of the New Testament: Its Transmission, Corruption, and Restoration, Oxford University Press, 2005, p. 77.
  4. ↑ Mc 10,19, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  5. ↑ UBS3, p. 165.
  6. ↑ Lc 9,55-56, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  7. ↑ Gv 8,1-11, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  8. ↑ Samuel Prideaux Tregelles, An Introduction to the Critical study and Knowledge of the Holy Scriptures, London 1856, p. 201.
  9. ↑ Richard Simon, Histoire critique du texte du N. T. Rotterdam 1689, Kap. X, p. 101b, and Kap. XXXII, p. 407f.
  10. ↑ Mill, N. T. Gr. Küster's Ausg, Amsterdam 1710, § 1498, p. 166a.
  11. ↑ Bernard de Montfaucon, Palaeoraphia Graeca, Paris 1708, p. 41, 231-233.
  12. ↑ Bianchini, Evang. quadr. Rom 1749, Teil 1, Vol. 2, p.
  13. ↑ Scholz, Curae criticae .... II. De codice Cyprio u. s. w., Heidelberg 1820, pp. 53–90

Bibliografia

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