Codex Marchalianus designato dalla sigla Q è un manoscritto greco del VI secolo della versione greca della Bibbia ebraica (Tanakh o Antico Testamento) conosciuta come la Settanta. Il testo è stato scritto su pergamena in maiuscola alessandrina, scrittura che, secondo Cavallo, si sarebbe sviluppata a partire da classi stilistiche di II-III secolo d.C., in ambito greco-copto, per raggiungere la sua canonizzazione durante l’età di Atanasio. Paleograficamente è stato assegnato al VI secolo.
Il suo nome deriva da un ex proprietario René Marchal.
Anche le letture Exaplaric vengono aggiunte a margine.
Tetragramma in Codex Marchalianus
Nel libro di Isaia 45:18, dove il traduttore greco di Septuaginta ha usato εγω ειμι per rendere "Io sono YHWH", fu corretto da una mano dopo a "Io sono Signore".
Il manoscritto è utilizzato nella discussione sul Tetragramma. Codex Marchalianus utilizza la traslitterazione greca IAO per il Nome Divino, o il Tetragramma in alcuni libri nei margini interni in lettere greche (ΠΙΠΙ).
Note
↑Würthwein Ernst, Der Text des Alten Testaments, Stuttgart: Deutsche Bibelgesellschaft, 1988, p.85, ISBN3-438-06003-5.
↑John T. Townsend, "The Gospel of John and the Jews: The Story of a Religious Divorce", in: Alan T. Davies, ed., Antisemitism and the Foundations of Christianity (Paulist Press, 1979): p. 77