Codice visigoto

Copertina di un'edizione del Liber Judiciorum del 1600

Il Codice visigoto (in latino: Forum Iudicum o Liber Judiciorum; in spagnolo: Libro de los Juicios) contiene un insieme di leggi promulgate dal re visigoto di Hispania, Chindasvindo, durante il suo secondo anno (642/643).

Descrizione

L'insieme delle leggi venne ampliato dalle legislazioni di Reccesvindo (motivo per cui viene chiamato anche Codice di Reccesvindo), Vamba, Ervige, Egica e forse Witiza. Nel 654 Reccesvindo promulgò nuovamente il codice dopo l'opera di progettazione di Braulione di Saragozza, dal momento che il codice originale di Chindasvindo era stato redatto e promulgato in fretta.

Esso, spesso erroneamente denominato Lex Visigothorum, legge dei Visigoti, abolì l'antica tradizione che portava ad applicare diritti diversi per Romani e Visigoti: tutti i sudditi del regno avrebbero smesso di essere romani e goti per diventare hispani. In questo modo tutti i cittadini sarebbero sottostati alla stessa giurisdizione, eliminando la provenienza di stirpe (sotto la forma delle professiones legis) dal processo.

Queste leggi rimasero in vigore per molto tempo: nella Galizia del X secolo i monaci fanno riferimento al Codice. Le leggi governano e sanzionano la vita familiare e, per estensione, la vita politica (il matrimonio, la successione, i diritti di vedove ed orfani). In particolare, le donne potevano ereditare terre e titoli e gestirli in maniera indipendente dai propri mariti o parenti maschi, disporre della proprietà nelle ultime volontà nel caso non avessero eredi, e rappresentare se stesse e produrre testimonianza durante i processi (dai 14 anni in poi) e decidere riguardo al proprio matrimonio (dai 20 anni in poi).

Le leggi si combinano col diritto canonico della Chiesa cattolica, e presentano un'impostazione fortemente teocratica.

Si sa che il codice è stato conservato dai Mori: ai Cristiani era infatti permesso l'uso del proprio diritto, ove esso non confliggesse con quello dei conquistatori, dietro pagamento regolare di tributi. Si può quindi presumere che venisse riconosciuta l'autorità legale dei magistrati cristiani anche durante il controllo musulmano della penisola iberica. Quando Ferdinando III di Castiglia riconquistò Cordova nel XIII secolo, ordinò che il codice venisse adottato ed osservato dagli abitanti della città, ottenendone la traduzione (per quanto inaccurata) in castigliano, sotto il nome di Fuero Juzgo. La traduzione in catalano del documento è il più antico testo conosciuto in quella lingua.

Contenuti

La seguente lista elenca libri e titoli del Codice visigoto:

Note

  1. ↑ Il termine 'Codice' è utilizzato qui con valenza assai differente dal concetto ottocentesco e in buona misura anche odierno di Codice, e non va con esso confuso (cfr. voci Codice e Codificazione).
  2. ↑ King, 148-149.
  3. ↑ Fletcher, cap. 1, nota 56.

Bibliografia

Voci correlate

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