
Il coesore (in inglese coherer) è un dispositivo inventato dall'italiano Temistocle Calzecchi Onesti, che, consentendo di rivelare il passaggio di una radiofrequenza, permetteva altresì l'individuazione di onde elettromagnetiche.
In quanto rivelatore di radiofrequenze, era pertanto utile come discriminatore della sola presenza (o dell'assenza) di un segnale radio. Con lo sviluppo delle trasmissioni radio e dei sistemi di modulazione, la rivelazione dei segnali da una frequenza portante venne affidata a un diodo raddrizzatore, inizialmente a cristallo, poi a valvola termoionica e infine a semiconduttore.
Una polvere metallica, inserita tra i due cilindri, costituisce l'elemento rivelatore. Questa polvere metallica, formata quindi da granuli metallici disorientati, cioè posti in posizione caotica e casuale, in assenza del segnale a radio frequenza presentava un'alta resistenza elettrica. Con il segnale radio la polvere si disponeva in collegamento tra i due cilindri, i granuli si orientavano tutti secondo le linee di forza del campo magnetico generato dal passaggio della infinitesima corrente elettrica e la resistenza del dispositivo diminuiva considerevolmente. Ma la polvere rimaneva polarizzata. Per ovviare all'inconveniente il dispositivo fu completato con un sistema elettromeccanico che colpiva leggermente il contenitore per disorientare nuovamente i granuli della polvere metallica. Il coesore fu quindi utile per poter rivelare i segnali Morse che per la loro relativa lentezza permettevano i tempi morti di ridisorientamento dei cristalli metallici. Guglielmo Marconi in una conferenza tenuta il 2 marzo 1899 a Londra in una riunione della Institution of the Electrical Engineers ha dato atto del ruolo fondamentale del coesore di Calzecchi Onesti per lo sviluppo della radiotelegrafia.
La descrizione del coherer non sembra facilmente comprensibile ai non addetti ai lavori; andrebbe forse preferita questa, anche se molto semplificata:
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