| Coindo frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°08′22″N 7°19′23″E |
| Altitudine | 800 m s.l.m. |
| Abitanti | 0 |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Coindo (Ou Couindou in francoprovenzale, Ël Coindo in piemontese) è una frazione montana del comune di Condove divisa in due agglomerati di case denominati l'uno Superiore e l'altro Inferiore (Couindou damoùn e daveù).
Il Coindo Superiore è situato a circa 800 m s.l.m.; sino al 1936 le due borgate han fatto parte del comune di Mocchie, poi aggregato con il comune di Frassinere a Condove. La parrocchia di appartenenza è Lajetto. Le frazioni sono collocate sul versante esposto a sud della Valle di Susa e poste sulla destra idrografica del torrente Sessi. Il terreno, su cui si alternano principalmente faggeti, castagneti e pascoli, è caratterizzato da una decisa pendenza verso il fondo valle e il torrente Sessi.
Non vi sono documentazioni dettagliate circa la fondazione o le origini della borgata, ma le ricerche genealogiche effettuate indicano come fosse già abitata dalle famiglie Cordola e Cinato nel XVII secolo. Le borgate sono state completamente abbandonate dai loro abitanti negli anni successivi alla seconda guerra mondiale: la borgata inferiore dal 1945 e la superiore dal 1964. Le case del borgo inferiore sono completamente in rovina e parzialmente lo sono anche al borgo superiore.
L'accesso è difficoltoso causa la mancanza di una strada carrozzabile di collegamento con il capoluogo Condove a valle o con le altre frazioni limitrofe Lajetto e Sigliodo. L'unica via di accesso rimane la mulattiera che si diparte da quella che congiunge Sigliodo al Laietto in corrispondenza di un pilone votivo dedicato alla Madonna della Consolata.
L'economia del Coindo era agro-pastorale, produceva latticini, castagne, patate, prodotti che si portavano al mercato settimanale del mercoledì a Condove trasportandoli a spalle in una gerla oppure, per chi disponeva dell'animale, a dorso d'asino o di mulo.
Quando il Coindo era popolato i suoi abitanti, in massima parte, parlavano la lingua francoprovenzale, comune all'intera zona e più in generale alla Bassa Valle di Susa e valli adiacenti. Accanto alla lingua madre (che i locali chiamavano patois - anche "patuà" - o semplicemente moda 'd nos) venivano parlati l'italiano ed il piemontese.
Le poche usanze tradizionali erano soprattutto religiose e si svolgevano alla parrocchia di Lajetto: notevoli le funzioni della Settimana Santa. I suoi riti occupavano molte ore della giornata, con un particolare coinvolgimento emotivo di persone di tutte le età. I ragazzi con speciali strumenti di legno (le raganelle), potevano e dovevano fare un gran baccano, rappresentando le forze del male, mentre le campane erano legate (ferme), il giovedì e il venerdì santo. Molto attesa la benedizione pasquale delle case con particolare riguardo per le stalle e gli animali. Altri usi erano legati alle varie scadenze ed eventi della vita parrocchiale e famigliare: le feste religiose di S.Vito, patrono di Laietto, quella di Sant'Antonio abate, il 17 gennaio per la benedizione degli animali, la tradizionale festa del 2 agosto al Collombardo, battesimi, sposalizi, funerali e le feste dei coscritti .
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