Col Nudo

Col Nudo
Il Col Nudo riflesso nel Lago di Val Gallina
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Veneto
  Friuli-Venezia Giulia
Provincia  Belluno
  Pordenone
Comune Alpago
Claut
Altezza2 472 m s.l.m.
Prominenza1 644 m
Isolamento11,11 km
CatenaAlpi
Coordinate46°13′44.16″N 12°24′04.95″E
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Col Nudo
Col Nudo
Mappa di localizzazione: Alpi
Col Nudo
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Sud-orientali
SezionePrealpi Venete
SottosezionePrealpi Bellunesi
SupergruppoCatena Cavallo-Visentin
GruppoGruppo Col Nudo-Cavallo
SottogruppoSottogruppo del Col Nudo
CodiceII/C-32.II-B.2.a

Il Col Nudo (2.472 m s.l.m.) è la montagna più alta delle Prealpi Venete e della catena dell'Alpago (sottosezione delle Prealpi Bellunesi), posta sul confine tra la regione Veneto (provincia di Belluno) e la regione Friuli-Venezia Giulia (provincia di Pordenone).

Descrizione

Il versante nord con in primo piano il Teverone

La struttura di questa montagna è la seguente: la cima principale è in posizione centrale, spostata verso sud-ovest, mentre l'antecima nord (2460 m) precipita con un muro di 700 m verso il Vajont. Appena a sud-est della cima c'è la Cima Lastei (2439 m) che termina al Passo di Valbona. Ad ovest, sopra la Val Gallina confluisce la cresta delle Cime di Pino formando tre grosse elevazioni: Cima Secca (2350 m), Cima Sora il Ciot (2318 m) e la Cima del Colatoio (2318 m). La cresta termina poi verso il Monte Dolada con cui confina tramite Forcella Lastra e Forcella Gallina.

Alpinismo

Si può salire sulla vetta partendo da San Martino, frazione di Chies d'Alpago.

Questa cima, in verità molto complessa perché formata da varie elevazioni, può sembrare insignificante vista da sud, al contrario la sua parete nord è una delle estreme pareti delle Dolomiti, riscoperta di recente dall'alpinismo che ivi ha scritto pagine sorprendenti:

La base delle pareti del Col Nudo è di difficile accesso. Abbisogna di almeno 4 ore di marcia da Erto, per canaloni e ripidi prati. Nei prati occorre fare attenzione alle zecche, presenti su tutto il territorio delle Dolomiti Friulane.

Note

  1. ↑ Luigi Vittorio Bertarelli, Guida d'Italia, Touring club italiano, 1932, p. 19. URL consultato il 7 luglio 2021.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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